lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Germania: la svolta di Schulz su lavoro e welfare
Pubblicato il 20-02-2017


schulzMartin Schulz il picconatore. Per la prima volta da quando è in campo, lo sfidante di Angela Merkel nella corsa alla cancelleria ha dato un segnale su quello che sarà il suo programma elettorale. Ed è un netto spostamento a sinistra della Spd, in nome del lavoro e del welfare. È un attacco deciso alla “Agenda 2010”, ossia al pacchetto di riforme targato Gerhard Schroeder, che costò al predecessore della Merkel il posto e l’alienazione dell’elettorato più di sinistra, ma che secondo molti rappresentò comunque una spinta propulsiva notevole per la cosiddetta locomotiva tedesca. Come rivela stamattina la Bild, si comincia dai sussidi di disoccupazione, la cui erogazione – secondo il piano dell’ex presidente del parlamento europeo – dovrà essere sensibilmente prolungata. La ministra federale del Lavoro, Andrea Nahles, sarebbe già al lavoro nella stesura del programma, scrive il giornale. Attualmente, un disoccupato sotto i cinquant’anni riceve di norma il sussidio per 12 mesi, per persone sopra i cinquant’anni si può arrivare a 24 mesi. Varata nel 2003, peraltro con il determinate apporto di Frank-Walter Steinmeier, appena eletto capo dello Stato, la “Agenda 2010” conteneva norme di riforma riguardanti il mercato del lavoro, le pensioni, il fisco e la sanità: le contestazioni, discussioni e controversie, anche fra gli stessi partiti di governo, ancora oggi sono pane quotidiano nel dibattito pubblico tedesco. Fu il momento culminante della cosiddetta “Neue Mitte” (il “nuovo centro”, variante tedesca della “terza via” blairiana), lanciata proprio da Schroeder nel 1998: ebbene, oggi Schulz, anche sull’onda dell’euforia di una sequenza ininterrotta di sondaggi-boom, a proposito dell””Agenda 2010″ non esista a parlare apertamente di “errori che è giusto correggere”.

Il messaggio è rivolto non solo alla base socialdemocratica, ma anche a chi negli anni si è allontanato dalle urne, oppure ha finito per scegliere i populisti  dell’Afd di Frauke Petry.

Cominciare dalle riforme di Schroeder è dunque una scelta anche simbolica: vuol dire tornare a tematiche di forte impatto sociale, segnando sull’altro fronte una smarcamento più netto nei confronti della Cdu di Frau Merkel. Non a casa la sinistra della Spd ha subito applaudito all’iniziativa, e segnali di apprezzamento arrivano pure dalla Linke, che però avverte che “un semplice make-up dell’Agenda 2010 non basterà”. Ma non finisce qui. Tocca anche il tema del precariato, il candidato socialdemocratico alla cancelleria: “Non è possibile che la nostra offerta ai giovani è che il 40% dei contratti di chi ha tra i 25 e i 35 anni sia a tempo determinato”. Tradotto: nuove regole per arginare il ricorso sistematico ai contratti a tempo. E parlando a Bielefeld ad un’iniziativa del mondo del lavoro, il candidato socialdemocratico ha annunciato di voler anche di voler incidere sulle pensioni, fermando il progressivo calo del loro valore. Un importante sostegno alla svolta di Schulz arriva dalla popolare presidente della Renania Palatinato, Malu Dreyer: “Bisogna avere il coraggio di continuare a sviluppare le riforme. Quando una persona senza propria colpa perde l’occupazione, la discesa puo’ essere molto rapida. Queste sono cose che fanno paura”. “Martin, l’imperatore dei lavoratori”, titola oggi la Zeit Online: “Ma ora deve provare che sul tema della giustizia sociale fa sul serio”.

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