giovedì, 22 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Che Dio ci aiuti 4. I nuovi episodi tra cambiamenti
e conferme
Pubblicato il 02-02-2017


Al via (dall’8 gennaio scorso) alla quarta stagione di “Che Dio ci aiuti”, i nuovi episodi vedono molte novità: non solo nuovi personaggi, ma anche cambiamenti per innovare e modernizzare la fiction. Dopo lo spostamento di location da Modena a Fabriano, era prevedibile che ci fosse un alternarsi di partenze e ritorni, di nuovi arrivi di protagonisti che si avvicendano per intrecciare ancor di più la vita abbastanza movimentata del “Convento degli Angeli” di suor Angela e suor Costanza. La fiction si apre con Guido (Lino Guanciale) ed Azzurra (Francesca Chillemi) che coronano il loro sogno d’amore e si sposano; poi lui si trasferisce con il piccolo Davide (Cesare Kristian Favoino) a Londra, mentre lei resterà ancora in Italia poiché impegnata (e decisa e determinata a portare avanti sino in fondo l’impegno preso) con i lavori sociali in una piccola casa per orfani. Anche Margherita (Miriam Dalmazio), Nina (Laura Glavan) e Rosa (Neva Leoni) lasciano l’Angolo Divino sempre per motivi di lavoro: la prima andrà a Bruxelles con Carlo (Andrés Gil), le altre rispettivamente in Africa e a Milano. Ma qui a Fabriano non si rimane di certo a corto di ospiti; anzi. Per quanti vanno via, altrettanti ne arrivano. Innanzitutto il personaggio di Guido viene “sostituito” da quello del suo amico e testimone di nozze Nicodemo detto Nico (Gianmarco Saurino): aspirante avvocato improntato e molto autodidatta, molto istintivo, abile e furbo e poco applicato alla studio, bullo redento e pentito; Monica (Diana Del Bufalo), nipote acquisita di Suor Angela, con il complesso del fisico e del dover essere sempre in linea, con il figlioccio adottivo che si ritrova a carico Edoardo (per tutti Edo, alias Christian Monaldi); Valentina (Arianna Montefiori), escort per scelta e sugar-baby, un po’ rassegnata e amareggiata, soccorsa e accolta; il giovane dottore Gabriele (Cristiano Caccamo); e poi Emma (Bianca Di Veroli), che si scoprirà essere la figlia che Azzurra ha avuto a 15 anni. Se le nuove puntate sono molto incentrate sul personaggio di Francesca Chillemi, più importanza è data anche a Suor Costanza (Valeria Fabrizi); quest’ultima assomiglia sempre più, cerca di imitare e sostituire l’incorreggibile suor Angela (Elena Sofia Ricci), vero punto di riferimento del Convento. Infatti è proprio quest’ultima a dare sempre più diffusamente e insistentemente il messaggio dell’insegnamento morale che si intende profondere; quest’ultimo è racchiuso sull’importanza del perdono, della dignità della persona umana e del suo rispetto, come lanciato ampiamente da Papa Francesco più volte. Soprattutto sull’essenzialità del non mollare mai e del perdono. In questo la nuova figura di Valentina è centrale, poiché diffonde il suo motto (che dà il titolo ad un episodio del 12 gennaio) di “colpire e non subire”; inoltre è grazie a lei che la fiction trova quella sfumatura di serie tv social e di attenzione a un modo di comunicare sempre più digitale: assolutamente non trascurabili i suoi hashtag divertenti su Twitter.

