martedì, 25 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Parlare agli italiani
Pubblicato il 28-01-2017


Un congresso serve a questo. A definire una linea politica, a parlare agli italiani.
Il congresso socialista avvierà i lavori proprio nei giorni di dibattito parlamentare sulla legge elettorale. Una ragione in più per fare un appello all’unità. Comunque vada, le elezioni sono alle porte.
Nessun partito, da solo, può immaginare di guadagnarsi il premio di maggioranza. La vocazione maggioritaria, in Italia non alligna per nessuno. Ha invece un senso costruire una coalizione riformista almeno per tre buoni motivi: scalare la soglia del 40%, non prefigurare fin da ora alleanze dopo voto con una parte dell’opposizione, ma soprattutto dimostrare agli italiani che la sinistra ha una strategia per il futuro, ha un’idea di Paese che porta compatta nella campagna elettorale, che intende giocare la partita fino in fondo. Una bella novità in un tempo di pensieri corti. Non c’è dubbio che il Mattarellum aiuterebbe, e non poco, nella costruzione di questo scenario. E infatti da lì dobbiamo ripartire. Infine, darebbe una bella spinta a mantenere integra l’autonomia  del partito. Ricordo agli ottimisti che Lega e Grillini non faranno accordi elettorali ma nessuno può escludere che trovino un compromesso in parlamento.

Lo so bene: non è detto che questa sia la strada maestra per ciascuna delle forze in campo. Intendiamoci: i socialisti devono prepararsi a superare la soglia del 3% con alleanze compatibili con la loro storia e la loro identità richiamando alle armi, com’è avvenuto in molte città in occasione delle elezioni provinciali e del tesseramento, compagne e compagni con cui abbiamo diviso il pane e in particolare esperienze civiche locali.

Quel che è certo è che in qualsiasi programma, in qualsiasi impegno che assumiamo verso i cittadini, quattro devono essere i temi al centro: redistribuzione della ricchezza, nuove forme del lavoro, nodo migranti, Europa.
Saranno questi il cuore del congresso. Ed è attorno a questi temi che il socialismo europeo deve rinnovarsi per offrire risposte credibili.
Noi faremo la nostra parte, oggi come allora, trentacinque anni fa, a Rimini, quando disegnammo l’Italia di domani.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Assolutamente d’accordo con il Segretario. La sinistra del Partito, lealmente sosterrà il percorso riformista che abbiamo intrepreso già dal Congresso di Salerno; nel prossimo di Roma, a marzo, non ci sarà che da confermare e potenziare gli impegni. Buon lavoro a tutti noi.

