mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Boom dei licenziamenti disciplinari. In 11 mesi salgono del +27%
Pubblicato il 23-02-2017


Da 48 a 36 Direzioni generali

INPS: AL VIA RIORGANIZZAZIONE BOERI

Al via la riorganizzazione dell’Inps: il presidente Tito Boeri ha recentemente firmato, infatti, le determinazioni di conferimento degli incarichi dirigenziali di livello generale, proposti dal neo direttore generale Gabriella Di Michele che completa così il primo tassello del piano di ristrutturazione dell’Ente con la riduzione da 48 a 36 delle direzioni generali di cui 22 a livello regionale e la creazione di tre nuove dirigenze territoriali, a Roma, a Napoli e a Milano. Tra le direzioni principali Boeri, ha chiamato alle Pensioni Luca Sabatini mentre Maria Sandra Petrotta è stata nominata alla Direzione generale Entrate e recupero crediti, che ingloba anche l’ex direzione generale di Vigilanza guidata a in precedenza da Fabio Vitale ora spostato alla direzione regionale del Lazio. Alle Risorse umane è stato nominato Giovanni di Monde che prende il posto di Sergio Saltalamacchia ora direttore regionale per la Sicilia; agli Ammortizzatori sociali Maria Grazia Sampietro, alla non autosufficienza Rocco Lauria e ai Servizi agli utenti sul Territorio, Antonio Pone. Antonello Crudo, in precedenza alla guida della direzione Pensioni si occuperà Amministrazione finanziaria e servizi fiscali, mentre Vincenzo Damato che ha svolto le funzioni di direttore generale dopo le dimissioni di Cioffi guiderà la direzione Organizzazione e sistemi informativi. Alla direzione Appalti e acquisti è stato nominato Vincenzo Caridi, mentre alla Pianificazione e controllo Giulio Blandamura. Sciolto anche il nodo della direzione Relazioni esterne alla quale Boeri ha chiamato Giuseppe Conte. Nelle direzioni territoriali per le aree metropolitane di Roma, Napoli e Milano, rispettivamente Rosanna Casella, Roberto Bafundi e Gregorio Tito. Il provvedimento firmato da Boeri ha anche previsto una serie di incarichi temporanei di consulenza, studio e ricerche: Enrico Patiti alla separazione Previdenza e Assistenza; Alberto Scuderi all’Antifrode; al Contenzioso medico-strutture sociali Fabrizio Ottavi; all’Internazionalizzazione Antonio De Luca e alla Rottamazione delle cartelle, Maurizio Manente. I dirigenti inizieranno a ricoprire i nuovi incarichi a partire dal 1 febbraio. Subito dopo sono partiti gli interpelli per gli incarichi dirigenziali di seconda fascia. Gregorio Tito è stato nominato per l’area metropolitana di Milano, Rosanna Casella Roma e Roberto Bafundi Napoli. Nominati anche i direttori regionali: Giuliano Quattrone (Lombardia), Giuseppe Baldino (Piemonte), Maurizio Pizzicaroli (Veneto), Stefano Quaranta (Friuli Venezia Giulia), Paolo Sardi (Liguria), Michele Salomone (Emilia Romagna), Marco Ghersevich (Toscana), Alessandro Tombolini (Marche), Sonia Lucignani (Umbria), Fabio Vitale (Lazio), Valeria Vittimberga (Abruzzo), Elio Rivezzi (Molise), Giuseppe Greco (Campania), Maria Sciarrino (Puglia), Maria Giovanna De Vivo (Basilicata), Diego De Felice (Calabria), Sergio Saltalamacchia (Sicilia), Cristina Deidda (Sardegna).

Inail

ASSICURAZIONE ESTESA ALL’ISTITUTO DELLA MESSA ALLA PROVA

La copertura assicurativa dell’Inail spetta anche alle persone ammesse all’istituto della messa alla prova, la misura alternativa al processo introdotta con la legge n. 67 del 2014 per i reati considerati di minor allarme sociale e puniti con una pena non superiore ai quattro anni, che si inserisce nel quadro dell’evoluzione della funzione rieducativa della pena attraverso lo svolgimento da parte degli imputati di lavori di pubblica utilità non retribuiti presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le aziende sanitarie, gli enti e le organizzazioni di assistenza sociale o di volontariato.

L’estensione riguarda anche i condannati per reati di lieve entità. A stabilirlo è l’ultima legge di Bilancio, che ha esteso la tutela prevista originariamente per i beneficiari di forme di sostegno al reddito, i detenuti e gli internati, e i migranti richiedenti asilo impegnati in progetti di utilità sociale, anche agli imputati in stato di sospensione del processo e messi alla prova, ai condannati per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, e ai tossicodipendenti che hanno ricevuto condanne di lieve entità per reati legati a sostanze stupefacenti o psicotrope, ai quali i giudici possono applicare, in alternativa alle pene detentive e pecuniarie, la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità.

