mercoledì, 24 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Torna a casa Grillo. Bufera nel movimento
Pubblicato il 11-01-2017


farage-grilloNuova bufera nei 5 Stelle. La tempistica usata e i movimenti improvvisati e impacciati decisi dal vertice, hanno sollevato tra gli iscritti un’ondata di mugugni senza precedenti. La sensazione è quella di una scelta mai davvero condivisa dalla base. Una bufera che va ben al di là del contesto – l’Europa, i liberali di Alde – in cui si è sviluppata investendo in pieno Davide Casaleggio e il suo gruppo di fedelissimi. E facendo andare su tutte le furie Beppe Grillo, costretto quasi a chiedere scusa a Nigel Farage per una scelta che, in fondo, non aveva mai condiviso del tutto. Almeno così dice.  E che lascia, nonostante il ritorno nell’Efdd, il M5S sicuramente più solo a Bruxelles. Ma che soprattutto fa trasparire la pochezza programmatica del Movimento al quale sembrerebbe indifferente appartenere a un gruppo iper europeista o a un altro con posizioni opposte.

Grillo ovviamente smentisce tutto affermando che non Alde non vi è stato nessun contatto. E come al solito attacca informazione e giornalisti. Insomma il solito complotto contro il Movimento: “Smentiamo – scritto sul suo Blogo – le false informazioni che circolano da ieri: le carte fatte circolare non ci appartengono, non abbiamo firmato nessun contratto, si tratta di un elenco di punti comuni e di contrasto. Dopo i risultati della votazione è scoppiato il caso mediatico”.

Il primo a fregarsi le mani e a cantare vittoria è Nigel Farage che ridà fiato alla sua battaglia contro l’euro. “La campagna di Grillo – afferma – per un referendum sull’appartenenza dell’Italia all’euro sta guadagnando terreno. Da molto tempo ammiro il suo lavoro in Italia e gli auguro di avere successo”. Gira così il coltello nella piaga sottolineando il giro di valzer del Movimento.

Marco Affronte, eurodeputato del Movimento  Cinque Stelle, spiega, a Bruxelles, le ragioni che lo hanno portato a  fuoriuscire dal gruppo Efdd per aderire ai Verdi/Ale: Il possibile passaggio dal gruppo  Efdd a quello dell’Alde della delegazione del M5S nel Parlamento  Europeo, poi naufragato, “è stato trattato con una superficialità che  un movimento così grande non può permettersi, ma tutto sommato forse ci si poteva anche passare sopra. Avevo molte cose che bollivano dentro, da tempo”. E sulla multa che Grillo minaccia di voler fare pagare a chi lasci il movimento afferma: Il “foglio” firmato dagli eurodeputati del Movimento Cinque Stelle al momento della nomina, in  cui tra l’altro era prevista una multa salata per chi avesse violato il codice di condotta, legalmente vale “meno” della “carta straccia”.

La validità legale dell’accordo, che prevedrebbe una sanzione da 250mila euro a carico dei trasgressori, era già stata messa in dubbio  da diversi costituzionalisti, dato che i parlamentari europei, al pari di quelli nazionali, non hanno vincolo di mandato.

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