martedì, 23 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

“Il Festival delle larghe intese” di Conti: Sanremo e Solidarietà
Pubblicato il 08-02-2017


sanremo-2017-diletta-leottaLo avevano annunciato già a fine del maggio scorso ai “Premi tv 2016”. E come si fa per ogni promessa, hanno mantenuto l’impegno preso e anticipato che tante aspettative aveva destato nel pubblico. Per l’evento musicale per eccellenza dell’anno, il Festival di Sanremo appunto, non potevano che esservi alla sua conduzione due icone per antonomasia della tv: ovvero la figura storica che da tre anni lo presenta e ne è anche il direttore artistico (Carlo Conti) e colei che è diventata quella che potremmo ribattezzare “la regina dei talent” ossia Maria De Filippi. Quest’ultima è passata per l’occasione da Mediaset alla Rai ed è per tale motivo che il comico Maurizio Crozza, che avrà tutte le sere uno spazio a sua disposizione in cui intervenire per lanciare battute sprezzanti a personalità di spicco e regalare il meglio delle sue imitazioni classiche, ha parlato di “Festival delle larghe intese”. Di certo la comicità che porta Crozza, più indirizzata a carattere politico, non può essere paragonata a quella dello scorso anno di Virginia Raffaele (più leggera e divertente, incentrata più su un intrattenimento in senso stretto). Ciò, tuttavia, potrebbe essere di buon auspicio per veder intervenire sul palco dell’Ariston (dove salgono personaggi del mondo della danza, dello sport, della scienza, della medicina, del cinema) anche qualche figura istituzionale. Del resto, se la De Filippi è riuscita a portare il premier Matteo Renzi ad “Amici” non è impossibile pensare che questo possa accadere: sarebbe la testimonianza di un aiuto concreto e fattivo portato per una politica che si interessa veramente dei problemi della gente, agisce e si adopera attivamente. Soprattutto perché Sanremo è sempre più Solidale e impregnato di Sociale; un’impronta che ha voluto dare in maniera forte Carlo Conti. Anche quest’anno gli spunti non sono mancati: la campagna sociale per la ricostruzione delle scuole (“ricominciamo dalle scuole”) nelle aree terremotate, con la possibilità di inviare un sms al 45500. Oppure con la ricorrenza della Prima giornata nazionale contro il bullismo nella serata d’apertura del 7 febbraio. Non si sono voluti, infatti, ricordare solamente grandi della musica scomparsi come Claudio Villa (la cui morte, proprio il 7 febbraio del 1987, fu annunciata da Pippo Baudo) o di Luigi Tenco, omaggiato egregiamente e in maniera sentita da Tiziano Ferro, ma anche quegli eroi invisibili e quotidiani (cui è stato dedicato lo slogan di “tutti cantano Sanremo”) che danno la vita per gli altri tutti i giorni.
Ed è per questo che all’Ariston, dopo l’apertura in grande stile del cantante di Latina, è stata la volta da protagonisti di tutti gli esponenti delle forze dell’ordine e delle forze armate in vari campi (Guardia di Finanza, Soccorso Alpino, Croce Rossa, Protezione Civile, Vigili del Fuoco). Alcuni loro rappresentanti hanno raccontato esperienze forti ed emozionanti di quando si sono trovati a portare aiuti nelle aree terremotate. Estrarre persone vive sotto la neve, promettere a padri e madri che si sarebbero salvati i loro figli, portare del latte a dei bimbi per farli sopravvivere e sfamarli laddove le condizioni climatiche e di viabilità impossibilitavano ogni forma di circolazione o di comunicazione, con di fronte “uno scenario desolante” che si apriva davanti ai loro occhi, è qualcosa che è difficile descrivere a parole se non con il motto che è la loro regola ferrea da seguire come una legge inconfutabile: non mollare mai. Storie commoventi di uomini, ma anche di cani come il labrador che era tra di loro. Per loro sono sinergia ed umanità le parole chiave e questo “impegno civile” della kermesse canora continuerà anche nelle prossime puntate con Carabinieri e Polizia presenti. Intanto, in questa prima iniziale, a ribadire questo ruolo impegnato del Festival è intervenuto anche Raoul Bova a parlare del suo Progetto Sorriso (con il coinvolgimento della Nazionale Cantante a supporto e sostegno di questa causa benefica) dell’Associazione “Io ci sono Onlus” per creare un centro polifunzionale ad Amatrice. Finora i fondi sono stati trovati e forse presto si potrà partire attivamente con la sua costruzione dato il budget ormai stanziato; dopo sarà la volta di Accumuli e Arquata, cui si vuole ugualmente pensare perché anche lì c’è tanto bisogno di “ripartire”.
Ma non è solo questa la venatura solidale di Sanremo. Il Festival si tinge di sociale anche con l’altra importante campagna “Ma Basta”: movimento dal basso contro il bullismo capitanato e presidenziato da un adolescente di 16 anni, così come a presentarlo sono stati due suoi coetanei (Giorgio e Francesca). Si tratta di un progetto per debullizzare le classi a scuola e impedire ogni atto di bullismo; ma l’invito a denunciare e non avere paura di confessare qualsiasi forma di sopruso subito è riconducibile anche al cyber-bullismo, ha voluto precisare Conti. Tre i messaggi che i due ragazzi hanno voluto rivolgere: un appello alle vittime a parlarne anche con un amico; a genitori e docenti a stare vicini ai bullati; a tutti ad intervenire per dire basta. Non si tratta, infatti, di episodi trascurabili poiché possono indurre anche al suicidio (come volte accade, non ultimo ad esempio alla giovane Valentina, che si voleva buttare dalla finestra e salva per miracolo). Stop alla violenza fisica o psicologica. Se, al contrario, non si potrà mai dire basta alla musica e a Sanremo, a rafforzare e rincarare la dose contro ogni tipo di vessazione che violi la privacy, l’integrità fisica o morale della persona, è stata la presentatrice di calcio Diletta Lotta. Vittima di un atto illegale di appropriazione illecita di materiale personale, alcune sue foto private infatti le sono state rubate, messe in rete e diffuse senza scrupoli. Dopo lo sconcerto iniziale, ha deciso di reagire e denunciare. Se la sua presenza anticipa quella del capitano della Roma, Francesco Totti, nella seconda serata, la Lotta ha voluto ringraziare il conduttore definendolo, con una metafora calcistica appunto, “un presentatore che dribbla come Messi, segna come Cristiano Ronaldo, ha la forza di Ibrahimovic”.

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