sabato, 29 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Retribuzioni, aumenti mai così bassi
Pubblicato il 27-01-2017


retribuzioniL’Istat ha comunicato i dati sulla retribuzione contrattuale oraria relativa al 2016. Rispetto al 2015 la crescita è stata soltanto dello 0,6% rappresentando l’incremento più basso dall’inizio della serie storica risalente al 1982. L’aumento è dimezzato rispetto al risultato registrato per il 2015 sul 2014.

Su base mensile a dicembre l’indice delle retribuzioni è rimasto invariato rispetto al mese precedente ed aumenta soltanto dello 0,4% rispetto al mese di dicembre del 2015.

Facendo riferimento ai principali macro-settori, le retribuzioni contrattuali orarie, a dicembre, hanno registrato un incremento tendenziale dello 0,5% per i dipendenti del settore privato (+0.3% per l’industria e +0,7% per i servizi) mentre per quelli della pubblica amministrazione la variazione è nulla.

Gli aumenti tendenziali maggiori sono stati registrati nei seguenti settori: alimentari, bevande e tabacco +1,8% e commercio +1%. Le variazioni nulle, oltre a tutti i comparti della pubblica amministrazione, riguardano i seguenti settori: estrazioni minerali, legno, carta e stampa, energia e petroli, chimica, metalmeccanica, energia elettrica e gas, servizi di informazione, comunicazione e telecomunicazioni.

L’Italia, tra i Paesi sviluppati, da tempo, ha raggiunto livelli salariali molto bassi. In teoria, le basse retribuzioni dovrebbero favorire le esportazioni dei prodotti nazionali. Di conseguenza, dovrebbero registrarsi anche un incremento della produttività ed un incremento dell’occupazione. Tutto ciò non è avvenuto nella misura sperata. Parte della struttura produttiva del Paese è stata trasferita all’estero con i processi di esternalizzazione e la ricerca langue. Il rilascio dei brevetti è molto farraginoso e la concessione delle licenze per i nuovi prodotti ha lungaggini eccessive.

In una economia globalizzata, per un Paese è fondamentale incoraggiare la ricerca. Da essa potrebbe scaturire la produzione di beni ad alto valore aggiunto tutelati dai brevetti. Sempre dalla ricerca fatta continuamente, dall’alta qualità dei prodotti, potrebbero emergere quelle eccellenze produttive impareggiabili che contribuirebbero a salvare l’occupazione e le retribuzioni. Non è sufficiente pensare alle eccellenze riferendosi quasi esclusivamente alla produzione agricola, per un Paese come l’Italia altamente esposto ai rischi di calamità naturali.

Salvatore Rondello

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