lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ilva. Intesa al Mise sui 3.300 operai in Cigs
Pubblicato il 27-02-2017


ilvaUna settimana con il fiato sospeso per l’Ilva con due nodi importanti da sciogliere: quello sull’occupazione e quello sulla presentazione delle offerte dalle cordate sull’acquisto. Per il momento una soluzione è stata trovata per gli operai in esubero. È stato firmato al Ministero per lo Sviluppo Economico l’accordo sulla Cigs dei lavoratori dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria. Il numero degli esuberi temporanei è sceso a 3.300 unità di cui 3.240 per Taranto e 60 per Marghera. L’accordo consentirebbe di proseguire nel piano di ambientalizzazione, senza effetti drastici sull’occupazione e sarebbe valido anche nei confronti della cordata che acquisirà l’Ilva.
Il viceministro Teresa Bellanova ha incontrato al Mise i sindacati e i dirigenti dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria: dal 3 marzo, 4984 dipendenti del siderurgico dovranno usufruire degli ammortizzatori sociali. L’obiettivo è ottenere la riduzione del numero degli esuberi temporanei chiesti dall’Ilva, e di mantenere un’integrazione al reddito vicina al 70% tramite cassa integrazione.
L’intesa prevede durata annuale, attraverso verifiche cadenzate bimestralmente con la finalità di opportunità di interventi migliorativi alla struttura.
Si prevede rotazione dei lavoratori degli impianti fermi, nella misura di 1 settimana ogni 6. Sarà inoltre prevista la formazione retribuita considerata come presenza effettiva di lavoro, di 1 giorno mensile a totale carico aziendale.
Il 31 gennaio l’Ilva aveva chiesto la cassa integrazione per 4.984 unità, numero subito contestato dai sindacati che avevano chiesto il trasferimento della trattativa al Mise. Nei giorni scorsi è stata approvata in Parlamento la legge per il Sud che stanzia, su proposta del Governo, 24 mln per mantenere ai lavoratori Ilva in cassa integrazione nel 2017 lo stesso trattamento economico dei contratti di solidarietà del 2016, ovvero il 70 per cento della retribuzione. I 24 milioni, che vengono da un fondo del Ministero del Lavoro, sono riferiti a una platea di 3.500 unità.
A dare man forte all’accordo anche la messa a disposizione della Regione Puglia con la possibilità di piani di formazione aggiuntivi a quanto previsto, attraverso la costituzione di un tavolo tecnico da tenersi nei prossimi giorni.
“La Regione Puglia è a disposizione per mettere i soldi necessari a questa operazione, ma è assolutamente necessario che il governo integri e minimizzi il numero degli esuberi che a noi pare sovradimensionato”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parlando del piano di cassa integrazione straordinaria per 4.984 lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto.
“Come Uilm siamo convinti di aver messo al sicuro il salario dei lavoratori, la certezza dell’occupazione”. Lo dice Antonio Talò, segretario Uilm Taranto, in una pausa della riunione al Mise in attesa della firma dell’accordo sulla cassa integrazione all’Ilva tra Governo, azienda e sindacati.

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