giovedì, 30 marzo 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Marco Andreini:
Congresso, seconda tappa del rinnovamento iniziato a Salerno
Pubblicato il 18-01-2017


Possiamo essere certi che quando gli storici scriveranno degli avvenimenti di questi mesi, questi momenti verranno ricordati come tra i più importanti e decisivi del nostro secolo.
Il mondo sta vivendo una situazione simile forse a quella che nel passato si determinò prima dello scoppio della prima guerra e che portò a Sarayevo e a quella che determinò negli anni trenta l’avvento dei fascismi in molti paesi e che portò alla seconda guerra.
Tutte le certezze sembrano essere messe in discussione, la Nato le alleanze, i rapporti commerciali, base del progetto europeo ancora più della moneta. I nostri confini e come sempre in questo scenario il medio oriente è il teatro dello scontro.

Nel nostro paese come in Francia, Germania, paesi dell’Est per non parlare del Regno Unito imperano i nazionalismi a volte anche violenti, sembra un mondo impazzito che non sa quello che vuole. Un mondo che non si vuole rendere conto che nuovi paesi, la Cina l’India ma anche buona parte dell’Africa non intendono più essere le colonie dei paesi ricchi,ma vogliono partecipare e contribuire allo sviluppo economico del pianeta. E la vicenda Fca e lo scontro in atto fra Italia e Germania credo testimoni bene quanto sopra descritto.
In una simile situazione dove sarebbe necessario il massimo di stabilità e di chiarezza noi stiamo a discutere se sia opportuno o meno dare tempo ad un governo che sappiamo tutti non potrà decidere quasi niente di importante per il nostro futuro.
Tutto il dibattito sembra acca pigliar si non sulle condizioni di vita del popolo,ma su come andare a votare e quali persone scegliere,come se fosse relativo e ininfluente per lo sviluppo dell ‘anti politica e del populismo avere un quarto governo non deciso di fatto dal voto dei cittadini .
E questa discussione, più su chi che sul come, per la verità sembra attraversare anche noi e sta mettendo come sempre in fibrillazione il partito.

Qualcuno crede o intende il nostro eventuale congresso come il posizionamento per le elezioni come una sorta di piattaforma anche numerica per conquistarsi il posto in Parlamento.
Bene vorrei come mio costume essere chiaro come lo feci prima di Salerno.
Il congresso se si deve fare deve diventare l’occasione per discutere della linea politica del partito, della sua prospettiva, deve essere in pratica, sentenza a parte, una specie di seconda tappa del processo di rinnovamento iniziato a Salerno.
Il congresso di Salerno si è caratterizzato in particolar modo per essere stato il congresso dei giovani, non solo molti ragazzi di una splendida organizzazione giovanile del partito sono intervenuti nel dibattito ma sono anche entrati a far parte dei gruppi dirigenti del partito.

Nel mio piccolo con il nostro documento politico noi abbiamo contribuito oltre che a raccogliere l’eredità della sinistra a questo processo cosi come faremo anche nel prossimo.
E sarà bene che tutto il partito proceda spedito verso questo obiettivo e non pensi solo perché lo ha ordinato un giudice di cancellare i tre giorni di Salerno, ripristinando il passato anche nei gruppi dirigenti.
Prima si passa come tutti dentro gli organi del partito si ottiene il consenso necessario come da statuto e come previsto dalle regole e dalla prassi e dopo si contano i risultati, altri percorsi non sono ammessi ne per quanto mi riguarda saranno consentiti.

