martedì, 28 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Se gli Usa si chiudono a riccio…
Pubblicato il 19-01-2017


Gentile Direttore Mauro Del Bue,

Anche se era nelle previsioni che la politica mondiale e nazionale non sarebbe stata in avvenire migliore della precedente, ho sperato invano che, dopo le varie campagne elettorali e le temporanee crisi politiche in alcuni Paesi dell’Europa,  le dichiarazioni dei massimi esponenti politici delle più grandi nazioni  del mondo e dei responsabili dei movimenti populisti, con senso di grande responsabilità, sarebbero state meno rigide nel volere attuare i futuri programmi politici, quanto mai anacronistici e discriminatori che se attuati, nel tempo provocheranno certamente gravi danni ai popoli e alle nazioni più deboli.

Se verrà attuata tale avventata politica di ispirazione di estemporaneo nazionalismo e razzismo,anche se nel breve periodo potrà apportare dei vantaggi economici ai Paesi più forti, nel lungo periodo in molte altre nazioni si accumuleranno tanti e gravi problemi e tensioni sociali di difficile governabilità che potrebbero sfociare in atti di violenze e insurrezioni popolari.
Si spera sempre che tali nefasti eventi non si verificheranno mai in nessuna Nazione del mondo ma se malauguratamente ciò dovesse avvenire,gli effetti negativi si ripercuoteranno  anche negli altri Paesi che con incoscienza le hanno provocate. Nell’attuale periodo storico  molte nazioni del Medio Oriente e dell’Africa da anni sono sconvolte e sopportano conflitti insanabili e molti popoli muoiono di fame.
Tali fenomeni hanno favorito la nascita e lo sviluppo del terrorismo internazionale di ispirazione islamica,quindi è di vitale importanza che le nazioni  anziché dividersi devono attuare una politica comune per fronteggiare nel migliore dei modi tale pericoloso fenomeno che mette a rischio l’esistenza stessa della civiltà occidentale.
La chiusura delle frontiere non risolverà i problemi delle migrazioni dei popoli.
Ogni essere umano che è attanagliato dai morsi della fame o che è costretto a fuggire dai sanguinosi conflitti locali ,per naturale istinto di sopravvivenza e pur cosciente di dovere affrontare nuovi pericoli nell’attraversare i mari con mezzi inidonei col rischio di rimetterci la propria vita e quella dei propri familiari,cercherà sempre nuovi spazi vitali.
Tale grave fenomeno delle migrazioni dei popoli potrà essere attenuato se tutte le nazioni del mondo concorderanno e attueranno un politica comune per assorbire nelle proprie nazioni una parte dei migranti, ma ciò che è più importante è realizzare con il concorso di tutti le condizioni economiche perché detti popoli possano rimanere nella propria terra aiutandoli a realizzare sul loro territorio le necessarie  infrastrutture per sviluppare l’agricoltura, l’industria e i commerci.
Suscitano grande preoccupazione le recenti dichiarazioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti che vorrebbe raggiungere i seguenti obbiettivi politici e economici:
–  impedire le migrazioni dei popoli dal Centro e del Sud Amarica,a suo dire,costruirà al confine e a spese del Messico, un muro alto 5 mt per una lunghezza di oltre 3.000 km ;
– inneggia alla Gran Bretagna per essere uscita dalla Comunità Europea;
– con irresponsabilità e scarso senso politico e diplomatico invita gli altri Paesi a uscire dalla Comunità Europea;
– dichiara che la NATO è obsoleta e la sua nuova struttura dovrà essere sostenuta, finanziaria e dotata dei mezzi militari dai Paesi che ne fanno parte. In poche parole  significherebbe che molti paesi del Sud Europa,per le note carenze economiche,non potranno mai essere in grado di sostenere nuove e più alte spese militari.
–  proteggere la produzione industriale degli Stati Uniti d’America riattivando una più severa politica daziaria sulle merci importate dagli altri Paesi;
– limiterà e attuerà controlli più severi per l’ingresso negli Stati Uniti anche delle persone provenienti dalle Nazioni della Comunità Europea .
Il chiudersi a riccio delle due grandi nazioni degli Stati Uniti d’America e della Gran Bretagna per difendere i propri interessi inevitabilmente  provocherà sensibili ripercussioni nella Comunità Europea che fra l’altro ,sotto l’influenza della severa politica dei bilanci imposta dalla grande forza economica della Germania,attua una politica economica illogicamente rigida e intransigente nel non approvare i bilanci nazionali anche se si discostano negativamente di pochi decimi di punto dal PIL.
Inoltre, rattrista non poco l’attuale nostra politica nazionale. Volendo raffigurarla con immagini si ha l’impressione di vedere ondeggiare decine di mulinelli d’acqua che si disperdono nel nulla. Le forze politiche non riescono a coalizzarsi per difendere gli interessi nazionali e seguire una politica economica comune per fare uscire il Paese dalla grave crisi economica che da decenni la attanaglia pericolosamente.
Come sempre, ogni qualvolta si prospetta qualcosa di positivo per l’economia della Sicilia i mass media del Nord si erigono a giudici della Corte dei Conti, severi e implacabili per sentenziare che non è opportuno impiegare importanti risorse per realizzare un aeroporto  transcontinentale in una regione che di aeroporti ne ha già parecchi.
E’ bene precisare che la Sicilia ha solo due importanti aeroporti: Catania e Palermo.Gli altri aeroporti o collegano isole lontane dalla terraferma e sono poste nel mezzo del Mare Mediterraneo e fanno parte del territorio nazionale o sono di origine militare e per l’installazione di missili americani (mai realizzata) e come base degli aerei militari della Nato per il controllo del Mediterraneo.
L’estensore dell’articolo giornalistico impropriamente ha messo in risalto  ” La passione sfrenata di Crocetta (Presidente della Regione Sicilia) per gli aeroporti ” .
  Sarebbe stata un’azione deprecabile e da irresponsabile se il Presidente della regione non avesse ricevuto  l’importante imprenditore indiano disposto a investire centinaia di milioni di euro per realizzare l’importante infrastruttura
E’ strano che un importante giornale nazionale critica e non sostiene un grande investimento di capitale privato per realizzare una infrastruttura strategica in un periodo di grave crisi economica in una regione carente di infrastrutture e che ha un reddito pro-capite molto inferiore alle regioni del Nord. Anche negli anni passati gli stessi mass media si sono sempre opposti perché venissero realizzate nel Sud Italia importanti infrastrutture,motivandole con sconcertante ipocrisia : “…. tanto gli abitanti locali non le vogliono ” ,”..è meglio investire le risorse nelle regioni del nord perché sono più efficienti e più produttive..””
Quello che più stupisce è il non voler vedere i lati positivi che la realizzazione della grande opera apporterà all’economia meridionale. Un grande scalo transcontinentale significa creare lavoro per centinaia di operai ,di tecnici,di ingegneri e con l’indotto si svilupperà altra occupazione. L’aumento dei redditi svilupperà i consumi. Si incrementerà il turismo nelle regioni della Sicilia e della Calabria, miglioreranno le vie di comunicazioni stradali e ferroviarie.
Voglio sperare che stavolta i sogni si realizzeranno e non svaniranno come  nuvole al vento.
Cordiali saluti
Antonio Ciuna
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