lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Bankitalia: aumenta il debito per i tardivi pagamenti
Pubblicato il 15-02-2017


Banca-DItalia-caso-bancheOggi la Banca d’Italia ha diffuso le stime del debito e del fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche per l’anno 2016.
“Al 31 dicembre del 2016 il debito delle Amministrazioni pubbliche era pari a 2.217,7 miliardi. A fine 2015 il debito ammontava a 2.172,7 miliardi (132,3 per cento del PIL).
L’aumento del debito nel 2016, pari a 45,0 miliardi, ha riflesso il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (42,5 miliardi) e l’incremento di 7,4 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (collocatesi a fine anno a 43,1 miliardi); di contro, l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del cambio ha contenuto il debito per 4,9 miliardi.
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 48,6 miliardi, a 2.128,4, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 3,6 miliardi, a 89,1; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile.
Le serie mensili dei dati relativi al debito e al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, insieme a informazioni di maggiore dettaglio, sono disponibili nella pubblicazione Finanza pubblica: fabbisogno e debito della Collana Statistiche.
Un’analisi dei dati sarà contenuta nel prossimo Bollettino economico della Banca d’Italia la cui pubblicazione è prevista per il 13 aprile 2017”.
Il comunicato della Banca d’Italia è molto chiaro. Dall’analisi dei sottosettori emerge il comportamento delle Amministrazioni locali che complessivamente riducono il debito pubblico di 3,6 miliardi, mentre dalle Amministrazioni centrali il debito è cresciuto di 48,6 miliardi soprattutto per il collocamento di titoli di stato fatto a fine anno per aumentare la liquidità.
Una maggiore liquidità della pubblica amministrazione è sicuramente utile per una maggiore efficienza nei pagamenti dovuti ai fornitori anche attraverso l’introduzione della fatturazione elettronica. I tardivi pagamenti fatti dalla pubblica amministrazione sono causa della dilatazione della spesa pubblica per interessi moratori ed accessori vari. Spesso producono anche situazioni di crisi generando sofferenze bancarie e mettendo in serie difficoltà l’apparato produttivo delle imprese fornitrici di commesse e servizi per la Pubblica Amministrazione.
È possibile dunque diminuire il debito pubblico senza tagliare capitoli di spesa, ma attraverso una magggiore efficienza della P.A.. Un altro strumento da utilizzare sarebbe l’aumento di credibilità politica del Paese che contribuirebbe notevolmente a ridurre lo spread sull’emissione dei titoli di Stato riducendo la spesa degli interessi sul debito pubblico. Attualmente, il Ministro Padoan sostiene il proseguimento di una politica di privatizzazioni da inserire nella strategia di riduzione del debito pubblico.

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