martedì, 30 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

RIFARE I COMPITI
Pubblicato il 13-02-2017


Pierre-MoscoviciL’Italia ha delle potenzialità, ma non si applica. In sostanza l’Europa mette sulla pagella la sufficienza del nostro Paese nel fare i compiti a casa, ma nessuna bocciatura ne ultimatum, è stato solo tutto rimandato ad aprile, quando l’Italia dovrà aggiustare i conti pubblici. C’è ancora un po’ di tempo per definire la manovra aggiuntiva strutturale di finanza pubblica per “almeno” 0,2% del pil (3,4 miliardi di euro). Non molto, però. Certo è la data del 22 febbraio, quando la Commissione europea ha previsto – almeno sulla base della tabella di marcia valida oggi – di pubblicare il rapporto di analisi e valutazione dell’attuazione della regola di riduzione del debito da parte dell’Italia, potrebbe non essere conclusiva. Infatti, la procedura Ue sulla valutazione del debito
pubblico prevede vari passaggi: non necessariamente la Commissione deve arrivare alle conclusioni sul ‘che fare’, cioè decidere se aprire o non aprire una procedura di infrazione Ue, il giorno stesso in cui pubblica l’analisi tecnica sul debito italiano. Ciò darebbe un po’ di respiro al governo per definire con precisione le misure aggiuntive. Non si sa quali potrebbero essere i tempi: il commissario
Moscovici ha parlato di una pubblicazione “nelle prossime settimane”, facendo intendere che anche l’analisi tecnica potrebbe essere magari slittare. Bruxelles conferma la richiesta di manovra aggiuntiva, ma anche di voler favorire una decisione rapida del governo. La Commissione allarga alla possibilità di una correzione a breve e rimarca il positivo impegno dell’Italia sulla correzione dei conti. Nel “capitolo Italia”, infatti, la Commissione Ue “prende nota positivamente dell’impegno preso dal governo per adottare misure di bilancio aggiuntive per un valore complessivo dello 0,2% del Pil entro aprile 2017”. Le misure aggiuntive, precisa Bruxelles, saranno però “prese in conto non appena saranno disponibili sufficienti dettagli” per valutarne l’impatto.
La Commissione Ue rivede al rialzo la crescita dell’Italia del 2016, da +0,7% a +0,9%. Restano stabili, invece, le previsioni per il 2017, con un Pil invariato a +0,9%, mentre per il 2018 la stima di crescita sale dall’1 all’1,1%. Così le previsioni economiche d’inverno Ue, che evidenziano una “crescita stabile ma modesta” trainata da “tassi d’interesse reali bassi e una domanda esterna più forte” ma dove “debolezze strutturali ostacolano una ripresa più forte”.
L’Italia sarà l’unico paese della zona euro e dell’Unione Europea a registrare un incremento del Pil di meno dell’1% nel corso di quest’anno, secondo le quali la crescita media dell’Eurozona è dell’1,6% e quella dell’Ue dell’1,8%. In testa alla classifica della zona euro c’è il Lussemburgo, con una crescita del 4%, seguito da Malta (3,7%) e dall’Irlanda (3,4%). Tra i 28 membri dell’Unione Europea è la Romania a registrare l’aumento del Pil più consistente con il 4,4%. La Grecia, che fino allo scorso anno aveva consentito all’Italia di evitare la maglia nera del Pil in Europa, nel 2017 dovrebbe crescere del 2,7%. La situazione non dovrebbe cambiare il prossimo anno, con il Pil dell’Italia fermo a un aumento del 1,1%, secondo le stime della Commissione.
È “assolutamente sbagliato parlare di ultimatum” da parte della Commissione Ue all’Italia, dichiara il commissario Ue agli affari Economici, Pierre Moscovici. Facendo un punto sul nostro Paese, dando “il benvenuto” agli “impegni” presi dal governo dopo la lettera del 17 gennaio, Moscovici sottolinea che “stiamo discutendo in modo costruttivo e positivo” col ministro Padoan e “mentre incoraggiamo a prendere le misure al più presto”, “non c’è alcun ultimatum”.
La disoccupazione in Italia “resta alta” mentre “rallenta” l’occupazione rispetto ai due anni precedenti a causa “della fine dagli incentivi fiscali per le nuove assunzioni”. La Commissione rivede al rialzo la disoccupazione per il 2016 (da 11,5 a 11,7%), così come per il 2017 (da 11,4% a 11,6%. Nel 2018 è prevista all’11,4% contro l’11,3 precedente. Comunque “le riforme passate – per Bruxelles – sosterranno l’occupazione nel 2017-2018”.
“L’incertezza politica e il lento aggiustamento del settore bancario pongono rischi al ribasso alle prospettive di crescita dell’Italia”. La Commissione Ue aggiunge però che “un forte impulso potrebbe ancora avvenire dalla domanda esterna”. Per Bruxelles il surplus delle partite correnti calerà dal 2,7% del pil del 2016 all’1,8% nel 2018. Gli investimenti dovrebbero invece crescere del 2,4% beneficiando delle misure della legge di bilancio 2017.
“Se devo dare un titolo direi che la crescita economica continua anche se è messa alla prova dalle incertezze”, dice poi Moscovici, presentando le Previsioni economiche d’inverno della Commissione europea. “L’economia europea si è dimostrata capace di resistere ai numerosi choc che ha subito l’anno scorso. La crescita sta tenendo e la disoccupazione e i disavanzi stanno calando, ma, con un’incertezza a livelli così elevati, è più importante che mai utilizzare tutti gli strumenti offerti dalle politiche di sostegno alla crescita”.
Un voto anticipato potrebbe mettere a rischio gli impegni presi dal governo in merito alla richiesta di correzione dei conti pubblici. Su questo punto, la Commissione scrive che ha “preso nota positivamente” degli “impegni presi pubblicamente dal governo” relativi a un aggiustamento strutturale dello 0,2% del Pil. Misure che “saranno prese in considerazione non appena ci saranno sufficienti dettagli”.
Specifica poi la commissione: “Il grado di incertezza particolarmente elevato che avvolge queste previsioni d’inverno è dovuto alle intenzioni ancora poco chiare della nuova amministrazione statunitense in alcuni settori strategici fondamentali, come pure alle numerose elezioni che si terranno in Europa quest’anno e ai prossimi negoziati con il Regno Unito a norma dell’articolo 50”, afferma la Commissione.
A ribattere all’Europa, la Corte dei Conti che rileva la gravità della situazione a cui ha dovuto trovare rimedio il nostro Paese. I ripetuti terremoti dall’agosto scorso sono sì “eventi eccezionali” ma producono “effetti continuativi” e “di questo aspetto non può non tenersi conto, anche in sede europea” nella valutazione dei conti. Lo ribadisce il presidente della Corte dei Conti Arturo Martucci di Scarfizzi inaugurando l’anno giudiziario. Quindi “la prevenzione non appare del tutto slegata dalla ricostruzione” perché si tratta di “programmare una protezione contro effetti drammatici di eventi sismici che presentano carattere di potenziale continuità”.
E mentre l’Italia è alle prese con lotte intestine anche nel partito al Governo, in Francia Marine Le Pen spaventa l’Europa. L’uscita di Parigi dall’euro “sarebbe una tragedia per l’Eurozona e una catastrofe per la Francia, sarebbe la fine del progetto europeo costruito sulla riconciliazione franco-tedesca”. È quanto afferma il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici. “Non divido i candidati in buoni e cattivi”, prosegue Moscovici parlando delle presidenziali francesi, ma Marine Le Pen “fa una battaglia contro l’Europa, una differenza abissale con gli altri”.

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