martedì, 28 febbraio 2017
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Opinioni e commenti
 

Francia. La rabbia delle banlieue per lo stupro di Theo
Pubblicato il 07-02-2017


banlieueIn Francia si affaccia la paura delle violenze nelle banlieue. Circa 500 persone hanno partecipato alla marcia di Aulnay-sous-Bois, banlieue a nord di Parigi, per manifestare la loro solidarietà a Théo, il ragazzo di 22 anni che sarebbe stato stuprato dopo un controllo di polizia giovedì scorso.
Per la terza notte consecutiva ci sono stati scontri tra giovani e la polizia nel sobborgo settentrionale di Aulnay-sous-Bois, nel frattempo sono stati incriminati e sospesi dal servizio i quattro poliziotti che hanno arrestato il giovane di colore. In particolare uno dei quattro è accusato di aver sodomizzato durante una retata con uno manganello telescopico il giovane, identificato come Theo. Per questo agente l’accusa è di violenza sessuale, mentre gli altri tre sono accusati di violenza volontaria. A sporgere denuncia per questa aggressione “inaccettabile” è stata la famiglia del ragazzo. Giovedì scorso Théo, dopo essere stato fermato per un controllo, è arrivato nel commissariato col volto tumefatto e “importanti lesioni” che “corrispondono chiaramente” all’introduzione di un manganello nel retto del giovane, ha confermato il referto medico dell’ospedale di Aulnay.
L’esame medico all’ospedale di Aulnay ha confermato “importanti lesioni” che “corrispondono chiaramente” all’introduzione di un manganello di un agente nel retto del giovane. Una versione confermata dalle immagini di videosorveglianza della polizia municipale e da diversi testimoni.
A Aulnay nel week-end ci sono state bruciate delle auto, un tentativo di dare fuoco a un autobus e il quartiere è rimasto al buio dopo il sabotaggio della rete elettrica pubblica, non è servito quindi l’”appello alla calma” lanciato da Aurelie, sorella maggiore di Theo. Domani una delegazione di madri del quartiere sarà ricevuta dal commissario di Aulnay. Benoît Hamon, candidato socialista alle presidenziali, ha dichiarato che si tratta di un atto “inammissibile e che va ristabilita una relazione di fiducia tra la polizia e la popolazione”.

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