giovedì, 30 marzo 2017
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Opinioni e commenti
 

Giornata della Memoria. Una pietra per Ferrazzutto
Pubblicato il 01-02-2017


A Venezia, in Calle dei Fabbri, nel sestiere di San Marco, è stata posta una pietra d’inciampo davanti al civico 4741, casa dove nacque e visse Bonaventura Ferrazzutto, uomo che dedicò tutta la sua vita ai più deboli, alla libertà e all’antifascismo. Fu amministratore del quotidiano socialista Avanti! dal 1920 al 1926, allorquando il giornale fu bruciato cinque volte. Passato nel 1928 alla Angelo Rizzoli Editore, partecipò alla costruzione del grande complesso editoriale con grande impegno e molte geniali intuizioni. Tra il 1930 e il 1940 fa la spola tra Milano e Parigi per portare risorse finanziarie al Comitato di Unità Antifascista. Nel 1934 spinge Angelo Rizzoli nell’avventura cinematografica e realizzerà uno dei primi film parlati in lingua italiana: “La signora di tutti”. Nella casa editrice sarà lui che vorrà Mosca, Enzo Biagi e molti nomi prestigiosi del giornalismo italiano. Nel 1943 fonda con Lelio Basso il Movimento di Unità Proletaria.
Per una delazione verrà arrestato il 26 novembre dalla Gestapo e portato a S. Vittore. Dopo novantanove giorni, il 4 marzo, viene trasferito al campo di concentramento di Mauthausen, dove vi giungerà il 13, con il numero di matricola 57579. Stremato ma indomito, nel campo parteciperà all’organizzazione della rivolta detta “dei russi”. Gli italiani lo indicheranno come un loro rappresentante nel Comitato di liberazione internazionale. Il 4 ottobre del 1944 viene ucciso in una camera a gas nel Castello di Hartheim e come tanti uscirà per il camino. Il Primo maggio 1945 l’Avanti! uscirà con la sua fotografia in prima pagina.
Venezia, dopo settantatré anni, vuole ricordare così un uomo che ha lottato per la libertà di ciascuno, pagando con la vita il suo generoso impegno.

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