giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Poletti non si dimette e promette modifiche ai Voucher
Pubblicato il 10-01-2017


poletti-3La pausa natalizia non ha sopito gli animi e le incandescenze scaturite dopo l’esternazione infelice del ministro del lavoro e del welfare, Giuliano Poletti: “Giovani che vanno all’estero? Un bene che ci restino”.
Anche se molti scommettevano che il Ministro non si sarebbe nemmeno presentato in Senato, invece Poletti si è presentato per riferire sulle sue dichiarazioni che hanno messo in imbarazzo l’esecutivo e causato sdegno nell’opinione pubblica.
La mozione di sfiducia è stata depositata dal Movimento 5 Stelle e verrà probabilmente votata il 18 gennaio. Oltre ai pentastellati, hanno annunciato il voto contro il ministro la sinistra PD, Sinistra Italiana, la Lega di Salvini più qualche ‘cane sciolto’ di Forza Italia. Non c’è stata infatti alcuna linea ufficiale da parte degli azzurri, tuttavia a uscire fuori dal coro ci ha pensato già prima della discussione in Senato, Maurizio Gasparri, che ha chiesto una riunione del gruppo forzista al Senato per affrontare la questione.

“Intorno alle dichiarazioni da me rilasciate il 19 dicembre, insieme alla comprensibile e giustificata polemica politica, si è sviluppata, in particolare sui social media, una campagna di insulti e minacce che non ha colpito solo me, ma ha coinvolto la mia famiglia: mia moglie e mio figlio”. Lo ricorda il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, durante l’informativa al Senato sui giovani che lasciano il Paese per cercare opportunità all’estero.

“Ringrazio – continua- tutti coloro che mi sono stati vicino e hanno espresso a me, e alla mia famiglia, la loro solidarietà per questi episodi che, al di là della preoccupazione e del disagio che provocano alle persone direttamente coinvolte, non possono trovare alcuna giustificazione e allarmano perché testimoniano un clima di tensione. Sono episodi che non hanno nulla a che vedere con le critiche e le contestazioni, anche aspre, che si mantengano nell’ambito di un confronto civile e rispettoso”.

Sulle frasi sui giovani che lasciano l’Italia, ricorda il ministro del lavoro, “mi sono scusato subito, scuse che confermo in questa aula parlamentare“.

“I giovani che vanno all’estero sono una risorsa importante– conclude il ministro- A tutti dobbiamo dare l’opportunità di realizzare il loro futuro nel nostro paese o dove li portano i loro percorsi professionali e personali”.

Il ministro si è espresso anche sui voucher: “In relazione alle prime evidenze registrate dal monitoraggio sui voucher il governo considera necessaria la revisione di questo strumento per riportarlo all’origine di una copertura dei lavori occasionali per portarli fuori dal lavoro nero”. Per quanto riguarda i voucher, il Parlamento potrebbe modificare prima dell’eventuale referendum la normativa e così scongiurare o depotenziare il voto.

Alle scuse del ministro rispondono gli attacchi della Lega: “Ci aspettavamo una dichiarazione con un po’ di sentimento e non una nota letta con la quale si tenta di far passare azioni di cui il governo si dovrebbe vergognare”, ha detto il senatore Sergio Divina, mentre l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha avanzato una critica più nel merito: “Io credo che lei non debba essere privato della fiducia per le cose che ha detto sui giovani, ma per non aver capito i fenomeni che dovrebbe gestire nel suo ruolo”. Infine da Sinistra Italiana, Giovanni Barozzino denuncia: “Le scuse sono accettate solo se sono vere”. “Quando un chirurgo dopo aver salvato migliaia di vite asporta l’arto sano al posto di quello che è malato non bastano le scuse”, afferma il senatore di Ala, Lucio Barani.

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