martedì, 12 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Fabo, dopo Welby…
Pubblicato il 27-02-2017


Così Fabiano Antoniani, 40 anni appena compiuti, ha riacquistato la sua libertà, per riprendere le sue parole, uscendo dalla sua lunga notte senza fine. Era tenuto in gabbia, tetraplegico e cieco, a causa di un terribile incidente. Per esaudire la sua richiesta di uscire dalla prigione si é rivolto alla clinica svizzera Dignitas aiutato dall’ex europarlamentare Marco Cappato. Dopo il caso Welby la Chiesa negò funerali religiosi a chi aveva scelto di morire, mostrando un volto più incline alla conservazione di un dogma che all’espressione di un sentimento di cristiana pietà. Dopo il caso di Eluana Englaro, diverso, come rileva papà Beppino, perchè si trattava solo dell’affermazione di un diritto costituzionale alla scelta di sospendere le cure, scesero in campo le peggiori e strumentali manifestazioni del clericalismo politico. Si arrivò addirittura a un palmo dall’approvazione di un decreto legge al Senato contro la morte. Un decreto ispirato da influenti settori della Chiesa.

Oggi, forse, anche la Chiesa, sotto il papato di Francesco, ha mutato opinione. Leggiamo un’intervista del presidente della Pontificia Accademia per la vita, monsignor Vincenzo Paglia, che é stato vicino a Marco Pannella nelle ultime fasi della sua vita, foriero di importanti novità e soprattutto di un atteggiamento di maggiore disponibilità al dialogo. Sostiene monsignor Paglia: “Ma che significa condannare? Questo ragazzo non va condannato. Guai a chi lo facesse.” E soprattutto, sul tema del testamento biologico, egli dichiara: “Io sono convinto che ognuno possa dare le sue disposizioni”. E poi aggiunge: “C’è bisogno di creare un circolo d’amore che veda protagonisti il malato, i suoi familiari, gli amici e il medico, perché si arrivi a una scelta consapevole e condivisa”.

Un modo invero nuovo di ragionare, al di fuori di assolute e dogmatiche certezze. Prendiamone atto e chiediamoci perché allora il Parlamento italiano non abbia iniziato la discussione sulla proposta di legge del fine vita, rinviata già per tre volte, da gennaio ai primo di febbraio, al 27 febbraio e adesso a marzo. Evidente che il rischio di non approvarla entro la fine della legislatura sia alto. A fare le barricate, innalzando gli scudi sul solito ritornello della alimentazione e idratazione artificiali non come cure che si possono sospendere, sono Lega e Ap, sì Area popolare in cui confluisce anche l’ex Nuovo centro destra di Alfano. Difficile, se le cose stanno così, pronosticare un’alleanza politica tra laici e questo partito. Non si tratta di contrapporre due visioni, entrambe legittime, della vita, ma di non accettare che l’una prevalga sull’altra, che la soffochi e ne impedisca la manifestazione. Che é poi la tradizionale distinzione non tra credenti e non credenti, ma tra laici e integralisti.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore, mi congratulo con Lei per questo articolo pieno di umanità nell’affrontare questo caso così tragico, e di equilibrio nell’analisi dell’aspetto politico della vicenda. La Chiesa, che certo in Italia conta più che in altri Paesi, esisteva già ai tempi della legge sul divorzio, e anzi all’epoca aveva molto più “potere” di oggi, eppure la legge fu approvata, Quindi la Chiesa non può e non deve diventare un alibi per i nostri parlamentari per giustificare lentezze legislative. Che si legiferi! Anche perché,il fatto che queste cliniche svizzere campino sulla morte degli esseri umani,fa veramente orrore.
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

Lascia un commento