A breve le istruzioni operative per la gestione corretta dei nuovi casi. Per permettere l’estensione della copertura assicurativa a questi nuovi soggetti, il fondo istituito in via sperimentale presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con il decreto legge n. 90 del 2014 convertito nella legge 114 del 2014 – con una dotazione annuale di 5 milioni di euro finalizzata a reintegrare l’Inail dei costi legati agli obblighi assicurativi contro le malattie e gli infortuni delle persone coinvolte – è stato incrementato per il 2017 con altri tre milioni di euro. A breve l’Istituto diramerà le istruzioni operative per la corretta gestione della copertura assicurativa di queste tipologie di lavoratori.

Cisal

SERVE VERIFICA NUMERO ISCRITTI  SINDACATI

“Sommando il numero degli associati, si scopre che in Italia ci sono più iscritti al sindacato che italiani”. Così il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, ha posto, si legge in una nota, “all’attenzione del governo il problema della rappresentanza e della rappresentatività chiedendo al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali una seria verifica del numero degli iscritti e, soprattutto, delle sedi territoriali delle organizzazioni sindacali nel nostro Paese”. Chiudendo i lavori del Consiglio nazionale del sindacato Cavallaro ha, infatti, denunciato “il bluff delle sedi sindacali dichiarate al ministero, ma con indirizzi spesso coincidenti con la residenza dei propri dirigenti”. “Se non si cambia registro – ha tuonato provocatoriamente il segretario generale della Cisal – l’anno prossimo dichiarerò 8 milioni di iscritti: tanto nessuno controlla e vince chi la spara più grossa”. Al Consiglio nazionale della Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori, riunito per tre giorni a Salerno, Cavallaro ha, difatti, detto chiaro e tondo che la nuova sfida della Cisal, “quella per l’affermazione delle ‘libertà responsabili’, impone un sindacato serio, trasparente, competente e, appunto, responsabile: un sindacato al servizio dei lavoratori stanchi delle finte tutele perché, più che mai, bisognosi di difensori dei diritti e degli interessi di chi crede fermamente nell’insostituibile ricchezza del ‘capitale’ lavoro”. Francesco Cavallaro ha ammonito, senza peli sulla lingua, che “nella Cisal non c’è spazio né per chi considera il sindacato un orticello personale, né per chi non ha interesse a formarsi o aggiornarsi sul nuovo modo di fare sindacato che, invece, la rivoluzione in atto nel mondo del lavoro impone”. Non a caso di recente, al Grand Hotel Salerno, per due giorni si è parlato di Jobs Act, grazie a un seminario di approfondimento tecnico, inserito nell’ampia offerta formativa sulla quale la Cisal sta investendo per assicurarsi dirigenti in grado di assistere senza incertezza alcuna i lavoratori. ‘Ripartire dal territorio’ è stata, infatti, la parola d’ordine più volte ribadita da Cavallaro durante i lavori, specie quando ha annunciato che, nei prossimi mesi, sarà avviato un serrato confronto con le federazioni nazionali per mettere a punto le linee guida organizzative del sindacato. Approvati all’unanimità i bilanci consuntivo e preventivo, “all’insegna della prudenza e dell’equilibrio”, che premiano la Cisal al termine di un anno faticoso, ma caratterizzato da ottimi risultati che verranno consolidati alla fine del 2017. Particolare attenzione Cavallaro ha voluto dedicare al settore del pubblico impiego “nel quale -ha evidenziato- non bisogna difendere i fannulloni, che vanno invece emarginati, ma neppure commettere l’errore di far passare il falso messaggio che nella pubblica amministrazione nessuno lavora”. Durissimo invece è stato il giudizio espresso da Cavallaro sull'”accordo truffa firmato da Cgil, Cisl, Uil e, a ruota, dalla Confsal, che la Cisal ha contestato, sin dalla vigilia, perché finalizzato solo a sponsorizzare il referendum costituzionale: “I fatti – ha osservato Cavallaro – ci hanno dato ragione perché adesso torneremo ai tavoli dell’Aran per riaffrontare il discorso di rappresentanza e rappresentatività”. Sindacato è anche e soprattutto solidarietà e a Salerno Cavallaro ha ricordato e rilanciato la raccolta di fondi promossa dalla Cisal a favore dei terremotati del Centro Italia. “Il cuore grande dei lavoratori – ha concluso Cavallaro – è l’unica certezza di questo nostro Paese abbandonato alla confusione più totale, alla disoccupazione galoppante (che rischia di esplodere alla fine del 2017 quando le imprese tenteranno di sbarazzarsi dei dipendenti assunti con gli sgravi contributivi), al debito pubblico che cresce nonostante la sindrome di tagliare indiscriminatamente tutto. Anche la dignità dei lavoratori che, invece, la Cisal continuerà a difendere mettendo in campo la forza e il cuore che animano un vero sindacato”.

In 11 mesi +27%

BOOM DEI LICENZIAMENTI DISCIPLINARI

I licenziamenti complessivi nei primi 11 mesi del 2016 sono stati 561.862 in crescita del 4% rispetto ai 539.933 dello stesso periodo del 2015 mentre registrano un boom i licenziamenti disciplinari passati da 53.056 a 67.374 (+27%). Così l’Osservatorio sul precariato dell’Inps ma non è evidente ancora il collegamento con l’introduzione del contratto a tutele crescenti. Le dimissioni nello stesso periodo sono passate da 835.754 a 722.370 (-13,5%) probabilmente anche a causa delle dimissioni online.

Carlo Pareto

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