venerdì, 26 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

NEGOZIATO FRIENDLY
Pubblicato il 09-02-2017


Image ©Licensed to i-Images Picture Agency. 08/02/2017. London, United Kingdom. Theresa May meets Paolo Gentiloni for talks in Number 10 Downing Street. Picture by Pete Maclaine / i-Images LaPresse Only italy Theresa May incontra Paolo Gentiloni

Downing Street. Picture by Pete Maclaine / i-Images LaPresse Only italy
Theresa May incontra Paolo Gentiloni

L’Italia si prepara alla Presidenza del G7 e parte cercando proprio la collaborazione del Paese che per primo ha voltato le spalle all’Europa e che ha fatto vacillare l’idea stessa dell’Unione europea: la Gran Bretagna. Ieri infatti la maggioranza dei deputati della Camera dei Comuni del parlamento britannico ha approvato in terza e ultima lettura il disegno di legge che permetterà al governo di invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per l’uscita dall’Unione Europea: il prossimo 20 febbraio voterà la Camera dei Lord. Il disegno di legge è passato senza alcuna modifica: tutti gli emendamenti presentati sono stati respinti e alla fine i voti favorevoli sono stati 494, mentre i contrari 122.
Il Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni è infatti in visita a Londra dall’omologa Theresa May e ha voluto auspicare che tra Italia e Gran Bretagna continui la tradizione di collaborazione.
Durante la conferenza stampa Gentiloni ha trattato sia il tema del prossimo G7 a presidenza italiana che si terrà a maggio Taormina sia la questione della Brexit sulla quale ieri la Camera dei Comuni si è espressa definitivamente a favore: “Abbiamo discusso del percorso necessario dopo la decisione degli elettori del Regno unito di abbandonare l’Ue, che rispettiamo, e sappiamo che non sarà negoziato semplice, ma che dobbiamo affrontarlo in modo amichevole e costruttivo. Non abbiamo interesse ad avere un negoziato distruttivo tra Unione europea e Regno Unito” ha precisato il premier Gentiloni da Londra, con l’obiettivo di coltivare l’unità dei 27 paesi e arrivare ad un accordo. Il presidente del Consiglio italiano ha poi voluto rassicurare gli italiani che vivono nel Regno Unito: “I loro diritti saranno rispettati e saranno trattati bene. Il Regno Unito non abbandona l’Europa”.
Gentiloni e May hanno poi ribadito l’importanza di una collaborazione economica tra i due Paesi soprattutto – ha ribadito Gentiloni – per la “fase che sta attraversando l’Italia di crescita e ripresa, anche se ancora lenta rispetto a quello che avremmo voluto”. “È fondamentale quello che il primo ministro May ha detto, cioè che il Regno Unito ha deciso di lasciare l’Unione europea, ma questo non significa lasciare l’Europa”, ha aggiunto Gentiloni. Per quanto attiene ai mercati, “è presto per vederne gli effetti della Brexit, ma l’Unione europea non è un microbo, dobbiamo guardare alle nostre potenzialità, può svolgere un ruolo crescente”.
Sempre per quanto riguarda il versante economico invece il ministro delle finanze italiano, Pier Carlo Padoan, ha tenuto a far sapere che nel G7 si discuterà di come tassare le nuove forme di impresa nate con l’economia digitale.
“Vedremo quali sono le forme possibili e concrete di cooperazione internazionale”, ha spiegato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, illustrando i risultati dell’amministrazione fiscale nel 2016.
Bari ospiterà dall’11 al 13 maggio i ministri finanziari dei sette paesi più ricchi al mondo. Italia, Francia e altri Paesi criticano da tempo Google, Yahoo! e gli altri giganti del web perché fanno profitti in tutto il mondo ma hanno sede fiscale in Paesi come l’Irlanda, dove il prelievo sul reddito d’impresa è tra i più bassi d’Europa. Padoan ha criticato l’abitudine delle multinazionali di eludere gli obblighi fiscali sfruttando “le asimmetrie fra ordinamenti” e ha rivendicato il ruolo svolto dall’Italia “per mettere fine al segreto bancario”.
Nel 2013 il governo di Enrico Letta introdusse una Web tax basata sull’obbligo di aprire una partita Iva per vendere beni e servizi in Italia. Appena arrivato a Palazzo Chigi, Matteo Renzi decise di abrogare la legge temendo censure della Commissione europea, che vieta restrizioni alla libera circolazione di imprese e capitali. L’Unione europea, infatti, consente alle multinazionali di pagare le tasse solo nei Paesi in cui sono presenti con una “stabile organizzazione di impresa”, cioè uffici e stabilimenti.
Tornando a Londra, Gentiloni sul G7 rispondendo ad una domanda di un giornalista ha detto che “non c’è alcun invito al presidente Putin a partecipare al vertice di Taormina” e che un possibile invito è una prospettiva al momento “irrealistica”. Sui rapporti con la Russia il Presidente del Consiglio ha detto che comunque è necessario “fare ogni sforzo possibile sul terreno del dialogo” con Mosca.
La motivazione sembra ancora una volta legata all’ingerenza russa nella guerra ucraina. Putin quindi non riceverà l’invito al vertice del G7 di Taormina previsto per il 26 e 27 maggio (e la cui organizzazione spetta al nostro paese che dal primo gennaio 2017 ha assunto la presidente del gruppo delle sette economie più avanzate). Mosca era stata invitata tra il 1998 e il 2014, poi esclusa in seguito alle sanzioni comminate dopo l’annessione della Crimea che ha scatenato la crisi ucraina.
La notizia ha stupito anche perché in passato l’Italia era stata tra i pochi Paesi dell’Unione a tentare di trovare una mediazione con la Russia e a porre dei dubbi sul proseguimento delle sanzioni.
Ma la questione sembra allargarsi alla Libia, dove Putin appoggia il generale Haftar. La Libia è di cruciale importanza per l’Italia e la stabilizzazione del Paese è “fondamentale per l’Italia e l’Europa intera per i flussi migratori e la lotta al terrorismo” ha anche affermato il Presidente del Consiglio italiano. E, rispondendo a una domanda sulle prospettive protezionistiche mondiali, ha detto che “non ci rassegniamo a un contesto internazionale di chiusura, lavoriamo per l’apertura, convinti che funzionerà certamente con il Regno Unito ma anche in modo più ampio a livello internazionale”. Parlando di Ue, Gentiloni ha aggiunto che “per quel che riguarda l’Italia, la decisione degli elettori britannici non ci ha ha riempito di gioia, ma la rispettiamo e ci spinge nel rilanciare l’Unione europea, anche comprendendo al suo interno la necessità di livelli diversi di integrazione”.
Gentiloni ha annunciato, inoltre, il varo di “nuove misure e norme sull’immigrazione” durante il Consiglio dei ministri in agenda per domani.
L’Italia viene chiamata anche dall’Onu a svolgere il suo ruolo in Libia. Oggi l’inviato speciale dell’Onu Martin Kobler ha fatto sapere che secondo lui l’Italia farebbe bene a far seguire la riapertura dell’ambasciata a Tripoli da quella di un consolato nella regione orientale della Libia, per aiutare il coinvolgimento del generale Haftar nella stabilizzazione del Paese, e quindi contribuire a frenare tanto il fenomeno delle migrazioni, quanto il terrorismo.

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