martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Pd verso le primarie sotto il fantasma di D’Alema
Pubblicato il 27-02-2017


dalema-e-renziNel Partito democratico “finalmente si discuta di cosa serve all’Italia, e non più di quanto è antipatico Tizio o Caio, è fondamentale rilanciare sui contenuti, sulle idee, sulle proposte. Sulla sanità, la cultura, le tasse, l’innovazione, il capitale umano”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua Enews, ricordando che domani “sarà l’ultimo giorno per iscriversi al Pd per chi vorrà: si potrà così partecipare alla fase del confronto tra gli iscritti, circolo per circolo”. La campagna elettorale per le primarie del Pd è appena iniziata. I candidati, all’indomani della scissione, sono in campo, conseguenza ultima della frattura interna al Pd che in questi anni è divenuta così forte fino a diventare insanabile.

“D’Alema ha delle  responsabilità, indubbiamente, ricondurre tutto e soltanto a un piano di D’Alema mi sembra francamente riduttivo”. Ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, appena  arrivato a Fabbrico nel Reggiano per partecipare al 72esimo anniversario della battaglia partigiana che vide coinvolta la  cittadina. Orlando è tra i candidati alla segreteria e commentando le dichiarazioni fatte ieri sera in tv  da D’Alema riguardo alla responsabilità della scissione avvenuta all’interno del Partito democratico ha detto che “c’e’ un malessere che non è soltanto quello di persone e gruppi dirigenti che se ne vanno, è anche quello delle tante persone che sono rimaste a casa in questi anni e che hanno perduto la speranza nel Pd. La mia candidatura – ha spiegato ancora Orlando riferendosi al congresso – è in campo anche per questo, perché questa speranza non vada delusa”.

In un clima da separati in casa Orlando ha aggiunto che “il dialogo tra sordi genera dei compartimenti stagni e dentro il Pd ce ne sono troppi”. Per Orlando, il tema però “non è sempre tanto quello di sfidare, di sfidarsi, è anche quello ogni tanto di capirsi, perché un partito funziona anche così. L’idea che tutto possa ridursi ad una costante conta – ha detto ancora – è un po’ la causa delle difficoltà nelle quali ci troviamo”.

Da parte sua l’altro candidato, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano afferma che “i politici italiani, anche del Pd, pensano solo al proprio futuro e non a quello delle comunità e del Paese”. “Bisogna passare dall’io, che ha caratterizzato la politica italiana ed in particolare il Pd nell’ultimo periodo, al noi” ha concluso glissando le domande su D’Alema. Comunque, D’Alema, la sua voce continua a farla sentire e il suo bersaglio è sempre lo stesso: “Per creare una grande forza di centrosinistra deve essere ridimensionato il ruolo del rottamatore, che ha rotto tutto, ha distrutto il Pd e lo ha svuotato di contenuti democratici, ne ha svilito ispirazione ideale e politica”.

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