venerdì, 21 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

INPS. 800 euro per le donne incinte. Assegno per licenziati Almaviva
Pubblicato il 01-02-2017


Donne incinte
ARRIVANO 800 EURO

Da quest’anno entra in vigore il cosiddetto bonus mamme domani (conosciuto anche come bonus gravidanza o premio alla nascita). Si tratta di una misura di sostegno (pari a 800 euro) destinata alle donne incinte, approvata di recente con la Legge di Bilancio 2017. In attesa dei decreti attuativi che disciplinino i requisiti e le modalità di presentazione delle domande, è già possibile individuare alcune indicazioni generali. Il bonus mamme domani prevede un trattamento economico ‘una tantum’ (e senza possibilità di rateizzazione) dell’importo di 800 euro, riconosciuto alle donne in gravidanza nel corso del 2017. L’assegno è finalizzato a sostenere i costi delle visite mediche e le spese necessarie per il mantenimento del neonato, molte delle quali sono fatte nei mesi prima della nascita.
La richiesta per essere ammessi al beneficio può essere inviata a partire dal settimo mese di gestazione (stadio in cui la gravidanza è a ‘minor rischio’ e aumentano i costi per le visite mediche e le spese per il bebè). Le modalità di inoltro devono essere ancora comunicate dettagliatamente dall’Inps. Quel che è certo che non sono ipotizzati limiti di reddito per cui tutte le donne incinte dal settimo mese di gravidanza nel 2017 potranno accedere all’assegno, indipendentemente dal reddito e dalla situazione patrimoniale del nucleo familiare. Non sarà dunque necessario allegare l’Isee all’istanza di bonus mamme domani 2017. Molto probabilmente, come avviene per i bonus bebè e voucher asilo nido, la domanda dovrà essere trasmessa all’Inps in modalità telematica, autonomamente attraverso l’accesso all’area riservata con il pin Inps o tramite l’aiuto di un intermediario abilitato o CAF.
Per il 2017 sono stati confermati anche il bonus bebè e il voucher babysitting o asilo nido. Il bonus bebè consiste in un trattamento economico mensile corrisposto a favore di genitori con un figlio minore di 3 anni. Il bonus è di importo pari a: 80 euro al mese, per ogni figlio minore di 3 anni, se l’Isee del nucleo familiare non supera 25000 euro; 160 euro al mese, per ogni figlio minore di 3 anni, se l’Isee del nucleo familiare non supera 7000 euro. Il bonus bebè spetta per ogni figlio nato, adottato (se minorenne) o in affido preadottivo tra il’1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, ai genitori: cittadini italiani o di uno Stato dell’Unione Europea o di uno Stato extraeuropeo con permesso di soggiorno di lungo periodo; residenti in Italia; conviventi col bambino per il quale si chiede il bonus; con Isee inferiore a 25000 euro annui, per tutta la durata dell’assegno. I voucher babysitter e i contributi per l’asilo nido sono delle misure riservate alla madre che, in luogo del congedo parentale, sceglie di affidare il bambino a una babysitter o a un asilo nido. I voucher ed i contributi hanno un valore pari a 600 euro mensili e sono riconosciuti per un massimo di 6 mesi (3 mesi, per le lavoratrici autonome e per le libere professioniste iscritte alla Gestione separata dell’Inps); per le lavoratrici part time, i contributi sono ridotti proporzionalmente all’orario di lavoro.
Importante, il voucher asilo nido non deve essere confuso con il cosiddetto bonus nido, nuova misura del 2017 consistente in un voucher fino a 1.000 euro l’anno, erogato per i primi tre anni di vita del bambino al fine di aiutare i genitori nel pagamento della retta per asili pubblici o privati. Tale agevolazione è riconosciuta anche se i genitori fruiscono del congedo parentale, ma non è cumulabile con i voucher babysitter e asilo nido, né con la detrazione Irpef (del 19% fino a 632 euro per le spese di iscrizione al nido).

Le istruzioni Inps
CONGUAGLIO CONTRIBUTIVO 2016
L’Inps, con circ. n. 237 del 30 dicembre 2016, ha fornito indicazioni sulle modalità da seguire per lo svolgimento delle operazioni di conguaglio contributivo, relative all’anno 2016, per la corretta quantificazione dell’imponibile, anche con riguardo alla misura degli elementi variabili della retribuzione. I datori di lavoro potranno effettuare le operazioni di conguaglio in argomento, oltre che con la denuncia di competenza del mese di “dicembre 2016” (scadenza di pagamento 16/1/2017), anche con quella di competenza di “gennaio 2017” (scadenza di pagamento 16/2/2017), attenendosi alle modalità indicate con riferimento alle singole fattispecie. Considerato, inoltre, che dal 2007 i conguagli possono riguardare anche il Tfr al Fondo di Tesoreria e le misure compensative, si fa presente che le relative operazioni potranno essere inserite anche nella denuncia di “febbraio 2017” (scadenza di pagamento 16 marzo 2017), senza aggravio di oneri accessori. Resta fermo l’obbligo del versamento o del recupero dei contributi dovuti sulle componenti variabili della retribuzione nel mese di gennaio 2017.

