mercoledì, 20 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Leonardo Raito:
Quando le strategie politiche
si pescano nel passato
Pubblicato il 19-01-2017


La storia dell’uomo è sembrata essere la storia di continui progressi e continui miglioramenti, una costante tendenza al futuro che ha caratterizzato l’umanità in uno sforzo di superamenti di secoli bui, bui perché onnubilati pensieri, prospettive, capacità. Eppure, ciclicamente, pare che la stessa storia, come un onda, consegni alla riflessione alti e bassi e determinate soluzioni a problemi contingenti vengono ricercate nel passato. Esempio lampante di questa involuzione è la situazione attuale. Si pensava che liberalismo e crescita esponenziale delle economie avessero fatto superare i concetti di nazionalismi e di confine e invece no. Dagli Stati Uniti d’America, il cuore dell’occidente liberale, ecco partire l’idea di un ritorno al protezionismo e all’introduzione di dazi doganali per combattere i prodotti della globalizzazione. Per difendersi dall’immigrazione, dalle “nuove orde di barbari portatori di tragiche sventure” ecco rialzare muri, dopo che nel novembre 1989 una rivoluzione si aprì non con l’edificazione ma con l’abbattimento di un muro che era stato anche simbolo di limitazione di libertà e di democrazia. Si creano ghetti, si rifiuta l’incontro e lo scambio come occasione di assorbimento. La mescolanza viene considerata come una pericolosa infezione da espellere. Muri, confini, barriere, sono simbolo di chiusura, non solo fisica, ma anche intellettuale; di una crollo di tenuta del pensiero occidentale, europeo, non più convinto di quelle che, fino a poco tempo fa, sembravano certezze assolute.

Vero è che la politica oggi sembra più che mai incapace di produrre soluzioni e proposte inclusive, globali, e questa incapacità provoca l’arroccamento su orizzonti ristretti, che spesso sfociano nel populismo. Ma se il populismo è sinonimo di un pensare in piccolo, di evitare di ragionare su grandi questioni per rivolgersi nella contingenza alle pance di cittadini sempre più arrabbiati per le inefficienze dei sistemi, non ci attendono prospettive esaltanti. È vero che il futuro è a portata di mano, ma anche che il passato, spesso, è appena dietro l’angolo. A mio avviso c’è da preoccuparsi.

Leonardo Raito

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