domenica, 26 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Previdenza, datore di lavoro inadempiente?
Il tfr lo paga l’Inps
Pubblicato il 07-01-2017


Previdenza

DATORE DI LAVORO INADEMPIENTE? IL TFR LO PAGA L’INPS

Il principale non paga il Tfr? Nessun problema per il lavoratore, che può ottenere la liquidazione del trattamento di fine rapporto direttamente dall’Inps. Di fronte all’insolvenza del datore di lavoro non soggetto a procedure concorsuali, si ricorda, bastano l’esistenza e la consistenza del credito risultanti da un titolo (anche giudiziale) e l’insufficienza del patrimonio ereditario. A chiarirlo è stata la Cassazione con la recente sentenza n. 8072/2016 che si è pronunciata sul caso di alcune dipendenti di una società in accomandita semplice che trascinavano in giudizio il fondo di garanzia dell’Inps per il pagamento del Tfr, oltre agli ultimi stipendi dovuti in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro. “In caso di insolvenza del datore di lavoro non soggetto alle disposizioni della legge fallimentare – si legge nella sentenza – qualora il lavoratore agisca, ai sensi dell’art. 2 della legge 29 maggio 1982, n. 297, nei confronti del fondo di garanzia per ottenere il pagamento del trattamento di fine rapporto gravante sull’eredità giacente, presupposto per l’obbligo di intervento del fondo sono a) l’esistenza e la consistenza del credito risultante da un titolo anche giudiziale, che il lavoratore ha l’onere di precostituire, e b) l’insufficienza del patrimonio ereditario, che può considerarsi provata, oltre che con l’esperimento infruttuoso dell’esecuzione o con lo stato di graduazione dei crediti predisposto dal curatore dell’eredità giacente, anche con la dichiarazione del curatore dell’insufficienza delle garanzie patrimoniali del debitore e dell’impossibilità di procedere alla liquidazione concorsuale per incapienza dell’attivo”.

Al riguardo è appena il caso di precisare, che secondo le vigenti disposizioni di legge il lavoratore che non abbia potuto ottenere il TFR e le ultime tre mensilità dal datore di lavoro per fallimento dell’azienda o insolvenza, può chiedere il pagamento di tali somme all’Inps che le eroga attraverso il cosiddetto Fondo di Garanzia. Recentemente, l’Istituto di Previdenza ha comunicato quali sono i documenti che devono essere prodotti dal lavoratore, nonché le relative modalità di trasmissione, per consentire l’istruttoria delle domande di prestazioni a carico dei Fondi di garanzia.

In proposito, giova ricordare, che i presupposti per la liquidazione del TFR da parte del Fondo sono:

la cessazione del rapporto (a prescindere dalla causa); l’inadempimento datoriale; la conseguente sussistenza di un credito; l’apertura della procedura concorsuale o, se il datore di lavoro non vi è assoggettabile, il tentativo di esecuzione individuale; l’assenza di garanzie patrimoniali. Il diritto alla prestazione del Fondo per il TFR si prescrive in 5 anni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro. Il termine può essere interrotto con l’insinuazione del credito del lavoratore nello stato passivo e ricomincia a decorrere, per l’intera sua durata (cinque anni), dalla data di chiusura della procedura di fallimento. Lo stesso vale in caso di liquidazione coatta amministrativa e di amministrazione straordinaria.

I documenti da allegare alla domanda

Gli allegati che deve contenere la domanda di pagamento del TFR:  Aggiornamento della domanda tramite WEB; Documenti da allegare alla domanda in caso di datore di lavoro assoggettato a procedura di Fallimento, Liquidazione Coatta Amministrativa o Amministrazione Straordinaria; Documenti da allegare alla domanda in caso di datore di lavoro assoggettato a concordato preventivo; Documenti da allegare alla domanda in caso di datore di lavoro assoggettato a procedura in un altro Stato membro dell’Unione Europea; Documenti da allegare alla domanda in caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedura concorsuale (esecuzione individuale, eredità giacente, liquidazione del patrimonio di cui all’art. 14-ter L. n. 3/2012); Documenti da allegare quando la domanda è presentata dagli eredi del lavoratore (in aggiunta a quelli previsti per lo specifico tipo di intervento); Documenti da allegare alla domanda, in aggiunta a quelli previsti per il tipo di intervento, in presenza di cessione del TFR.

 

Ministero del Lavoro , Istat, Inps e Inail

NOTA CONGIUNTA SUL MERCATO DEL LAVORO

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Istat, l’Inps e l’Inail hanno recentemente pubblicato in contemporanea sui rispettivi siti web la prima Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione, come stabilito dall’accordo inter istituzionale, siglato il 22 dicembre 2015.  Più in dettaglio, nel terzo trimestre del 2016 si registra un saldo positivo pari a 543 mila delle posizioni di lavoro dipendente rispetto allo stesso trimestre del 2015 e pari a +93 mila rispetto al trimestre precedente. Emerge dalla prima Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione diffusa da ministero del Lavoro, Istat, Inps e Inail. Nel confronto tendenziale, la variazione di +543 mila è determinata soprattutto dai contratti a tempo indeterminato (+489 mila) e, marginalmente, dalle posizioni a tempo determinato (+54 mila). Per quanto riguarda, invece, i voucher, quelli “riscossi per attività svolte nel 2015 (quasi 88 milioni) corrispondono a circa 47 mila lavoratori annui full-time e rappresentano solo lo 0,23% del totale del costo lavoro in Italia”, si legge ancora nella Nota congiunta, nella quale si ricorda che nei primi 9 mesi del 2016 i voucher venduti sono stati 109,5 milioni, il 34,6% in più rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

