martedì, 28 febbraio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Pm Trani, multe e condanne per Standard&Poor’s
Pubblicato il 20-01-2017


standard e poorsLa piccola procura di provincia continua a sfidare il gotha della finanza. Dopo la richiesta di condanna per l’analista di Fitch, anche Standard & Poor’s finisce nel mirino della requisitoria del pm Michele Ruggiero nel processo “rating” in corso di svolgimento a Trani. Ora il processo dinanzi al tribunale di Trani (presidente Giulia Pavese) per manipolazione del mercato a carico di cinque tra analisti e manager di Standard & Poor’s e della stessa società di rating, imputata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, è arrivato alle richieste di condanna.
Il sostituto ha chiesto la condanna per manipolazione del mercato a 2 due anni di reclusione e 300 mila euro di multa per Deven Sharma, all’epoca dei fatti presidente mondiale di S&P, e a 3 anni di reclusione ciascuno e 500 mila euro di multa per Yann Le Pallec, responsabile per l’Europa, e per gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. Per la società Standard e Poor’s è stata chiesta la condanna alla sanzione pecuniaria di 4,647 milioni di euro. “Contro di loro un bazooka fumante”, annuncia il pm di Trani Michele Ruggiero.
Nel 2011 l’Italia “stava messa meglio di tutti gli altri” Stati europei, ma da parte di S&P c’è stata “la menzogna, la falsificazione dell’informazione fornita ai risparmiatori” mettendo così “in discussione il prestigio, la capacità creditizia di uno Stato sovrano come l’Italia”, ha detto il pm Ruggiero. In particolare una mail del manager di S&P Renato Panichi “non ci ha dato la pistola fumante, ma il bazooka fumante” perché sia con quello scritto sia con la sua deposizione in aula, “ha affondato la sua società e ha fatto gli interessi dei risparmiatori”.
La pubblica accusa ha ricordato che il giorno stesso in cui nel 2012 Standard & Poor’s declassò l’Italia, il 13 gennaio, esprimendo giudizi negativi anche sulle banche, il responsabile per gli istituti di credito di S&P Panichi inviò una mail agli autori del report contestando loro di aver espresso giudizi contrari alla realtà sul sistema bancario.
In pratica i vertici di S&P avrebbero fornito “intenzionalmente ai mercati finanziari un’informazione tendenziosa e distorta (come tale anche falsata) in merito all’affidabilità creditizia ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, in modo da disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il loro valore”. A corollario dell’impianto accusatorio anche un recente patteggiamento fatto da Moody’s con il Dipartimento di giustizia americano per definire una maxi sanzione nata dall’accusa di aver gonfiato il rating di mutui ipotecari rischiosi negli ani della crisi del 2008-2009. Fatti diversi ma che confermerebbero il modus operandi (non corretto) delle agenzie di rating.
S&P ha sempre parlato di accuse “totalmente infondate” e ha messo in dubbio la competenza territoriale di Trani. Da parte sua Fitch ha definito la richiesta di giudizio “senza precedenti e infondata”. Nell’ambito delle indagini è stato sentito anche il governatore della Bce Mario Draghi. Senza dimenticare che un anno fa furono chiamati a testimoniare il ministro Pier Carlo Padoan (che dichiarò: “Il declassamento dell’Italia mi sorprese”) e l’ex premier Mario Monti.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento