mercoledì, 26 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Unioni civili diventano… ufficiali con i decreti definitivi
Pubblicato il 13-01-2017


Matrimoni gay-USALe unioni civili escono dal limbo del regime transitorio ed entrano a pieno titolo nell’ordinamento italiano. Sul tavolo del Consiglio dei ministri di domani approderanno infatti, per il via libera definitivo, i tre decreti legislativi che attuano la legge Cirinnà 76/2016 in vigore dal 5 giugno scorso.
Dopo aver ricevuto il parere favorevole delle competenti commissioni parlamentari a inizio dicembre i testi tengono conto delle osservazioni espresse da Camera e Senato. In particolare, sono adeguate le norme di diritto internazionale privato e di diritto penale, oltre che l’ordinamento dello stato civile. Sullo stato civile andrà disciplinato l’ormai famoso gap sulla scelta del cognome: le schede anagrafiche dei gli uniti “devono essere intestate al cognome posseduto prima dell’unione civile“. Se quindi con i decreti provvisori alcune di essere erano state aggiornate erroneamente col cognome del partner, questo va cancellato entro 30 giorni. Sul diritto penale si confermano le posizioni già adottate: “agli effetti della legge penale il termine matrimonio si intende riferito anche alla costituzione di un’unione civile tra persone dello stesso sesso“. Costituisce quindi per i reati circostanza aggravante la qualità di “unito civilmente”, come per i coniugi. Eliminato anche il requisito della “coabitazione”, che avrebbe limitato la causa di non punibilità per reati contro il patrimonio.
Sul diritto internazionale invece, arriva finalmente il chiarimento che tutti aspettavano: in caso di nulla osta all’unione civile negato al cittadino straniero, il documento può essere sostituito da un atto che attesti “la libertà di stato“. I cittadini residenti in stati che non riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso quindi non avranno più problemi e potranno unirsi civilmente col proprio partner italiano.

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