lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Una soft-Brexit per evitare un salto nel vuoto
Pubblicato il 17-01-2017


A sette mesi dal referendum con il quale la Gran Bretagna ha votato di lasciare l’Unione europea, Theresa May ha illustrato cosa significherà e che sembianze avrà la rottura, nonché su quali punti incentrerà i negoziati. Nel referendum dello scorso giugno “i britannici hanno votato per il cambiamento”. Ha detto Theresa May iniziando il suo atteso discorso sulla Brexit. La premier britannica ha illustrato alla Lancaster House di Londra i suoi piani e indicato la strategia che verrà seguita dal Regno Unito, sulla base di 12 precisi punti. Sarà un abbandono graduale per evitare “un dannoso salto nel vuoto”. Un “processo per gradi di attuazione” nell’interesse reciproco di Ue e Gran Bretagna. Sarà il Parlamento a votare sull’accordo finale che emergerà dai negoziati. “I britannici hanno votato per forgiare un futuro migliore per il nostro Paese. Hanno votato per uscire dall’Unione europea e abbracciare il mondo”, dice, pronta ad annunciare l’abbandono del mercato unico. E’ questo uno dei passaggi più importanti del piano del governo, volto a garantire il controllo dell’immigrazione.

“Non vogliamo più essere membri del mercato unico europeo” conferma, annunciando che la Gran Bretagna riprenderà così il controllo dell’immigrazione dai Paesi Ue e si ritirerà dalla giurisdizione della Corte europea di Giustizia. Puntando, però, a un accordo di libero scambio con l’Ue, senza contribuire al bilancio europeo. La premier lancia quindi una visione globale. “In questo momento, stiamo abbandonando l’Europa e pianifichiamo un vertice biennale del Commonwealth. Costruiremo una Gran Bretagna veramente mondiale” aggiunge, dicendo che la Brexit è una lezione anche per l’Ue se vuole avere successo. “Non vogliamo che l’Unione europea si smembri, ma da parte dell’Ue è mancata la flessibilità nei confronti di Londra e i britannici se ne sono accorti”.

Il Regno Unito vuole avere una visione sempre più globale, ma, promette, resterà amica dei Paesi Ue. “La tutela dell’Unione- dice- è al cuore di ogni azione della Gran Bretagna, perché soltanto uniti possiamo cogliere le opportunità che ci attendono”. E soltanto uniti si può condurre una efficace lotta al crimine e al terrorismo: tutti i Paesi europei hanno interessi e valori in comune e la ”nostra risposta non può essere quella di cooperare meno”. Il richiamo della premier all’unità nazionale, minato proprio dal Referendum sulla Brexit che ha diviso il paese tra chi voleva restare e chi, invece, sosteneva l’uscita dall’Ue, è stato accolto con indifferenza dalla Scozia, che a poche ore dall’esito del voto aveva subito paventato l’eventualità di un contro-referendum. Non solo: il 26 dicembre scorso Edimburgo ha presentato un piano per restare nel mercato unico europeo, precisando che resta sul tavolo l’opzione di uno Stato indipendente dentro la Ue. Il piano di Londra “non è nel nostro interesse nazionale” replica oggi la First Minister Nicola Sturgeon. “E’ ormai chiaro che il Regno Unito sta andando verso una hard Brexit – commenta, riferendosi alla decisione di lasciare il mercato unico europeo – che minaccia di essere economicamente catastrofica”.

Le Borse europee migliorano dopo il discorso, solo Londra ferma Le piazze europee sono migliorate dopo il discorso sulla Brexit di Theresa May. Solo la Piazza di Londra si è appesantita e adesso cede lo 0,7%, mentre Milano mantiene il guadagno (+0,25%). Deboli, ma positive, le altre piazze, che per tutta la mattinata sono state invece in perdita: Francoforte, Parigi e Madrid sono ora in crescita dello 0,1%.

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