  2. Carissimo Riccardo
    Correttamente il Direttore dell’Avanti avanzava delle riserve sulla necessità di andare al più presto al voto.
    La tesi dell’ex presidente del Consiglio è che con il giudizio negativo dato dagli italiani alla sua Riforma Costituzionale questa Legislatura si è conclusa, per cui in tempi rapidissimi bisogna richiamare gli elettori alle urne. Parodossalmente si potrebbe dire che questa Legislatura non doveva neanche iniziare, non avendo espresso una maggioranza parlamentare nemmeno con una Legge maggioritaria come il Porcellum dichiarata incostituzionale dalla Corte. Ma dato che il Porcellum gratificava il PD con la maggioranza dei Seggi alla Camera, quello che si poteva accettare prima non va bene ora.
    L’ex Presidente del Consiglio non dovrebbe dimenticare che la nostra è ancora una Repubblica parlamentare e pertanto il suo attuale Presidente Mattarella ha il dovere di rispettare la Costituzione che prevede che le elezioni si indicono o alla loro scadenza naturale o quando non esiste più una maggioranza parlamentare. Pertanto se l’ex presidente del Consiglio desidera riaprire una personale sfida muscolare con il Paese, dato che come Segretario del PD detiene la maggioranza dei voti alla Camera, sfiduci il suo Governo fotocopia con quel messaggio di serenità con cui aveva liquidato quello del suo stesso amico di Partito Enrico Letta.
    Nel caos parlamentare d’ingovernabiltà che ne seguirà senza due armoniche Leggi elettorali, non credo che saranno altrettanto sereni gl’italiani.
    Venendo a noi Socialisti consentimi di rivolgerti la stessa raccomandazione che ho rivolto al Direttore dell’Avanti: EVITIAMO il Congresso a Marzo optando invece tra fine Aprile e metà maggio, in quanto la priorità non è la fretta nel dovere dare delle risposte ai Tribunali. Alla luce del sole su queste colonne, ho espresso diverse riserve sulla condivisione con cui hai appoggiato come PSI le scelte dell’ex presidente del Consiglio, ma contemporaneamente ho condannato e continuo a non giustificare quei dirigenti socialisti che hanno portato il PSI in Tribunale. Indipendentemente da qualsiasi ragione o problema collegato al Tesseramento questo comportamento lo ritengo ingiustificabile e da condannare come pubblicamente ho fatto nei miei commenti sull’Avanti.
    Questi tempi per il Congresso sono indispensabili, oltre che per le nostre necessità interne relative alla progettualità delle Mozioni e al recupero della Diaspora, anche per poter trasferire nel Congresso i frutti che riusciremo a cogliere dagli appuntamenti della Marianna e Bertinoro, tesi alla costruzione di un Area rosso verde, a prendere cognizione dei meccanismi della nuova Legge elettorale per potere valutare le reciprocità dei contenuti nelle alleanze con le altre forze politiche tra cui comprendere anche lo spazio da dedicare al cantiere aperto da Pisapia.
    Ciò consentirebbe la più ampia partecipazione al dibattito nelle Sezioni, Federazioni Provinciali e Federazioni Regionali e servirebbe a prevenire eventuali strumentalizzazioni e cavilli statutari e dimostrare la piena e convinta apertura e disponibilità al confronto democratico interno ed esterno al PSI.
    E per collegarmi al tuo titolo, questa dilatazione della data del Congresso ci darebbe anche più tempo per far conoscere agli italiani le nostre proposte e i nostri valori.
    Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio, sentimi vicino con un forte abbraccio.
    Nicola Olanda

  3. Si sente parlare ripetutamente di “redistribuzione della ricchezza”, argomento che qui viene fatto rientrare nei quattro temi da mettere al centro del dibattito, e mi sono fatto l’idea che con tale concetto si voglia sostanzialmente intendere un inasprimento del carico fiscale nei confronti dei redditi medio-alti, accompagnato semmai da un tassa patrimoniale, altra ipotesi che periodicamente rispunta..

    E’ naturalmente possibile che questa mia interpretazione sia del tutto sbagliata, ma non riesco francamente ad immaginare un altro modo per ottenere la “ricchezza” da distribuire, e andando a memoria non ricordo nemmeno di avere letto o ascoltato qualcuno che proponga una diversa e realistica strada per raggiungere tale obiettivo, o per dare agli uni senza togliere agli altri come si usa dire.

    E se per caso si pensasse veramente ad un aggravio delle imposte per dette categorie economiche e sociali, mi chiedo se non vi sia il rischio di colpire ingiustamente i “meriti”, venendo così meno a quel principio dei “meriti e bisogni” che prese corpo in casa socialista negli anni Ottanta, ispirandone poi la politica, proprio a Rimini come opportunamente ricordato dal Segretario.

    Oggi stiamo effettivamente assistendo ad un progressivo radicalizzarsi delle posizioni, anche fuori dai nostri confini – e ne troviamo un esempio anche all’interno di un odierno articolo dell’Avanti, dal titolo “Hamon e Schulz: la sinistra ritrova i suoi linguaggi” – e in questo scenario c’è giustappunto chi, legittimamente, ritiene che i socialisti debbano esprimere una politica fortemente orientata a sinistra, mentre altri, almeno dal mio osservatorio, la preferirebbero venata invece di liberalismo.

    Niente di nuovo sotto il sole, perché si ripropone probabilmente il divario di un tempo tra massimalisti e riformisti, e per quanto mi riguarda, ritornando al tema, punterei piuttosto ad aumentare la “ricchezza” del Paese, stimolando e premiando creatività, impegno, genialità, ecc…., doti che ci vengono universalmente riconosciute (una strada ovviamente non semplice, ma quella delle tasse, qualora fosse questa cui si sta pensando, potrebbe impoverire alla fine un po’ tutti).