Marco Andreini

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. E’ indubbio che il quadro disegnato da Marco Andreini sia rispondente alla realtà di un mondo in costante, continuo cambiamento. Le reazioni in Europa, dalla Brexit inglese, all’incapacità dell’Unione di avere una chiara strategia politica sulle grandi tematiche la fanno da padrone. In questo quadro si colloca la difficoltà in cui versa il PSE che giocoforza dovrà, ma questo lo dico da tempo, ripensare se stesso e rivedere le sue posizioni politiche nel rispetto dei valori che lo hanno caratterizzato. La recente, è di ieri, elezione di un conservatore, sebbene italiano (lo dico per orgoglio nazionale), alla Presidenza del Parlamento di Strasburgo, accentuano la difficoltà poco sopra richiamata. E’ impensabile continuare a gigionarci dietro scontri interni ed inutili rivincite, alla ricerca di posizionamenti più o meno prestigiosi: occorre dare seguito, anche in Italia e soprattutto nel Partito membro effettivo e fondante del PSE, ad un rinnovamento generazionale e ad un ripensamento delle stategie necessarie ad affrontare la realtà del Paese ancora troppo sofferente rispetto alle aspettative ed ai bisogni quotidianamente affrontati dai cittadini che vogliamo rappresentare. A Salerno, in un Congreso non condizionato, si sono poste le basi di un effettivo rinnovamento, sia nelle linee politiche, sia nelle nelle figure elette ai vertici degli organismi. Un congresso libero che non può essere stravolto da una sentenza, che possa riportare indietro le lancette della storia. La politica su cui si basa il vero rinnovamento, trae la sua linfa dal confronto delle idee, sul rispetto delle decisioni assunte: tornare indietro non serve. Ben venga dunque un nuovo congresso, ben venga un ulteriore confronto tra i Compagni, ma nella continuità della strada tracciata, una riconferma di una scelta che deve poi discendere sui territori per ridare forza e fatti a quelle idee e visibilità a chi le porta avanti. Sono le risposte dei socialisti, sono le risposte che attendono gli italiani da troppi anni, di cui da sempre, ci siamo fatti portatori.

  2. E’ indubbio che il quadro disegnato da Marco Andreini sia rispondente alla realtà di un mondo in costante, continuo cambiamento. Le reazioni in Europa, dalla Brexit inglese, all’incapacità dell’Unione di avere una chiara strategia politica sulle grandi tematiche la fanno da padrone. In questo quadro si colloca la difficoltà in cui versa il PSE che giocoforza dovrà, ma questo lo dico da tempo, ripensare se stesso e rivedere le sue posizioni politiche nel rispetto dei valori che lo hanno caratterizzato. La recente, è di ieri, elezione di un conservatore, sebbene italiano (lo dico per orgoglio nazionale), alla Presidenza del Parlamento di Strasburgo, accentuano la difficoltà poco sopra richiamata. E’ impensabile continuare a gigionarci dietro scontri interni ed inutili rivincite, alla ricerca di posizionamenti più o meno prestigiosi: occorre dare seguito, anche in Italia e soprattutto nel Partito membro effettivo e fondante del PSE, ad un rinnovamento generazionale e ad un ripensamento delle stategie necessarie ad affrontare la realtà del Paese ancora troppo sofferente rispetto alle aspettative ed ai bisogni quotidianamente affrontati dai cittadini che vogliamo rappresentare. A Salerno, in un Congreso non condizionato, si sono poste le basi di un effettivo rinnovamento, sia nelle linee politiche, sia nelle nelle figure elette ai vertici degli organismi. Un congresso libero che non può essere stravolto da una sentenza, che possa riportare indietro le lancette della storia. La politica su cui si basa il vero rinnovamento, trae la sua linfa dal confronto delle idee, sul rispetto delle decisioni assunte: tornare indietro non serve. Ben venga dunque un nuovo congresso, ben venga un ulteriore confronto tra i Compagni, ma nella continuità della strada tracciata, una riconferma di una scelta che deve poi discendere sui territori per ridare forza e fatti a quelle idee e visibilità a chi le porta avanti. Sono le risposte dei socialisti, sono le risposte che attendono gli italiani da troppi anni, di cui da sempre, ci siamo fatti portatori.

Lascia un commento