mercoledì, 1 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Roma. Virginia Raggi accusata di abuso di ufficio
Pubblicato il 24-01-2017


La bufera giudiziaria, in aria da settimane, alla fine è scoppiata sulla testa di Virginia Raggi. La sindaca grillina di Roma è accusata di abuso di ufficio e di falso in atto pubblico dai magistrati della capitale.

È stata la stessa prima cittadina della metropoli a comunicare di essere indagata: «Oggi mi è giunto un invito a comparire dalla Procura di Roma, nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come noto, è già stata revocata». Le ipotesi di reato riguardano la nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, ex capo del personale del comune di Roma, arrestato alcune settimane fa.

Virginia Raggi ha informato Beppe Grillo, i vertici del M5S adempiendo «al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle». Si dimetterà? Per ora no: «Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre. Siamo pronti a dare ogni chiarimento».

Per Grillo e i cinquestelle è un colpo bruttissimo. Roma, assieme a Torino, è la più importante città italiana conquistata dai grillini nelle elezioni comunali dello scorso giugno. Ma in oltre sei mesi di navigazione non ne è andata bene una. La giunta pentastellata del Campidoglio è finita nel caos per gli arresti per tangenti, per le dimissioni a catena degli assessori, per le inefficienze patite dai cittadini per gli autobus in grave ritardo e i rifiuti straripanti nei cassonetti.

Non è una bella pubblicità per il M5S e la sua scommessa di passare da movimento di opposizione totale a forza credibile di governo. Ora si aspetta la reazione Grillo, il M5S ha sempre fatto una bandiera dell’onestà e dell’etica pubblica. Il garante dei cinquestelle, pur imputando degli “errori”, finora ha sempre difeso la Raggi dalle critiche, a volte pesantissime, arrivate anche dall’interno dei grillini.

In precedenza Grillo, dal suo potente blog su internet, aveva rilanciato: tutto il potere agli iscritti al M5S. In particolare tutto il potere alla democrazia del web, alla “democrazia diretta”, alle votazioni online per decidere linea politica, candidature e programmi elettorali. Beppe Grillo era tornato a ripetere: «Sono gli iscritti a dettare la linea politica del MoVimento, i portavoce devono semplicemente attuarla».

Per i dissidenti, compresi i parlamentari e gli amministratori locali, praticamente si delineava una sola soluzione: fuori dal Movimento 5 Stelle. Il garante dei cinquestelle precisava: «Chi non sarà d’accordo con il programma definito dagli iscritti, potrà perseguire (se riuscirà ad essere rieletto) il suo programma in un’altra forza politica».

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