mercoledì, 1 marzo 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

UNA SINISTRA NUOVA
Pubblicato il 03-02-2017


APERTURA-Nencini-Bandiera-PSI

“Partiamo da un punto: la legge elettorale deve essere rivisitata intanto dalla coalizione di governo poi bisogna cercare un accordo con il Parlamento. Non si può fare una legge elettorale in accordo con la Lega e Grillo a discapito della maggioranza che ha retto fino ad ora il Governo Renzi e il governo Gentiloni. Da qui bisogna partire, dopo che è nota la sentenza della Consulta sull’Italicum. Però non possiamo passare, come diceva Renzi, da una legge che consenta di avere il governo il giorno stesso delle elezioni, a una legge che il giorno stesso in cui le urne si chiudono, dice che non si avrà sicuramente un governo. E la strada maestra per favorire le coalizioni è il Mattarellum”. Non ha dubbi il segretario del Psi Riccardo Nencini: “Per sboccare l’empasse sulle elezioni bisogna scompaginare il gioco. Dopo che la Corte avrà reso note le motivazioni della sentenza, la coalizione che sostiene il governo deve presentare una proposta. Penso sia una mossa indispensabile anche per siglare una tregua nel Pd.

Da Franceschini sono arrivare aperture per delle modifiche tra le quali il premio di maggioranza alla Coalizione…
Il Mattarellum è la strada maestra, quella che propone Franceschini è l’alternativa. Ma contestualmente bisogna preparare un progetto e una strategia per i prossimi anni su dei punti ben precisi.

Quali?
Una sinistra nuova che si preoccupi di migranti e multiculturalismo con un approccio nuovo basato sui diritti fondamentali delle persone. Sì all’accoglienza ma fine dell’età del buonismo. Chi vive in Italia deve giurare sulla nostra Costituzione, godere dei nostri diritti e vivere secondo i nostri doveri. Secondo, è fondamentale l’allargamento della torta della produzione della ricchezza e contestualmente rivedere  la redistribuzione della ricchezza in maniera equa. Per questo chiederemo un congresso straordinario del Pse, per riscrivere la cornice in cui ci muoviamo tra stati a sovranità limitata e mondo del lavoro in crisi.

Il tentativo del governo Renzi di cambiare la Costituzione si è fermato con il voto del 4 dicembre scorso. Questo è un Paese irriformabile?
La prossima legislatura dovrebbe essere aperta con una Assemblea costituente che metta mano alle riforme istituzionali. I socialisti già in questa legislatura proposero la Costituente, ma rimasero inascoltati. Probabilmente ora la situazione sarebbe diversa.

Non si sa che legge elettorale ci sarà, tantomeno quando si voterà. Ma comunque non oltre il 2018. Come si sta organizzando il Psi?
La raggiunta unità al Consiglio Nazionale della scorsa settimana è un fatto assolutamente positivo e da valorizzare. I Socialisti, oltre 20mila iscritti, 105 federazioni provinciali, 93 tra sindaci parlamentari e consiglieri regionali, andranno al Congresso Nazionale il 18 e 19 marzo. Il nostro è rimasto l’unico partito del Novecento. Il fatto è che l’idea è giusta. È un’idea che ha reso l’Italia più libera e civile e oggi c’è bisogno di lavorare a questa storia.

Daniele Unfer

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro Segretario, parole giuste quelle rilasciate in questa intervista.
    Ma rimangono parole, con buone intenzioni.
    Se non mettiamo a fuoco le problematiche del lavoro con proposte fattibili, subito, che diano l’avvio ad un processo occupazionale tangibile, i buoni propositi diventeranno cattivi propositi, premonitori di una sonora sconfitta elettorale, altroché una Sinistra Nuova. Sul lavoro possibile subito ho la mia idea, che l’ho già espressa in altra occasione su questo giornale.
    Buon lavoro Segretario.

  2. A mio vedere, è sensata e condivisibile l’idea di ragionare per punti, così come il concentrarsi su taluni argomenti “salienti”, in modo da non disperdersi in tanti rivoli col rischio di rimanere poi sul generico, ma proprio in questa ottica, quella cioè di non restare in superficie, la individuazione-esposizione dei “punti” dovrebbe essere il primo passo, cui far seguire il loro approfondimento.

    Ciò servirebbe in primo luogo per far capire in quale direzione “politica” si vuole andare, e per avviare altresì il confronto partendo da qualcosa di preciso, e anche perché l’elettorato non mi sembra accontentarsi più di proclami o enunciati di principio, che non infrequentemente sono rimasti tali, tanto da orientarlo verso i cosiddetti “populisti” i quali possono far proposte che sovente noi definiamo sommarie o semplicistiche, ma che offrono comunque una risposta al problema di turno.

    Chi vuole distinguersi dai “populisti”, e vuole nel contempo dimostrare la propria esperienza e cultura di governo, deve essere in grado, a mio modesto avviso, di formulare concrete ipotesi alternative – se vogliamo più articolate ma in ogni caso realistiche, nonché adeguatamente motivate e argomentate – così da risultare altrettanto credibile agli occhi di chi deve soppesare le diverse soluzioni, per indirizzare poi il proprio voto.

    Volendo fare un esempio, di fronte “al mondo del lavoro in crisi”, andrebbe specificato come si intenderebbe uscirne, ossia con quali iniziative o provvedimenti legislativi, e sta bene il dire ancora una volta che per recuperare risorse vanno combattute evasione ed elusione fiscale – anche se c’è chi teorizza che basterebbe ridurre il carico tributario – ma se questa strada non dovesse funzionare occorre conoscere e far sapere come si intenderebbe procedere in via subordinata.

    E se “per sboccare l’empasse sulle elezioni bisogna scompaginare il gioco”, andrebbe poi fatto capire cosa si vorrebbe per il dopo, quando vanno ricomposti i pezzi, o spiegare in modo più dettagliato perché si punti sul Mattarellum quale “strada maestra per favorire le coalizioni”, rispetto ad altri sistemi elettorali, e tutto ciò potrebbe avvenire a “puntate”, nel senso di dedicarne ciascuna a sviluppare uno dei “punti” o argomenti individuati.

    Paolo B. 04.02.2017

  3. Condivido la volontà di Nencini di individuare precisi punti su cui impegnare il partito e caratterizzarlo, naturalmente legati alla nostra tradizione e che debbono partire da due cardini del socialismo, il lavoro ( i Lavoratori ) e la redistribuzione del reddito in modo più equo acciocchè si rafforzi la coesione sociale .

Lascia un commento