giovedì, 23 febbraio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Bruno Degasperi
Enrico Rossi e noi: quale socialismo?
Pubblicato il 13-02-2017


Mentre il nostro Partito si avvicina al Congresso Nazionale, ho appreso della notizia del tesseramento avviato dall’associazione “Democratici socialisti” promossa dal Governatore della Toscana Enrico Rossi. Questi da qualche tempo fa professione di socialismo (“Io credo che l’identità del PD non possa essere che quella del socialismo”, ha dichiarato) e sconcerta constatare come riesca ad infilare nel suo libro, “Rivoluzione socialista”, Gramsci e Berlinguer, le immancabili “socialdemocrazie europee”, Kennedy e Bernie Sanders… ma più di 120 anni di socialismo italiano non sembrano trovare posto nella suddetta “rivoluzione”.

Non si può nascondere che la sollecitazione di Enrico Rossi non serva anche a noi, nel senso che ormai appare chiaro come non sia sufficiente dirsi “socialisti” per definire univocamente un’identità politica e una storia, tantomeno un’appartenenza partitica. Se perfino Enrico Rossi, autodichiaratosi comunista berlingueriano, può dirsi oggi socialista, vuol dire che davvero abbiamo bisogno noi, oggi, di pensare il socialismo del futuro, la sua declinazione moderna e credibile in una società che ha impulsi disgreganti ed individualisti sempre più marcati, contrassegnata da una povertà economica, morale ed intellettuale la cui unica risposta non può essere il “Vaffa Day” di un pasciuto comico ligure.

Scriviamo noi la pagine del socialismo futuro, prima che siano altri a provare a scriverle al posto nostro.

Bruno Degasperi

Vicesegretario PSI Trentino

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Carissimo Bruno
    Io non mi scandalizzerei sui riferimenti a personaggi che non figurano nel nostro tradizionale Panteon socialista, per questi motivi.
    Primo: solo i cretini non possono cambiare idea e senza dubbio non lo è un Governatore ex comunista che si scopre socialista proponendo questa conversione come cultura anche al PD.
    Secondo: nella Storia del Socialismo ci sono state tante interpretazioni e modelli di Socialismo in quanto Esso è un’ideale a differenza del pensiero unico, come l’ideologia comunista.
    Terzo: il primo latte politico di cui si è nutrito Gramsci è stato quello di sapore socialista con cui si è espresso inizialmente come Direttore dell’Avanti della Redazione di Torino. La sua conversione al comunismo è derivata da un ideale socialista che anziché in versione riformista pensava che fosse più efficace realizzarlo con un’azione rivoluzionaria.
    Quarto: Berlinguer, non potendosi privarsi dei finanziamenti dell’URSS, s’inventò, nel solco della doppia morale comunista, l’Eurocomunismo, che era un modo di mascherare il suo approdo alle regole del Socialismo.
    Kennedy con la sua Nuova Frontiera ci può ricordare alcuni obiettivi socialisti in tema di affermazione della libertà.
    Sanders invece è uno che si è pronunciato chiaramente per introdurre negli USA i valori del Socialismo. Ciò che deve fare riflettere la Sinistra italiana ed europea è che su queste sue idee ha ottenuto l’80% del consenso dei giovani democratici. E’ opinione diffusa che se il Candidato democratico fosse stato lui al posto della Clinton, forse Trump sarebbe stato sconfitto e la Storia avrebbe registrato il primo Presidente socialista nella storia degli USA.
    Per ultimo ti ricordo che il nome originario di San Paolo era Saulo, e sotto questa denominazione era stato un feroce persecutore dei cristiani. Mentre si accingeva a determinare un’altra retata di cristiani, sulla via Di Damasco fu investito da un’enorme luce accompagnata dalla voce del Signore che lo interrogava dicendo: perché perseguiti Me ed i miei fratelli?? Perse la vista, e la riacquistò poi per grazia ricevuta da un profeta cristiano. Si convertì e divenne l’apostolo che sviluppò tutta la dottrina della Cristianità.
    Come vedi, anche se le vie del Socialismo non sono infinite come quelle del Signore, sono molteplici, per cui lasciamo pure che gli ex comunisti si convertano e vengano a Noi.
    E facciamo pure festa per tutti gli ex comunisti che, come per il figliol prodigo, si erano smarriti e adesso, grazie alla sconfitta che nei loro confronti la Storia ha decretato, li abbiamo ritrovati.
    Che il Signore mi perdoni per gli accostamenti.
    Un forte abbraccio da Nicola

Lascia un commento