mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Vincenzo Iacovissi
Un Congresso nella società
che cambia
Pubblicato il 23-01-2017


Tra pochi giorni prenderà ufficialmente avvio il percorso congressuale straordinario del partito. Sarà una proficua occasione per sviluppare una discussione interna alla nostra comunità politica, ma anche un luogo privilegiato di osservazione della società italiana in completa trasformazione.
Il congresso cade infatti in una fase molto delicata e difficile per il Paese: a poche settimane dalla bocciatura per via referendaria della riforma costituzionale, in uno scenario politico-parlamentare ad alta fibrillazione oscillante tra lo scioglimento anticipato delle Camere e la continuazione della Legislatura, e con un Governo che avrà dinanzi a sé molti ostacoli verso una serena navigazione. Il tutto inquadrato in un contesto europeo ed internazionale non certo migliore, a causa dell’aggravarsi della crisi del progetto di integrazione comunitaria, del consolidamento di vecchi e nuovi populismi che minano le fondamenta dell’edificio UE, dell’insediamento alla Casa bianca di un nuovo Presidente molto distante dal precedente per stile e programmi, e così via.
Si direbbe una tempesta perfetta, e forse è proprio così che va letta l’attualità, soprattutto se riferita all’Italia, una nazione che esce da circa un decennio di crisi economica ancora più diseguale e asimmetrica rispetto a come ci è entrata, con crescita delle sacche di sofferenza e disagio in vasti strati della popolazione, marginalizzazione delle periferie rispetto al centro, disoccupazione in lievissimo calo ma comunque a due cifre e una crescita del PIL flebile anche se costante.
In tempi così delicati è richiesto uno sforzo in più alle forze politiche che, come la nostra, si prefiggono come obiettivo il superamento dello status quo in vista di condizioni di vita migliori per i cittadini.
Come farlo? Anzitutto impegnandoci a valorizzare il pensiero socialista adattandolo alle esigenze della contemporaneità, mettendo in campo strumenti capaci di intercettare i nuovi bisogni crescenti della società ed elaborando proposte di soluzione ai problemi quotidiani delle persone, ad iniziare dagli ultimi.
Ma questi propositi sarebbero ambiziosi, per non dire velleitari, senza un rilancio del progetto politico del partito, che deve proseguire nell’azione riformatrice messa in campo dai nostri rappresentanti sia a livello parlamentare che governativo, ai quali va rivolto un ringraziamento per essere riusciti, pur nelle difficoltà organizzative e di dimensione che conosciamo, a far sentire la voce dei socialisti nei consessi istituzionali, portando a casa anche alcuni risultati tangibili.
Come appare evidente, però, un congresso, a maggior ragione se straordinario, deve servire anche al rafforzamento dello spirito di comunità, ad iniziare dalla messa in sicurezza della nostra “casa” ed al suo ampliamento mediante un sempre maggior coinvolgimento degli amministratori locali e regionali, delle compagne e dei compagni che si impegnano nelle sezioni, di tutti quelli che ad ogni appuntamento elettorale sono in prima linea, promuovendo un “patto intergenerazionale” che proietti il partito nel futuro con la giusta dose di esperienza e rinnovamento, come già accade in modo molto positivo in diverse realtà territoriali.
È dunque un insieme di compiti non semplice quello che ci attende nei prossimi mesi. L’auspicio è che prevalga l’interesse a scommettere sul PSI, un partito del quale salutiamo l’adesione nel 2016 di circa 21 mila persone nonostante un tornante molto burrascoso e ricco di incognite, che però sarà più semplice superare di slancio solamente se sapremo decidere su ciò che vogliamo essere, affrontando con la giusta dose di coraggio e fermezza le prossime curve della nostra bellissima avventura.

Vincenzo Iacovissi

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