sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tajani è il nuovo presidente del Parlamento europeo
Pubblicato il 18-01-2017


Parlamento-europeoUn testa a testa fino all’ultimo. Alla fina la ha spuntata Antonio Tajani, nel derby tutto italiano con Gianni Pittella. L’Italia, dopo quasi quarant’anni, esprime di nuovo un presidente del Parlamento europeo, il primo da quando l’aula è eletta a suffragio universale. “Sarò il presidente di tutti”, dice dopo aver ricevuto anche l’abbraccio dell’avversario Pittella. Che però ribadisce: basta con la grande coalizione che finora ha retto gli equilibri europei.

Come previsto, la corsa per lo scranno più alto dell’aula di Strasburgo è stata una gara all’ultimo deputato tra il candidato del Ppe e quello del Pse, finiti al ballottaggio dopo una giornata di votazioni che li ha sempre visti in testa a testa. Tajani ha mantenuto per tutta la giornata un vantaggio di circa 90 voti, che Pittella non è riuscito a colmare. A lanciarlo verso la vittoria l’accordo stretto con i 68 liberali del gruppo Alde di Guy Verhofstadt, che sono andati a sommarsi ai 217 eurodeputati popolari.

Un accordo che ha esposto nuovamente alle critiche il fianco dei liberali, passati nel giro di qualche settimana da una proposta di intesa fatta ai socialisti al patto con il Ppe, passando per un fallimentare tentativo di accordo con Grillo.

A complicare la partita di Tajani ci hanno pensato i conservatori del gruppo Ecr, un plotone di 74 deputati che in casa popolare davano già per acquisiti e che invece hanno mal digerito l’accordo del Ppe con l’Alde, definito un “approccio fallito e legato al passato”. Tajani alla fine li ha convinti, stringendo un accordo che di fatto ha blindato la sua elezione.  Anche con la convergenza di Verdi e sinistra unitaria, la rincorsa di Pittella è apparsa disperata. Alla fine, lo scarto è stato di 69 voti: 351 voti a 282 il risultato finale, con 80 astenuti. In ogni caso, una corsa con una suspense simile l’aula di Strasburgo non la vedeva da decenni.

L’ultima volta, e l’unica, in cui si era arrivati al quarto turno di votazioni era stata nel 1982 per l’elezione dell’olandese Piet Dankert. Fu anche l’ultima elezione ‘vera’, dato che da allora i presidenti sono sempre stati scelti con accordi preventivi tra i gruppi politici, che spesso si sono alternati nella carica nel corso della legislatura.

Tra i primi a reagire, Silvio Berlusconi, per cui “l’elezione di Antonio Tajani a Presidente del Parlamento Europeo mi riempie di gioia e di orgoglio come italiano e come Presidente di Forza Italia: ad Antonio sono legato da amicizia e affetto sin dal 1994 quando fu con me uno dei cinque fondatori di Forza Italia”.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in un tweet ha inviato le sue “congratulazioni al nuovo presidente, finalmente un italiano alla guida di una istituzione così importante”.

In Europa i primi a reagire sono stati il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker (“Lavoriamo insieme da domani per un’Europa migliore”), e il ministro degli esteri tedesco Frank Walter Steinmeier, secondo cui “con la sua esperienza nella politica europea, come membro per molti anni del Parlamento europeo e della Commissione, Tajani ha i requisiti per guidare il Parlamento in tempi difficili”.

“Oggi abbiamo voltato una nuova storica pagina”: ha affermato Gianni Pittella, “Il panorama nel Parlamento Ue è drammaticamente cambiato con la nascita di un nuovo blocco conservatore. Ci opporremo costruttivamente a questo blocco lavorando da domani con le altre forze progressiste”, ha annunciato Pittella, dando ancora una volta per superata la fase della grande coalizione in chiave europea.

Redazione Avanti!

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