giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Marx ed Engels e il richiamo ai proletari
Pubblicato il 21-02-2017


marx engelsIl 21 Febbraio 1848 veniva pubblicato a Londra il Manifesto del Partito Comunista. Frutto di 2 anni di lavoro, rappresentava l’essenza del pensiero di Karl Marx e Friedrich Engels. L’opera è stata alla base dei movimenti operai degli anni successivi, dando un notevole slancio alle rivendicazioni proletarie. Il cuore del manifesto è proprio lo scontro tra borghesia e proletariato, le uniche due vere classi esistenti (secondo i filosofi).
La lotta tra chi ha e chi non ha è il vero e proprio motore della storia, nella quale si susseguono continuamente questi conflitti sociali. Le rivoluzioni permettono quindi il passaggio tra le diverse epoche, sovvertendo l’ordine sociale preesistente. La caduta della borghesia era quindi una conseguenza storica necessaria, sostenuta anche da una sua naturale tendenza all’autodistruzione.
Il capitalismo poggia infatti la sua forza sul plusvalore ed attraverso questo soggioga il lavoratore permettendo l’accumulo di ricchezze da parte di una stretta cerchia. Ma proprio questa concentrazione farà implodere tutto il “sistema”.
Le fila della borghesia si restringeranno sempre di più, mentre quelle della classe povera si estenderanno, generando così un punto di rottura. La rivoluzione armata che ne seguirà avrebbe portato a un rovesciamento del potere, con una vera e propria dittatura del proletariato.
Mettendo da parte la condivisione o meno di questi ideali, è indubbio che il Manifesto abbia dato una maggior forza alle rivendicazioni delle classi più povere e compattato il movimento operaio. Le rivendicazioni dell’800 coordinate dalle varie “Internazionali” ne sono una dimostrazione. È innegabile quindi l’apporto positivo di questa ideologia per la conquista dei “nuovi diritti” per le classi disagiate.
Allo stesso modo ha però dato adito ad alcuni dei regimi totalitari più feroci della storia. Dietro lo scudo dell’ideologia operaia si sono nascoste delle tremende repressioni le cui prime vittime furono proprio “gli ultimi”. Si pensi allo sterminio dei Kulaki nella Russia degli anni ‘30 o allo sfruttamento degli operai nella Cina monopartitica dei nostri giorni. Gli ideali di Marx sono stati paradossalmente usati per soggiogare i più deboli, stravolgendo di fatto i suoi intenti.

Federico Marcangeli
Blog Fondazione Nenni

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