Dunque quasi più impegnata e moderna la fiction, non manca di regalare colpi di scena che potrebbero persino non essere ancora finiti in toto. Si insiste molto sul tema della maternità (cercata, voluta, rifiutata, amata, temuta, precoce o tardiva, di sangue o indiretta, forma di amore manifestato in vario modo e fonte di gioia o sofferenza); tanto che degli episodi la citano nel titolo (il primo dell’8 gennaio ovvero quello iniziale di “tutto su mia madre” e l’altro del 22 gennaio chiamato “di madre in figlia”), seppur vi sia una paternità velata. Vista come un’eredità preziosa ricevuta da difendere, essa ha a che fare e si ricollega con il proprio orgoglio e con il dover lottare con le proprie resistenze e paure interiori, quei “fantasmi” citati nella titolazione di un altro episodio del 29 gennaio. Azzurra è profondamente gelosa e protettiva nei confronti di Emma, anche se non intende e non riesce a confidarle chi è veramente. Se la giovane le assomiglia in maniera disarmante, anche Azzurra ricorda molto suor Angela: di animo nobile, dal cuore d’oro, seppur casinista, ha lo stesso brio e l’esuberanza, l’irruenza della suora, pronta sempre a soccorrere anche quando è lei che avrebbe bisogno d’aiuto, ma non osa domandare aiuto né perdono, ma chiede sempre scusa; fragile e forte allo stesso tempo, sembra una roccia, per poi crollare di fronte alla sensibilità delle sue emozioni che la fanno commuovere con poco. Entrambe dal passato tormentato, cercano il proprio riscatto dedicandosi con passione sincera all’altro. Chissà, magari potremmo scoprire che lei è la figlia di suor Angela, che compì quella rapina che le fu fatale per poter procurarsi soldi per poterla mantenere e che poi decise di darla in adozione (la famiglia nobile Leonardi), come lei abbandonò Emma. Di sicuro molte cose sono ancora da svelare. Nulla è impossibile per quanto improbabile all’Angolo Divino e poi madre è soprattutto chi cresce, più che chi concepisce, colei che dà insegnamenti preziosi e sinceri e consigli utili onesti e schietti. Intanto di certo non bisogna mai fuggire, ma affrontare i problemi e le difficoltà. Per questo Azzurra ritornerà dopo aver deciso di raggiungere Guido a Londra. Chissà, allora, forse potremmo vederlo ricomparire con Davide nel finale; oppure forse ritroveremo nell’ultima puntata tutti i personaggi che si sono assentati, come avvenuto per molte altre fiction quale “Un medico in famiglia”. Probabile che gli impegni in altri lavori di Lino Guanciale (non ultimo nella prossima fatica “La porta rossa” con Gabriella Pession, come del resto la Chillemi è apparsa anche in “Braccialetti rossi 3”) abbiano inciso su questa nuova impostazione data alla fiction. Tuttavia siamo convinti al 100% che la quarta serie non sarà l’ultima stagione di “Che Dio ci aiuti”. E la somiglianza forte fra suor Angela e Azzurra, oppure tra suor Costanza e suor Angela, non sono le sole. Azzurra e Valentina ricordano un po’ il contrasto derivante da un attrito che scaturisce dal fatto di essere molto simili fra Azzurra e la sorella Rosa. E in questo, infatti, con Monica e Valentina vengono riprese le personalità e i caratteri tipici di Nina, Margherita e Rosa appunto. Valentina ha quell’arroganza romantica, quell’altezzosità che diventa una semplice arma di difesa di Rosa e di Nina, come loro brusca per proteggersi dalla vergogna di se stessa e dei suoi trascorsi spesso. Giudicata come Rosa malamente, senza essere conosciuta veramente, verrà capita bene solamente da Gabriele. Monica ha la dolce fragilità di Margherita, che sogna il vero amore, rincorrendolo, ma avendone terribilmente paura, terrorizzata dall’idea di essere ancora una volta ferita nella dignità, nell’orgoglio, nella sua spontaneità che è quasi ingenuità, nella sensibilità di un animo generoso come quello di tutti gli altri personaggi in fondo. Insomma la regola sembra essere l’andare oltre le apparenze con e grazie alla fede, per sancire la vera legge fondamentale che domina e regola la vita, caotica ma pur sempre esaltante, dell’Angolo Divino. Divino significa trascendere, andare oltre, donarsi all’altro, per questo è associabile all’Amore di Dio e per altro, che sono un Dono di Dio appunto, con la D di Dignità della persona e del singolo individuo, da Difendere e proteggere per ritrovare quell’umanità che scalda i cuori e che commuove, che anima così profondamente e di cui è molto intriso il convento di suor Angela e suor Costanza: due madri per le loro ragazze e ragazzi. Sono loro, infatti, ad insegnare che la fede, la religione e Dio hanno bisogno dei loro tempi per palesarsi, come l’amore ha i suoi tempi che occorre rispettare: mai andare troppo di corsa. Spesso la vita concede quella seconda opportunità tanto ricercata a volte, “un’altra occasione” come titola un altro episodio (del 5 febbraio scorso). Da qui nasce quel cambiamento che permette di migliorarsi e di sentirsi più degni dell’affetto dell’altro, per non aver deluso, tradito la sua fiducia e i suoi sentimenti, quello spirito di sacrificio di essere cambiati con il cuore; questo, probabilmente, vuol dire il titolo “come si cambia” dell’episodio della puntata del 29 gennaio. Il fatto che la fiction vada in onda di domenica, infine, infonde ancor di più quell’aura di una religiosità terrena profusa dalla serie e da Papa Francesco stesso appunto. Sarebbe bello vedere apparire il Santo Pontefice in “Che Dio ci aiuti”, come già avvenuto in “Un medico in famiglia”. Del resto, analogia tra le due serie tv, anche qui dottori ed ospedali non mancano. Dunque non è vero che la fiction con protagonista principale Elena Sofia Ricci&co si ispiri soprattutto a Don Matteo (che l’ha introdotta e che ha lo stesso vizio dell’indagine e del ‘non farsi mai gli affari propri’, come si suole dire gergalmente, come a volte è troppo curiosa a fin di bene suor Angela). Di certo la religione non è distante dalla vita vera quotidiana, dai suoi problemi e il dialogo con Dio non è diverso da quello con un’altra persona. A volte non è facile capire la volontà divina come condividere le scelte e le decisioni dell’altro, ma occorre imparare ad accettarle e giustificarle perché tutto rientra in un disegno superiore che scrive il destino di ciascuno di noi spesso incognito: ed accade quello che non ci si aspetta e si diventa quello che non si sarebbe mai pensato di poter essere. Come sono cambiati prima Guido e poi Nico, dunque anche gli uomini sono importanti in questa fiction rosa al femminile, di femminismo, ma non femminista. Tutti qui hanno pari diritti e sono tutti uguali, figli di un Dio benevolo che li ama. E, dunque, in conclusione,…..”Che Dio ci aiuti” a trovare quell’umanità così vera in ogni uomo.

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