mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Istat. Cresce il Made in Italy verso Paesi extra europei
Pubblicato il 27-02-2017


commercioBuone nuove sul fronte del commercio. Per il nostro Paese a gennaio si è registrato un incremento sia per le esportazioni (più 2,8 per cento) che per le importazioni (più 1,7 per cento), rispetto a dicembre. Il dato davvero significativo è però quello della crescita su base annua, nell’ordine del 19,7 per cento per l’export e del 22,3 per cento per l’import.
L’Istat infatti ha fatto sapere che a gennaio il saldo italiano del commercio estero extra europeo ha mostrato un disavanzo di 889 milioni di euro, a fronte del deficit di 486 milioni segnato un anno prima.
A dicembre 2016 si era registrato un avanzo di 5,673 miliardi di euro (rivisto da 5,678 miliardi) a fronte di un surplus di 5,887 miliardi di un anno prima.
Per l’Istat tale aumento è condizionato in buona parte dal livello di vendite particolarmente contenuto a gennaio 2016 e dalla presenza a gennaio 2017 di alcune transazioni straordinarie (commesse speciali e vendite di mezzi di navigazione marittima). Resta tuttavia che i numeri sono molto positivi per le esportazioni italiane extra Ue. Le vendite interessano in particolare Mosca, nel giro di un solo anno, hanno registrato un aumento del 39,4%. Ma la crescita tendenziale è diffusa a tutti i principali partner commerciali, anche i Paesi cosiddetti Asean – Association of South-East Asian Nations (+57%), la Cina (+36,6%), gli Stati Uniti (+35,8%), il Giappone (+29,0%) e i Paesi Mercosur – ovvero l’America meridionale (+23,1%). Anche per l’import si rileva una dinamica crescente che coinvolge in particolare: Opec (+53,4%), Russia (+43,3%) e Turchia (+29,6%).
Cresce quindi anche il deficit della bilancia commerciale, con un disavanzo che a gennaio 2017 sale a meno 889 milioni, contro i meno 486 milioni di gennaio 2016. Il valore delle importazioni supera tuttavia quello delle esportazioni, con conseguente uscita netta di capitale monetario dalla nazione. Il surplus nell’interscambio di prodotti non energetici (più 2,3 miliardi) è in notevole aumento rispetto a gennaio 2016 (più 1,3 miliardi).

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