lunedì, 20 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Socialista, il popolo del Sì
Pubblicato il 16-01-2017


I socialisti in marcia per il futuro mietono consensi. Dal quotidiano “Avvenire” apprendo, da una intervista a Zanetti, segretario di Scelta Civica, l’auspicio per far sviluppare la missione politica di Matteo Renzi al fine di trasformare il popolo del sì in un movimento di convergenza centripeda di larghe intese che non si esaurisca nell’egemonia del Pd. In effetti l’ex premier Renzi ha traghettato dal 2014 un galleggiante da “One man show”. Al popolo del sì serve un natante nuovo perchè il Pd con trazione a sinistra non ha appeal. Zanetti ha spiegato che Renzi è il solo capace di federare un’area politica nuova e rendere possibile un progetto di cambiamento del Bel Paese. E’ indispensabile mostrare il coraggio di cambiare nome al Pd anche se non sarà una scelta indolore e sarà inevitabile che qualcuno ne esca.In ambito europeo il Pd, appoggiato dal Psi di Riccardo Nencini, è collocato nel Partito Socialista Europeo e fa parte dell’Internazionale Socialista. Per il futuro del socialismo il popolo del sì è già caratterizzato nell’organico renziano del Pd. Basta esplicitarlo con fiducia e coraggio. Da ieri il Consiglio dei ministri, presieduto dal Premier Gentiloni, ha dato via libera ai 3 decreti attuativi sulle unioni civili e prorogati gli incarichi dei comandanti apicali dei Carabinieri, della Difesa e dell’Esercito.

Sono stati nominati anche i Viceministri ed approvato le relative deleghe. Riccardo Nencini è stato confermato nella carica di Viceministro delle Infrastrutture e trasporti. La convergenza avviata con gli attuali alleati di governo ha mutato radicalmente la fisionomia del Pd rendendolo sempre più simile al Labour di Tony Blair e anche ai socialdemocratici tedeschi.Un sasso nello stagno dei renziani è stato lanciato da Claudio Martelli sul QN Il Giorno.Si asserisce che i renziani,dopo la batosta del referendum del 4 dicembre 2016, non si sono ancora ripresi e la convalescenza pare essere lunga. Anche il numero uno di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sembra volersi avvicinare al Pd: una strada giusta per riguadagnare i voti perduti o un passo falso? Lasciatemi citare una pertinente frase di Don Luigi Sturzo: Un programma politico non si inventa, si vive. Il nostro Segretario Riccardo Nencini, impegnato nella non facile organizzazione dell’imminente Congresso del Psi, dovrebbe valutare la tendenza del Pd liquido e di FI verso un connubio esplorativo e consentire al Premier Gentiloni di resistere in veste di Capo del Governo fino alla scadenza ordinaria del 2018 affinchè in Parlamento si possa approvare,senza accelerazioni caratteriali, una nuova legge elettorale.

Manfredi Villani

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Se non ho frainteso il significato delle parole, mi sembra piuttosto eloquente il leggere “Per il futuro del socialismo il popolo del sì è già caratterizzato nell’organico renziano del Pd”, al punto da far dire “tanto tuonò che piovve” a chi ha pensato da tempo, ossia prima del Referendum del 4 dicembre, che intorno al SI’ stesse nascendo una nuova formazione politica (e possiamo forsanche spiegarci le ragioni di quanti, nei partiti, parteggiavano intensamente per il SI’).

    Da queste righe – alle quali va riconosciuta in ogni caso la chiarezza, elemento che rende indubbiamente più facile il confronto – apprendiamo che in campo socialista vi è chi, in modo esplicito e franco, vede, e non da oggi, il futuro della propria parte in “grembo” al PD renziano, che viene visto a sua volta “sempre più simile al Labour di Tony Blair e anche ai socialdemocratici tedeschi”.

    Quindi, se ho ben compreso, non si prospetta più un’alleanza “organica” col PD, bensì una vera e propria confluenza nelle sue fila, pur se dovrà dotarsi di un nuovo nome, il che risponde verosimilmente alla logica che fuori da un partito “maggiore” non vi sono orizzonti per un “minore”, specie dopo che “anche il numero uno di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sembra volersi avvicinare al Pd”.

    Perché una siffatta eventualità, ossia detto avvicinamento – sempre secondo tale logica, e sempreché io non l’abbia travisata – diminuirebbe il peso degli alleati “minori”, così da rendere preferibile il loro confluire nel “maggiore”, rispetto al collaborarvi in coalizione, allo scopo di non rimanere emarginati, vedi nella fattispecie il PSI nei confronti del PD (o come andrà a chiamarsi il nuovo soggetto politico).

    In questo modo viene di fatto superata anche l’idea di riunire la “diaspora” socialista, perché, da come io immagino le cose, ve n’è una parte che non condivide siffatta prospettiva, ossia l’amalgamarsi con gli eredi del PCI, e dunque si chiamerà fin da subito fuori, mentre intravedeva invece nella ipotesi del proporzionale, se non “puro” con bassa soglia di sbarramento, la via per tentare una riunificazione.

    Ma forse quella della riunificazione socialista sarebbe comunque una strada in salita, vuoi per le differenze politiche non facilmente componibili tra l’uno e l’altro “pezzo”, vuoi anche per le difficoltà ad aversi un proporzionale come dianzi prefigurato, talché potrebbe aver alla fine ragione chi, senza girarci intorno, intende proporre un percorso più semplice e diretto, ossia la confluenza (anche se dovrà mettere in conto chi la pensa diversamente, perché così facendo si va a perdere del tutto l’autonomia e l’identità socialista).

    Paolo B. 17.01.2017

  2. Caro compagno Paolo ti ringrazio per il tuo ottimo commento.Tuttavia le mie sono opinioni da portare in discussione al prossimo Congresso del PSI.Il dibattito congressuale porterà ad una sintesi da valorizzare entro il 2018.Ti abbraccio con stima.Manfredi Villani.

Lascia un commento