lunedì, 27 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Zygmund Bauman, il teorico della postmodernità
Pubblicato il 09-01-2017


baumanUn nuovo lutto nel mondo accademico e culturale, è morto all’età di 91 anni a Leeds il grande sociologo e filosofo polacco Zygmund Bauman, teorico della società liquida. Più di altri aveva infatti compreso il funzionamento della nostra società utilizzando appunto la definizione di “società liquida”: il tessuto della società contemporanea, sociale e politico, è “liquido”, cioè sfuggente a ogni categorizzazione, a causa sia della globalizzazione, che delle dinamiche consumistiche, senza dimenticare il crollo delle ideologie che nella postmodernità hanno causato uno spaesamento dell’individuo e quindi la sua esposizione brutale alle spinte, ai cambiamenti e alle “violenze” della società contemporanea dell’incertezza, che spesso portano a omologazioni collettive immediate e a volte inspiegabili per esorcizzare la “solitudine dell’uomo comune”, come si chiama uno dei suoi lavori più celebri. Con la crisi del concetto di comunità è infatti emerso un individualismo sfrenato, dove nessuno è più compagno di strada ma antagonista di ciascuno, da cui guardarsi. Questo “soggettivismo” ha minato le basi della modernità, l’ha resa fragile, da cui una situazione in cui, mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di liquidità. Tutto questo era anche causa di una crisi dello Stato che garantiva ai singoli la possibilità di risolvere in modo omogeneo i vari problemi del nostro tempo, e con la sua crisi ecco che si sono profilate la crisi delle ideologie, e dunque dei partiti.
Bauman aveva osservato la società subendo in prima persona le catastrofi del secolo scorso. Era nato a Poznan, in Polonia, il 19 novembre 1925 da una famiglia di origini ebree, in seguito all’invasione del suo Paese da parte delle truppe naziste all’inizio della seconda guerra mondiale, Bauman fugge, adolescente, con i genitori in Unione Sovietica e si arruola in un corpo di volontari per combattere contro i nazisti. Nel 1968, è costretto di nuovo a emigrare in seguito a un’epurazione antisemita messa in atto dal governo polacco e si rifugia prima in Israele, dove ha insegnato all’Università di Tel Aviv, poi in Gran Bretagna dove, dal 1971 al 1990, è stato professore di sociologia all’Università di Leeds, di cui ora era emerito.
Conosciuto e molto stimato in Italia, quasi tutti i suoi libro sono stati pubblicati da Laterza: “Vita liquida”, “Consumo dunque sono” e “L’arte della vita”, “Il demone della paura”, “Modernità liquida”, “Amore liquido”, “Capitalismo parassitario”, “L’etica in un mondo di consumatori”, “Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone”, “Danni collaterali. Diseguaglianze sociali nell’età globale”, “Paura liquida”, “La società sotto assedio”, “Sesto potere”, “Stranieri alle porte”.

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