sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

E Toti offende Pertini, Genova e la democrazia
Pubblicato il 01-02-2017


La memoria e le persone si possono offendere in molti modi. Ma quelli indiretti che provano a sfruttare proprio le qualità di quelle persone che poi vengono offese, è decisamente il peggiore. A Genova l’11 febbraio si svolgerà un raduno di quell’ultradestra che ascolta con fastidio i discorsi sulla Shoah e che lo scorso 27 gennaio non ha certo celebrato la giornata della memoria. E non potrebbe essere diversamente viste le biografie dei due ospiti di eccezione. Udo Voigt tedesco, leader del partito Nazionaldemocratico (ricorda qualcosa?), un signore per il quale l’Olocausto è robetta e gli Ss bravissime persone, quasi dei boy scout. E il francese Yvan Benedetti, leader di un partito di estrema destra (lui considera Marine Le Pen troppo morbida) sciolto dopo l’uccisione di un ragazzo antifascista da parte dei naziskin.

Il titolo del raduno è evocativo: “Per l’Europa delle Patrie”. A organizzarlo l’Alleanza per la pace e la libertà”, una sigla dietro cui si cela Roberto Fiore capo di “Forza Nuova”. Il problema è che il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti da tempo passato armi e bagagli sotto le insegne del Le Pen all’ossobuco, Matteo Salvini, evidentemente dimentico che Genova dai nazisti è stata martirizzata e che fu proprio Genova a impedire lo svolgimento del congresso dei neofascisti (Msi) che Tambroni voleva imbarcare nel governo, ha deciso che è giusto accogliere questa allegra comitiva nella città medaglia d’oro della Resistenza (il sindaco, Marco Doria, che la storia al contrario di Toti la studia e la insegna, si è schierato sul fronte diametralmente opposto annunciando una mobilitazione anti-fascista).

Ha spacciato la sua posizione per una scelta di libertà, affermando che lui è aperto a tutte le espressioni del pensiero tanto è vero che spendendo “soldi e giornate” (una sottolineatura di straordinaria eleganza) ha provveduto a ricordare la figura di Sandro Pertini. Il presidente dell’Anpi di Genova, Massimo Biasca, gli ha opportunamente ricordato che Pertini fu tra coloro che si opposero alla celebrazione a Genova di quel congresso nel 1960 e che la questione non è il confronto delle idee ma il pedigree di quelli che lui vuole ospitare e che per due leggi (Scelba e Mancino) in Italia sono al vertice di organizzazioni meritevoli di essere sciolte (in virtù di una norma transitoria della Costituzione). Se Toti cercava un’occasione per fare una pessima figura, ha scelto proprio quella giusta. Sulla memoria di Pertini

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