lunedì, 23 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Vaccinazioni, è il momento per una legge nazionale
Pubblicato il 30-01-2017


Nel giugno 2016 i consiglieri comunali socialisti Masia e Manfredini, del Gruppo Consiliare Sinistra Unita per il Socialismo Europeo, presentavano una mozione sulla Prevenzione Vaccinale che veniva discussa e votata nel consiglio comunale del 20 luglio. Quel giorno con i voti della maggioranza e di una parte dell’opposizione (ben poco comprensibile fu invece l’astensione di alcune forze politiche, dai cinque stelle a rifondazione comunista fino ad area popolare) il Consiglio Comunale della Spezia lanciò un importante messaggio di attenzione verso il drammatico calo delle vaccinazioni nel nostro territorio. La mozione impegnava il Sindaco e la sua amministrazione a farsi parte attiva nel favorire percorsi di informazione, monitoraggio e prevenzione a livello comunale, presso Nidi, Scuole d’Infanzia e Centri Sociali per Anziani, nonché coinvolgendo giunta regionale e ASL n°5.

Da allora molto è accaduto, in particolare dopo la presa di posizione della Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) con un documento approvato all’unanimità in cui si è detto chiaramente che sconsigliare i vaccini senza fondata ragione infrange il codice deontologico e chi se ne rende responsabile incorre in procedimenti disciplinari che possono arrivare alla radiazione.
La regione Emilia Romagna e alcuni comuni tra cui Trieste, hanno per primi introdotto l’obbligo delle vaccinazioni per frequentare nidi e le scuole dell’Infanzia, fatti salvi i pochissimi casi di bambini affetti da gravi patologie che non possono quindi essere vaccinati. Ad oggi anche la Toscana e altre regioni stanno trattando provvedimenti analoghi.
Poche settimane fa con l’approvazione dei nuovi LEA, provvedimento atteso da anni, si è riaffermata con forza l’estrema importanza delle vaccinazioni. Sono state infatti inserite nei LEA anche le vaccinazioni previste dal nuovo Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019 oltre a quelle già presenti. Per tutte queste prestazioni è prevista la gratuità del servizio perché rientrano nella logica della prevenzione sanitaria di massa e del diritto alla salute di tutti i cittadini, in particolar modo a tutela dei soggetti più deboli e a rischio che non possono essere vaccinati perché, ad esempio, immunodepressi.
Infine notizia di pochi giorni fa è quella dell’incontro tra Regioni e Ministero della Salute da cui è emersa la necessità di una legge nazionale che renda obbligatori i vaccini per l’accesso ai percorsi scolastici da approvare in tempi brevi.

Rispetto ad alcuni anni fa, quando le bufale sulle vaccinazioni sono state fin troppo tollerate (magari anche con il supporto di qualche pseudo medico in cerca di visibilità e ritorno economico), oggi per fortuna assistiamo ad una presa di coscienza su larga scala, con la Scienza che parla chiaramente e comunica con la necessaria nettezza la verità scientifica, evidenziando la falsità delle affermazioni che mettono in dubbio l’efficacia e la sicurezza delle vaccinazioni.

Passino i microchip sottopelle per il controllo della popolazione, le scie chimiche e altre idiozie simili che, tutto sommato, possono essere ridotte a personali manifestazioni di ignoranza, seppur gravi quando pronunciate da parlamentari della Repubblica o altri rappresentanti del popolo italiano. Esiste però un limite invalicabile e quando si sostengono tesi false, o post-verità come si direbbe oggi, con il risultato di mettere a rischio la salute delle persone, questo limite è superato ed occorre porvi rimedio prima che vengano intaccate alcune delle più grandi conquiste dell’umanità. L’unico rimedio è quello di agire e lottare in nome della verità scientifica, dei fatti, dell’informazione e del pubblico confronto. E quando necessario anche con buone leggi di civiltà, sempre con l’intento di tutelare l’interesse generale e i soggetti più deboli.

Noi socialisti crediamo che sia giunto il momento per una legge nazionale in materia, per evitare regolamentazioni ‘a macchia di leopardo’ su tutto il territorio nazionale e ci auguriamo una sempre maggiore collaborazione e presa di coscienza da parte di tutte le altre Federazioni di Ordini e Collegi delle professioni sanitarie oltre a quella dei Medici, per esempio a partire da quella delle Ostetriche, figure professionali che possono ricoprire un ruolo fondamentale nell’informazione dei genitori sui vaccini pediatrici.

Federazione Provinciale PSI La Spezia

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