venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Una pietra per ricordare
un giornalista
Pubblicato il 17-01-2017


Ferrazzuttorit

Venerdì prossimo, a Venezia, in Calle dei Fabbri, nel sestiere di S. Marco, sarà posta una pietra d’inciampo davanti al numero 4741, il luogo dove nacque e visse Bonaventura  Ferrazzutto, un uomo che dedicò tutta la vita ai più deboli, alla libertà e all’antifascismo. Fu amministratore del quotidiano socialista Avanti!,  dal 1920 al 1926 allorquando il giornale fu bruciato cinque volte, e per il suo giornale condusse una battaglia con grande generosità e abnegazione.

Passato alla Angelo Rizzoli Editore nel 1928, partecipò alla costruzione del grande complesso editoriale con grande impegno e molte geniali intuizioni. Tra il 1930 e il 1940 fa la spola tra Milano e Parigi per portare risorse finanziarie affinché il Comitato di Unità Antifascista potesse sopravvivere in Francia. Nel 1934 spinge Angelo Rizzoli nell’avventura cinematografica e realizzerà uno dei primi film parlati in lingua italiana “La signora di tutti”.

Nella casa editrice sarà lui che vorrà Mosca, Enzo Biagi e molti nomi prestigiosi del giornalismo italiano. Nel 1943 fonda con Lelio Basso il Movimento di Unità Proletaria. Per una delazione verrà arrestato il 26 novembre dalla Gestapo e portato a S. Vittore e dopo novantanove giorni, il 4 marzo,  trasferito a Mauthausen dove vi giungerà il 13. Il suo numero di matricola 57579. Stremato ma indomito, nel campo parteciperà all’organizzazione della rivolta, poi detta dei Russi . Gli italiani lo indicheranno come un loro rappresentante nel comitato di liberazione internazionale. Il 4 ottobre del 1944 sarà ucciso in camera a gas nel Castello di Hartheim,  come tanti uscirà per il camino.

Il primo maggio 1945, il suo giornale, l’Avanti! uscirà con la sua fotografia in prima pagina. Venezia, dopo settantatre anni, ricorda un uomo che ha lottato per la libertà di ciascuno di noi pagando con la vita il suo generoso impegno. La pietra davanti alla sua porta ricorderà il suo sacrificio ad ogni ignaro passante così non sarà mai più dimenticato.

Fabrizio Ferrari

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