martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luciano Masolini:
Con Craxi Italia quinta
potenza mondiale
Pubblicato il 26-01-2017


Caro direttore,
il nostro segretario nazionale alla vigilia dello scorso 19 gennaio, quando si sono celebrati i diciassette anni dalla scomparsa di Bettino Craxi, ha detto a tal riguardo una cosa alquanto assennata: “(…) Possiamo discutere di tutto ma solo mettendo in salvo una verità: Craxi fu uno statista a tutto tondo e quell’Italia era la quinta potenza mondiale”.

Pensate, la quinta potenza del mondo! Ed oggi invece? Ecco, davanti ai soliti tanti diffamatori che, con tanta acredine, continuano tuttora a scagliarsi contro Craxi, quella verità non solo è correttamente da salvaguardare ma, a mio parere, è pure da portare orgogliosamente in alto. Certo, Craxi ha sicuramente commesso vari errori, ma è anche stato davvero l’ultimo grande statista italiano. Un autentico e serio leader, un uomo che voleva molto bene al suo Paese – e in tutti i sensi. Dopo di lui, mi rincresce dirlo, è arrivato il vuoto totale e un declino, politicamente parlando, purtroppo inarrestabile. Ho provato, quindi, un certo piacere, nel leggere le parole di Nencini. Una precisazione, quella che ha fatto, più che giusta. E, lo ribadisco, anche più che condivisibile. Buon lavoro a tutti!

Luciano Masolini

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Commenti all'articolo
  1. Bravo Luciano
    Continuiamo senza stancarci a dare testimonianza all’opera di Craxi.
    Invece di riconoscere innanzitutto la figura e le realizzazioni di Statista da Lui compiute, l’hanno voluto trasformare nel capro espiatorio della prima Repubblica.
    Con il coraggio avuto schierandosi contro il PCI e la CGIL nel Referendum sulla Scala mobilie, ha salvato dal tracollo finanziario la Repubblica. L’inflazione e gli’interessi passivi sui Titoli di Stato erano prossimi al 18%. Ha portato l’inflazione al 4,8% e conseguentemente ridotto i tassi d’interesse sui Titoli di Stato che avevano fatto impennare il nostro debito pubblico. Di fronte ad una semplice valutazione matematica comprensibile anche ad un ragazzo delle elementari, hanno avuto la spudorataggine di accusarlo di avere aumentato il debito pubblico.
    Nel mio commento all’intervento di Nencini da te ricordato, ho proposto tral’altro una manifestazione nazionale a Roma come quella che facemmo a Piazza Navona nel primo anniversario della sua Morte. La piazza era colma di Socialisti e colorata da una miriade di bandiere socialiste. Sul palco prese la parola anche l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga per tributargli ii riconoscimento al suo impegno di statista e di grande patriota italiano e della libertà.
    Questa Manifestazione, se realizzata, potrebbe anche facilitare a ricomporre la Diaspora con i tanti Socialisti che nel risentimento anticomunista sono diventati elettori del centro destra.
    Ti saluto con un forte abbraccio

  2. Compagno Masolini, condivido passione e sentimenti, capisco le nostalgie, ma forse sarebbe più credibile mantenere una certa equidistanza fra damnatio memoriae, ingiusta e antistorica, e quasi-beatificazione post-mortem che, immagino, neanche Craxi avrebbe gradito. Naturalmente scrivo da esterno, non ho mai conosciuto Craxi e avevo ventitre anni quando morì in quel di Hammamet, ma che dopo di lui vi sia stato il vuoto totale mi sembra affermazione quanto meno azzardata.
    Cordialmente, Mario Mosca.

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