venerdì, 23 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Se in Grillo scarseggia il senso di responsabilità
Pubblicato il 03-01-2017


L’ultima di Beppe Grillo è degna di un grande comico. Avendo necessità di indirizzare verso altri versanti l’attenzione e la pressione che oggi viene esercitata sul Web (la sua casa, evidentemente) propalatore anche di notizie infondate (se non fosse così Facebook non avrebbe attivato un servizio per individuare e bloccare le “bufale) ha affermato: “Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali”. E questa giuria come deciderebbe? Per alzata di mano o per voto segreto? E i giudici popolari chi li sceglie? Grillo e i suoi amici che come è noto sono al di sopra delle parti? E i giurati sulla base di cosa decidono? Valutano le “fonti”, le analizzano, le mettono a confronto, le incrociano? Insomma, su quale base dovrebbe formarsi il giudizio? La pura emotività o la conoscenza dei fatti e dei meccanismi, delle prove e delle testimonianze? Il problema di questo Paese non è l’informazione (che pure ha molti difetti, alcuni dei quali notevolmente criticabili), ma gli uomini pubblici come lui che gettano discredito sugli altri in maniera totalmente arbitraria, senza dati di fatto ma potendo contare sulla potente grancassa della sua ampia e organizzata “nicchia” sul web. A parte la lunga coda di paglia che questa sortita tradisce, da un personaggio pubblico che intende svolgere un ruolo politico è lecito attendersi misura e rispetto. Nei confronti di tutti, pure degli avversari, pure di chi non apprezza ma (anche) in nome dei quali si propone di gestire la cosa pubblica. Diffamare intere categorie professionali non migliora il livello della politica (e della vita di comunità) in questo paese e inevitabilmente si trasforma in carburante per tutte quelle persone (non poche) che usano il web come una clava. Grillo se crede realmente che il suo partito possa governare questo Paese, dovrebbe cominciare a esercitare un po’ di più il suo senso di responsabilità.

Fondazione Nenni

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