    Paolo B. 30.01.2017

  4. Caro Segretario, penso che tu sia soddisfatto dei risultati del Consiglio Nazionale, sia per la grande partecipazione, sia per quello che è stato approvato in quella sede e in che modo è stato approvato. Malgrado tutto ciò non credo che il Congresso Straordinario sarà unitario, come la quasi totalità dei compagni auspica. Aldilà di Bobo Craxi, che ha fatto un intervento condivisibile, le avvisaglie di dissenso, non giustificabili per me, ci sono state e ben marcate, amplificate da qualche intervento su facebook a commento del Consiglio Nazionale, che non devono preoccupare più di tanto, visto da che pulpito viene la predica, ma comunque disturbano e intralceranno il lavoro dei compagni di base, creando malumori.
    ;Mi permetto di suggerire alcune cose che potrebbero tornare utili per capire realmente l’umore dei compagni nelle Federazioni e nelle Sezioni.
    Le assenblee Congressuali che oltre al compito di nominare i delegati dovranno discutere il documento o i documenti Congressuali presentati dal o dai Candidati a Segretario, lo faranno ma senza la possibilità di modificare o dare suggerimenti, è sempre stato così e continuerà ad esserlo.
    Suggerisco di chiedere a tutte le Federazioni comprese quelle estere, di redigere un documento che metta a fuoco la situazione del Partito nelle varie realtà locali, quali attività svolgono, gli orientamenti e quali politiche vorrebbero attuare i compagni, le alleanze auspicabili, che tipo di organizzazione esiste.
    I documenti dovrebbero pervenire in tempo utile alla Segreteria Nazionale prima del Congresso, per dar modo al Candidato o Candidati a Segretario, di conoscere la reale situazione del Partito e trarne le dovute conseguenze.
    In questo modo i compagni, tutti, si sentirebbero coinvolti nel processo operativo del Partito e sarebbero senz’ altro propensi a lavorare con più entusiasmo per la causa comune.

    Buon Lavoro Segretario e un Caro Saluto!

  5. Caro Segretario, tutto giusto, solo che come si può parlare agli italiani se i mezzi di informazione ignorano sistematicamente il Partito Socialista? Il congresso di Salerno fu seguito solo da Radio Radicale. Sulla radio nazionale, tanta(troppa) politica estera mentre politica interna significa solo Pd, M5s, Fi e Lega. Quando finirà la damnatio memoriae?
    Cordiali saluti e buon lavoro.
    Mario Mosca.

  6. Prima di tutto Riccardo ti faccio un fortissimo augurio per il congresso, avrò altre occasioni per dirti come la penso sulla prossima tornata elettorale, e le sorti del partito, oggi ti rispondo soltanto sulle ultime due righe del tuo intervento, Questo è quanto scrivi: Noi faremo la nostra parte, oggi come allora, trentacinque anni fa, a Rimini, quando disegnammo l’Italia di domani. Certamente ti riferisci alla conferenza programmatica che si svolse dal 31/3 al 4/4 con lo slogan “Governare il Cambiamento”, credo che dobbiamo tenere in conto di alcuni aspetti fondamentali: i numeri sia elettorali che di tessere non corrispondano, inoltre quel Psi usciva dal congresso di Palermo con idee e fatti molto chiari, infatti dopo 16 mesi era alla guida del Paese. Ora sinceramente come è la realtà del partito non è possibile fare paragoni, mancano numeri, idee, fatti, e come al solito l’autonomia e l’identità. Concludendo credo che all’attuale Psi debba prendere atto delle difficoltà quotidiane, in primo luogo aprire un occhio sul prossimo voto, perché non è da sottovalutare il fatto di raccogliere le firme, questione non facile per la presentazione delle liste in tutti i collegi. Con questo non voglio essere il gufo, ma una scelta sbagliata in questo periodo può essere fondamentale per la sopravvivenza del Psi. Giovanni Caciolli

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