Giustizia
EVASIONE CONTRIBUTIVA PER CONTRIBUTI INPS OLTRE I 10MILA EURO
Dopo la riforma dello scorso anno (d.lgs. 8/2016) l’imprenditore rischia una condanna per evasione
contributiva quando il debito con l’Inps supera i 10 mila euro l’anno e anche se in relazione ad alcune mensilità il reato si è prescritto. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, ha scritto di recente Italia Oggi, con la sentenza n. 649 del 9 gennaio 2017, ha respinto il ricorso di un contribuente accusato di non aver versato, nel 2007, contributi per un importo superiore a 10 mila euro. La terza sezione penale ha tracciato presupposti e differenze del vecchio e del nuovo illecito. In particolare ad avviso degli Ermellini, l’omesso versamento delle ritenute previdenziali integra il reato ove l’importo sia superiore a quello di 10.000 euro annui.

Lavoro
ASSEGNO RICOLLOCAZIONE PER 1.600 DISOCCUPATI ALMAVIVA
Arriva l’assegno ‘Almaviva’: un assegno di ricollocazione ad hoc che potranno richiedere gli oltre 1.600 lavoratori licenziati del gruppo di call center. Un intervento che nasce da un’azione coordinata tra il ministero del Lavoro, l’Agenzia per le Politiche attive Anpal, il Mise e la Regione Lazio, segno dell’importanza della collaborazione Stato-regioni per il contrastare alla disoccupazione. A sollecitare un intervento a fronte dei licenziamenti di Almaviva Contact è stato il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti in una lettera al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al presidente dell’Anpal Maurizio Del Conte, al ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda e al vice ministro al Mise Teresa Bellanova. La soluzione individuata dai tecnici del governo è stata quella di finanziare l’assegno attraverso i fondi Ue per la globalizzazione mirati a quelle aziende messe in ginocchio dalle delocalizzazioni selvagge, nella fattispecie Almaviva che ha subito la concorrenza dei call center albanesi. “Possiamo sperimentare da subito questo assegno”, ha spiegato Del Conte. Inoltre potrà partire da subito visto che la fase sperimentale dell’assegno è già stata avviata. Inoltre Anpal e Regione pensano anche alla possibilità di un lavoro coordinato ricollocazione-formazione, fornendo alla regione il servizio di profilatura del richiedente lavoro e un quadro della domanda sul mercato del lavoro.

Fillea Cgil
SU APE SOCIAL TENERE CONTO PROPOSTE PARLAMENTO
“Se verrà confermato un intervento del Governo per correggere alcuni limiti delle norme sull’Ape Agevolata, chiediamo che si tenga conto del positivo lavoro svolto da Camera e Senato nei mesi scorsi”. A dirlo recentemente è stato Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, il principale sindacato dell’edilizia. “Se non vi fossero state le dimissioni di Renzi – ha spiegato Genovesi – il Parlamento avrebbe potuto prendere in esame – in assenza del ricorso alla fiducia – le proposte in discussione alla Camera e al Senato riguardanti la modifica dei riferimenti dei 6 anni consecutivi e 36 anni di anzianità contributiva per l’Ape social, soglie che di fatto impediranno agli operai edili di accedervi, vista la discontinuità che caratterizza il nostro settore”. Quelle proposte all’esame delle Camere “avevano raccolto consensi trasversali – ha precisato il dirigente sindacale – mi riferisco in particolare all’ordine del giorno votato alla Camera, proposto da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, ed approvato a larghissima maggioranza, che impegnava il Governo a chiarire che i 6 anni non fossero consecutivi, e agli emendamenti presentati al Senato trasversalmente, dal PD a Forza Italia a Ncd, volti ad intervenire sui 6 anni continuativi e per ridurre i 36 anni di contributi”. Interventi che per il segretario Fillea “oltre a permettere agli operai più anziani di scendere dalle impalcature – un infortunio grave su 4 in edilizia coinvolge over 60, per evidenti ragioni – avrebbero favorito l’ingresso di giovani operai specializzati in un settore sempre più chiamato a sfide su rigenerazione energetica, anti sismico, recupero”. “Facciamo pertanto un appello all’esecutivo affinché si recuperi su questo terreno, dando un segnale di maggiore giustizia e attenzione a migliaia di edili che dopo decenni di lavoro gravoso, meritano di poter andare a fare i nonni, anziché rischiare ancora la vita sulle impalcature”, ha concluso il leader degli edili Cgil.

Carlo Pareto

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