sabato, 24 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Finché c’è guerra c’è finanza
Pubblicato il 15-02-2017


Sono solo “balle” quelle che sentiamo quando ci dicono che i mercati finanziari amano un mondo ordinato e senza pericoli di guerra…non è assolutamente vero! La finanza speculativa e la stessa economia produttiva esultano senza darlo a vedere quando ci sono venti di conflitti in giro per il mondo: loro sono come le iene!
Un proverbio dice che sotto la neve c’è pane, il pane degli speculatori è la guerra. Più distruttiva è, più affari si fanno. La finanza acquista a prezzi stracciati ogni cosa da mettere nei forzieri, per poi rivendere tutto appena si attenua l’odore acre della polvere da sparo. Il tutto mentre l’economia alimenta i forni per forgiare le armi prima e durante le cruente battaglie e subito dopo, come Fregoli nel cambiarsi d’abito, trasforma le produzioni nei materiali utili a ricostruire ogni cosa. E noi, polli d’allevamento del mondo, ci meravigliamo perché in una situazione tanto precaria del Pianeta i mercati salgono. Salgono, perché l’imbecillità della classe dirigente che governa il mondo ci sta portando dritti dritti nelle fauci schifose della iena! Almeno lo facessero per calcolo, per manie espansionistiche, perfino per antipatia o per amore, come successe per la guerra di Troia. Invece, tutto succederà a loro insaputa; insaputa nel senso che un giorno li vedremo sbigottiti guardarsi in faccia durante un “G e rotti” per chiedersi come è potuto succedere. Beh, è successo solo perché sono incapaci. Lo avete mai osservato Francois Hollande? Francamente, vi sembra una persona capace, intrepida, pronta ad affrontare situazioni di emergenza? E di Donald il golfista cosa ne pensate? Torno alla mia storia del Marchese del, Grillo, film magistrale interpretato da Paolo Stoppa e Alberto Sordi. Ricordate i Principi accorsi in aiuto del Papa per difendere le mura vaticane dai francesi? Dai, siamo a quella roba lì…ecco perché le borse salgono: in tempo di guerra va bene anche l’azienda più sfigata del mondo! Gli economisti da economato scolastico si interrogano… ma di cosa? È tutto così evidente! I finanzieri, i banchieri anticipano, annusano aria di festa… e mettono al riparo il bottino. Le banche non sono più banche: se vuoi prelevare i risparmi dal tuo conto devi parlare con un call center di Bangalore, il quale, a sua volta, ti mette una buona parola con la BCE. Se insisti, dopo qualche giorno arrivano i direttamente i finanzieri a casa che ti chiedono dove hai preso i soldi e, prima che apri il cassetto per prendere il libretto della pensione, sei già in manette! Se poi ti penti e dici che dei soldi non ne hai più bisogno (dei tuoi soldi), ti mettono in libertà. È come fai a campare? Nel frattempo, senza sapere come, ti accorgi che qualcuno ti ha messo un biglietto in tasca con il nome di un usuraio pronto a prestarti i quattrini per mangiare! Realizzi tutto non appena lo strozzino ti mostra il tuo libretto di risparmio a garanzia. Esagerato? Forse! Però, pensateci!

Angelo Santoro

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