lunedì, 23 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

BankItalia e la Centrale Banchieri di Rischio
Pubblicato il 20-02-2017


Dopo i noti fatti che hanno portato al dissesto il sistema bancario italiano che la Banca d’Italia istituisca la “Centrale Banchieri di Rischio“, esattamente come è successo con la “Centrale Rischi” la quale preclude ogni possibilità di futuro alle persone disoccupate che sono in ritardo con la restituzione di un prestito. Una questione di equità sociale…in quanto responsabili del disastro sono gli istituti di credito che hanno finanziato i “grandi debitori” mettendo in crisi il sistema finanziario del Paese, e la cosa divertente è che i soldi questi VIP magari neanche li volevano; ora tutti se la ridono perché hanno ottenuto anche la – prima rata – con il Decreto Salva Banche, facendo pagare il conto al popolo italiano. O pensate che ce la caviamo con 20 miliardi?
Il DSB non comprende i nomi dei grandi debitori che sembra abbiano affossato il sistema bancario italiano, e allora? E allora nel senso che nessuno di loro ha preteso con la forza bruta che gli venissero concessi i prestiti e, vi dirò di più, forse in molti casi i soldi gli sono stati messi a disposizione perfino in maniera insistente tanto i funzionari di banca si pavoneggiavano nel compiacere i clienti VIP. Qualcuno invece sospetta che i grandi debitori abbiano usato “violenza” per ottenere le linee di credito, comunque ad oggi non risultano indagini, denunce, che parlino di azioni delittuose da parte di questi nobili correntisti nei confronti dei manager degli istituti di credito. Ci riferiamo a quei funzionari di banca che dispensavano i nostri soldi come coriandoli tanto erano sicuri che in caso di bisogno sarebbe intervenuto lo Stato, come poi puntualmente è intervenuto con il Decreto Salva Banche. Un Decreto che ha costretto tutti i cittadini italiani a partecipare – loro malgrado – a far vivere da nababbi sia i banchieri che i grandi clienti sulle spalle dei disoccupati. Comunque “male non fare paura non avere” quindi, se i maxi debitori che hanno scosso le fondamenta economiche italiane sono stati pregati dai banchieri di accettare prestiti a pioggia senza garanzie, sono vittime innocenti del sistema e non possono essere “aggrediti” dalle persone disperate che li vogliono alla gogna solo per invidia. Ma come si permette la società civile di ultima generazione, – resa incivile dalla disoccupazione -, di chiedere la testa del re? Piuttosto si continui a sputtanare i poveracci segnalandoli alla Centrale Rischi perché non hanno pagato un paio di rate di mutuo dopo aver perso il lavoro; sono loro che meritano la gogna e l’esclusione sociale, i clienti VIP che si sono sacrificati a spendere i soldi cosa centrano con tutto questo? Ora però ci chiediamo, ma chi sono i colpevoli? Chi ha partecipato a rovinare l’Italia? Chi ha distribuito i nostri soldi come fossero chicchi di riso lanciati ai matrimoni degli amici? E chi ha venduto azioni “truffaldine” ai piccoli risparmiatori? Non ci sarà mica la Spectre dietro la debacle delle banche italiane? Tante domande e poco spazio, ma cerchiamo di articolare una risposta. Dunque, il re. Il re è intoccabile perché verrebbero messe a rischio le stesse fondamenta dello Stato, semmai i colpevoli sono i bancari, i funzionari di banca, i banchieri, gli unici responsabili ad aver concesso mutui, prestiti e fidi senza quelle garanzie che hanno provocato decine di miliardi di crediti inesigibili, fino a portare le banche sull’orlo del fallimento. E pensate che per questo immane disastro i banchieri sono retribuiti come star di Hollywood. Ci auguriamo che non ci sia stato nessun vantaggio personale da parte dei dirigenti di banca che dispensavano finanziamenti come manna, attribuendosi pure  il titolo di “santoni” in quanto distribuivano soldi che non erano i loro soldi. Fatto sta che per rimediare ai danni provocati, gli apprendisti banchieri stregoni, grazie alla Banca d’Italia girata dall’altra parte, sono andati nel panico al punto di vendere azioni “truffaldine”, ma ciò nonostante non sono riusciti a sanare le perdite e hanno chiesto l’aiuto dello Stato. Per contro, invece hanno rovinato per sempre milioni di persone perbene.
Ora la domanda delle cento pistole che faceva Sandro Paternostro è la seguente: possono rimanere al loro posto questi bancari, funzionari di banca e banchieri, ed essere la soluzione a quella crisi finanziaria del Paese che hanno partecipato a provocare? O devono essere cacciati e iscritti da BankItalia nella Centrale Banchieri di Rischio perché anche loro siano interdetti ad entrare in banca?
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