lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

NON SOLO REGOLE
Pubblicato il 02-02-2017


La lettera inviata all’Ue è sulla linea secondo cui “l’Italia rispetta le regole ma senza decisioni che possano avere effetto negativo, depressivo sull’economia. E’ il momento, penso che tutti se ne rendano conto in Europa, di accompagnare la crescita e prendere quindi nel rispetto delle regole europee le misure nei modi e nei tempi che consentano di accompagnare la crescita e avere effetti contrari”. È quanto ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in conferenza stampa a Palazzo Chigi parlando in conferenza stampa a palazzo Chigi dei rapporti con la Ue.

“Non siamo nella procedura d’infrazione e abbiamo deciso da sempre di rispettare le regole e non entrare in quella procedura nella quale sono un grandissime numero di Paesi europei. L’Italia non fa parte di questo gruppo per tante ragioni legate anche al peso del nostro debito pubblico che ci costringe a una politica di contenimento strutturale”. “Non descriverei le cosiddette procedure di deficit eccessivo come commissariamenti. E lo dico non per sottovalutarne le implicazioni”, aggiunge Gentiloni.

Anche il ministro Padoan ha parlato della lettera inviata a Bruxelles. L’aggiustamento dei conti pubblici che il governo si appresta a varare entro aprile, ha detto, “presumibilmente anche prima”, su indicazione della Commissione Ue è pari allo 0,2% del Pil. Ha sottolineato il ministro dell’Economia al question time al Senato. Definendo l’ipotesi di procedura di infrazione “allarmante”, il ministro ha definito l’aggiustamento “indispensabile”. Non si tratterà, ha ribadito, di una manovra estemporanea “ma di misure bilanciate anche di sostegno”.

Gentiloni ha parlato anche del terremoto. “Abbiamo risorse nella legge di bilancio, ne stiamo mettendo in campo ulteriori con questo decreto. Abbiamo già anticipato nella lettera inviata ieri a Bruxelles della necessità di ulteriori risorse, almeno un miliardo che nel prossimo periodo sarà necessario”. Il cdm ha approvato infatti il decreto sul terremoto. “Intanto però – continua gentiloni – non è che possiamo aspettare chissà quali superiori determinazioni. Decidiamo e ci prendiamo le nostre responsabilità”. “Credo – ha aggiunto – che l’Italia non dimenticherà questo colpo, che è stato inferto ad una parte così rilevante del nostro territorio. L’Italia deve reagire con decisione, con un’obiettivo che è quello di mettere in campo tutte le norme e le iniziative necessarie per accelerare i percorsi di ricostruzione ed emergenza”.

Gentiloni ha parlato anche della durata del Governo. “Se volete vi ripeto la formula che ho gia’ usato una quindicina di volte negli ultimi tre mesi: la durata del Governo per definizione non la decide il Capo del Governo ma spetta al Parlamento, al Presidente della Repubblica e alla dialettica tra le forze politiche alla quale guardo con il massimo rispetto”. E si Calenda afferma: “La sua posizione è personale, certo non impegna il governo e il suo presidente”. Calenda aveva detto che “andare alle elezioni a giugno o peggio ad aprile rappresenta a mio avviso un serio rischio per la tenuta del Paese”. Aggiungendo che “la posizione del governo sulla questione elettorale è chiara: a decidere saranno il Parlamento e il presidente della Repubblica”.

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