Per il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, “la nota trimestrale è il risultato della collaborazione tra i soggetti pubblici nazionali che raccolgono ed elaborano i dati relativi all’occupazione, ciascuno secondo le proprie competenze e le caratteristiche specifiche della loro attività. Sono convinto che con questo prodotto potremo assicurare, grazie a una lettura e a una valutazione coordinata dei dati, un contributo importante al miglioramento della conoscenza e delle analisi delle dinamiche del mercato del lavoro, utile sia per gli studiosi sia per coloro che, per i ruoli svolti, sono chiamati a definire ed applicare scelte e decisioni che riguardano il lavoro e la previdenza“. Oggi presentiamo i primi risultati di un complesso programma di attività – ha spiegato il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva – che garantirà un progressivo aumento della conoscenza del le tendenze del mercato del lavoro. In particolare, l’utilizzo di metodologie statistiche avanzate permette un maggiore sfruttamento del potenziale informativo delle diverse fonti, soprattutto attraverso la loro integrazione. Già in questa prima edizione della Nota trimestrale sono stati introdotti nuovi indicatori statistici, basati sui dati delle Comunicazioni obbligatorie (CO), allo scopo di valorizzarne l’utilizzo per l’analisi congiunturale delle dinamiche dell’occupazione”. “Siamo soddisfatti del primo risultato di questa collaborazione – ha dichiarato Il presidente dell’Inps, Tito Boeri – Il lavoro congiunto fra Istat, Inail, Ministero del lavoro e Inps contribuisce a migliorare la qualità dei dati disponibili sul mercato del lavoro. Importante notare come le diverse fonti convergano nel rilevare la crescita su base annua dell’occupazione e la sua stabilizzazione nell’ultimo trimestre”. “L’incrocio di informazioni di diversa fonte ha consentito di definire un modello di lettura dei dati – ha aggiunto il presidente dell’Inail, Massimo De Felice – particolarmente espressivo e già predisposto ad accogliere analisi di approfondimento “per tema”.

La Nota trimestrale congiunta sarà regolarmente diffusa l’ultima settimana dei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre 2017 Le informazioni statistiche presentate verranno progressivamente arricchite con nuovi indicatori, con gli esiti delle analisi condotte su diverse fonti attraverso le elaborazioni sui microdati. Nel corso del 2017 si procederà nella direzione di implementare, mediante la progressiva condivisione degli archivi e basi dati di Istat, Inps, Ministero del lavoro, Inail, il Sistema informativo statistico sul lavoro, collocato all’interno dell’Istituto nazionale di statistica, e accessibile a tutte le istituzioni e al mondo della ricerca. Nella seconda metà del 2017 sarà infine pubblicato il primo Rapporto Annuale sul mercato del lavoro.

Inail

BANDO ISI 2016

L’Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Fondi a disposizione e tipologie di progetto

L’Inail, tramite il Bando Isi 2016, rende disponibili complessivamente 244.507.756 euro. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto:

Progetti di investimento; Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale; Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto; Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

Il contributo, pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di 130.000 euro  (50.000 euro per i progetti di cui al punto 4), viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto ed è cumulabile con benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito (es. gestiti dal Fondo di garanzia delle Pmi e da Ismea).
Prima fase: inserimento online della domanda e download del codice identificativo

Dal 19 aprile 2017, fino alle ore 18.00 del 5 giugno 2017, nella sezione “Accedi ai servizi online” del sito Inail le imprese registrate avranno a disposizione un’applicazione informatica per la compilazione della domanda, che consentirà di: effettuare simulazioni relative al progetto da presentare; verificare il raggiungimento della soglia di ammissibilità; salvare la domanda inserita;  effettuare la registrazione della propria domanda attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”.

Per accedere alla procedura di compilazione della domanda l’impresa deve essere in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online (Nome Utente e Password). Per ottenere le credenziali di accesso è necessario effettuare la registrazione sul portale Inail, nella sezione “Accedi ai servizi online”, entro e non oltre le ore 18.00 del 3 giugno 2017.

Dal 12 giugno 2017 le imprese che hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista e salvato definitivamente la propria domanda, effettuandone la registrazione attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”, potranno accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice identificativo che le identifica in maniera univoca.

Seconda fase: invio del codice identificativo (click-day)

Le imprese potranno inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al finanziamento, utilizzando il codice identificativo attribuito alla propria domanda e ottenuto mediante la procedura di download. Le date e gli orari dell’apertura e della chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande, saranno pubblicati sul sito Inail a partire dal 12 giugno 2017.

Gli elenchi in ordine cronologico di tutte domande inoltrate, con evidenza di quelle collocatesi in posizione utile per l’ammissibilità al finanziamento, saranno pubblicati entro sette giorni dal giorno di ultimazione della fase di invio del codice identificativo.

Terza fase: invio della documentazione a completamento della domanda

Le imprese collocate in posizione utile per il finanziamento dovranno far pervenire all’Inail, entro e non oltre il termine di trenta giorni decorrente dal giorno successivo a quello di perfezionamento della formale comunicazione degli elenchi cronologici, la copia della domanda telematica generata dal sistema e tutti gli altri documenti, indicati nell’Avviso pubblico, per la specifica tipologia di progetto.

Carlo Pareto  

 

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