domenica, 23 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Proseguire sulla strada
dell’Unione Europea
Pubblicato il 09-01-2017


Non ne posso più di sentenze pronunciate da persone, che confondono la politica con il gioco del calcio. Le più frequenti sono: 1) Non se ne può più di questa Europa; 2) La globalizzazione ci ha rovinato; 3) Il potere Bancario tedesco ci sta uccidendo; 4) L’euro è una sciagura. Le naturali conseguenze di queste affermazioni dovrebbe essere l’uscita dall’Europa; tornare alla lira; fermare il mondo e riportarlo indietro di molti decenni. A caldo, mi vengono da fare le osservazioni, che seguono.

L’economista Mansholt ha affermato che l’elemento più importante, per che lo sviluppo di un Paese, è la demografia. Se osserviamo il comportamento degli U.S., notiamo il tentativo di sommare la popolazione dell’America del Sud a quella del Nord e a quella Centrale, per contrapporsi all’ espansione dei Paesi del Birc. Questi, non a caso, vengono indicati come “Gruppo dell’appetito”. Anche la Russia cerca accordi con altri popoli per paura di diventare marginale. L’Italia è lo 0,85% del mondo, da sola sarebbe un gustoso bocconcino. E’ vitale, per noi, l’appartenenza all’Europa. Bisogna riprendere la proposta dei socialisti, che volevano l’Europa dei popoli, non quella dei mercanti. Ci vuole più Europa, invece della sommatoria delle varie sovranità. Si tratta di avanzare, non di indietreggiare. Per i mercanti, non è un problema: trovano sempre il modo per fare affari. Anzi, più Stati, più opportunità. Sul secondo punto, ricordiamo che la globalizzazione esiste da quando esiste il mondo. Più si allargava il mondo conosciuto e più aumentava. La storia ce lo insegna. I Romani, i Barbari, i Galli, Marco Polo, la Compagnia delle Indie, la Colonizzazione, la scoperta dell’America e tanti altri fatti storici, lo confermano. Negli ultimi decenni, è aumentata la marcia dei popoli del Terzo Mondo. Quando stavano fermi e tutti facevano a gare per apparire terzomondisti. Ora, che si sono messi in cammino, creano problemi. Chi pensava che fossero rimasti sempre “ terzo mondo”, oltre ad essere ipocrita, era anche cretino. Se l’occidente, peccando di orgoglio, si sente in pericolo e trasformato in territorio della paura, non è colpa della globalizzazione, ma della superbia del mondo capitalista, che pensava di essere onnipotente e irraggiungibile. Se imprenditori occidentali vanno ad investire dove il costo della manodopera è basso, indebolendo l’economia reale dell’occidente, la colpa è degli Stati, che non riescono a neutralizzare questa tendenza. Le prime mosse di Trump sono da osservare. Sul terzo punto. Il Governo tedesco non ha mai perso il controllo del suo sistema bancario. Lo Stato tedesco partecipa alla proprietà della Banche. In Italia, anche la Banca d’Italia sta nelle mani di privati. I guai della MPS e delle Quattro Banche sono colpa della disinvoltura delle forze politiche, che stanno governando da 26 anni (un quarto di secolo). Se Banche tedesche hanno interessi nelle Banche italiane e perché, gli scienziati nostrani hanno fatto uscire il Pubblico dalle attività economiche, facendo “entrare” il Pubblico straniero (l’esempio più eclatante: Telecom). Una cosa da fare è ripristinare le Partecipazioni Statali, non abbaiare alla luna. La causa delle nostre debolezze è solo la stupida furbizia italiana e l’abbassamento del livello della politica nostrana. Tornare al periodo delle monete nazionali è interesse delle Banche, che trarrebbero vantaggio dalle differenze esistenti tra i vari Bilanci Statali e dalla differenza tra i differento interessi gravanti sui titoli di Stato. E, arriviamo al quarto punto. L’euro è uno strumento. Se gli effetti sono diversi per i singoli Stati, la colpa non è dello strumento, ma di chi lo usa. E’ bene sapere, che il valore dell’Euro che è di 1936,70 lire e di 1,955 Marchi. Prima dell’introduzione dell’Euro, il Marco valeva 990 lire. Se moltiplichiamo 1,9555 X 990 abbiamo 1936. Quindi, non è cambiato il rapporto tra Marco e Lira. Una delle cause della situazione attuale è anche il trasferimento degli interessi di imprenditori dall’ economia reale alla Finanza e al Bancario. Meno male che l’economia reale sta riprendendo il suo ruolo primato. L’andamento della Borsa manifesta la discesa delle quotazioni dei titoli delle Banche e una ripresa del valore delle azioni dell’economia reale. Il movimento delle merci sta recuperando sul movimento dei capitali. Ripeto, bisogna andare avanti sulla strada dell’Unione Europea. Noi italiani, dobbiamo capire che non si deve cercare di fermare chi sta avanti, ma dobbiamo essere noi ad andare più veloci. Mi auguro che le energie giovanili serie e preparate si impegnino in politica e non lascino il campo libero agli allievi dei mestieranti.

Luigi Mainolfi

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