lunedì, 11 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Italia in crisi. Quando la pizza diventa un lusso
Pubblicato il 20-02-2017


pizza-napoletana-piattiE vuoi vedere che per colpa della spending review anche la routinaria serata in pizzeria è diventata un lusso non più sostenibile? Del resto tra sforbiciate, sacrifici e rinunce – ciò che un tempo era un’abitudine settimanale – allo stato attuale è solo un ricordo annebbiato Ma per forza! Chi si alza di buon’ora per recarsi in fabbrica o in ufficio è senz’altro più interessato al rosso (sempre più rosso) del suo conto corrente che alle piroette del soporifero scenario politico nazionale. Tra l’altro, sistematicamente, si tratta di “performances” barbose che non val la pena nemmeno commentare. Comprensibilmente, a chi “produce” come una balda formichina poco preme di scissioni, scaramucce e alterchi di ogni dove! La visione comune è “appiccicata” a un immediato pragmatismo casalingo, che parafrasato – significa saldare le bollette, far fronte alle scadenze, onorare il ticket del SSN, e ancora… duellare con tasse, tributi e balzelli, che non ammettono ritardi o discolpe. Diciamo che un po’ tutti, chi più chi meno, siamo “untori” di malasorte e dilemmi, cui nulla importa se il leitmotiv giornaliero sia imperniato sulle “peripezie” politiche di questo o quel partito! Peraltro, il cittadino è da tempo stremato da continui problemi e grattacapi, ma soprattutto svuotato come un calzino di averi e pecunie – in “un clima” complessivo che è plumbeo come il nero di una seppia oceanica.

In breve, lo stato d’animo ondeggia tra l’incertezza e il melanconico – ciò nonostante – che si può fare se l’andazzo “unitario” è paragonabile al sequel d’un film horror? Il popolo – operoso e tutt’altro che spendaccione –  si regalava talvolta il lusso strabiliante di una pizza “mordi e fuggi” estesa alla famiglia. Ora, visti i mala tempora “la margherita” (…o quel che è) la può solamente sognare – magari addobbata all’inverosimile e abbinata a una bottiglia di vino stappata da Morfeo. Visioni oniriche che fanno lo sberleffo a una cuccagna remota, in cui credevamo di star male, di essere vessati sino al fondo schiena, ma in cui, probabilmente, non coglievamo cosa ci avrebbe atteso come “piatto forte” di lì a breve tempo. D’altronde, la situazione ha davvero preso una piega spettrale se anche un break vespertino (tutt’altro che luculliano) è diventato una stramberia da scansare quanto una malattia esantematica! Il termometro del malessere non è però solo suggestionato dalla possibilità o meno di consumare aperitivi, sandwiches policromi o chissà quali eccentrici appetizers, ci mancherebbe! Malgrado ciò, questi lillipuziani godimenti regalavano alle masse taciturne una beffarda scheggia di serenità, che opportuna scrollava loro di dosso i grammi eccedenti di sfiga nauseabonda. A quanto pare, adesso, la serata fuori casa è diventata appannaggio delle classi più abbienti, mentre a quelle in carenza di talleri sono rimaste le controversie politiche che vanno “in onda” tutti i giorni – festività incluse.

Se ai tempi “della trisavola” si diceva che un buon risparmio valeva più di un lauto guadagno, sono purtroppo arrivati i momenti acquitrinosi in cui del sacro salvadanaio non è rimasto più nulla, manco i cocci. La gente ha tagliato in modo risoluto acquisti e svaghi tutt’altro che bizzarri, e tira la cinghia in modo così esagerato che alla fine si spezzerà. In ogni caso, quanto illustrato non ha certo il proposito di notificare l’ennesimo tsunami carico di iatture. Tuttavia, ciò che “svolazza” qua e là come un pipistrello degno delle mortifere novelle di Bram Stoker è una situazione davvero deprimente, e ancor di più lo è rinunciare a cose comuni – come, ad esempio, un trancio di pizza “in edizione” low cost!

Nel frattempo, sperando in tempi indulgenti (sembra però tardino ad arrivare) si tira avanti come meglio si può, dicendo di no a tutto o a quasi, compresi i rigeneranti raid gastronomici a scadenza settimanale. Va da sé che “abdicare” in favore di una vita troppo sobria non è euforizzante, del resto sarebbe inammissibile e poco “di sinistra” asserire che tutto va bene, e soprattutto attestare proprio su questo giornale che la gente campa come un pascià! A tal proposito i socialisti qualcosa da dire l’avrebbero, in primis un suggerimento –, e cioè litigare meno e far gioco di squadra – fruendo di un’arcinota metafora calcistica. In tal modo, collaborando tutti assieme nella propria “metà campo”, la pizza (ma non solo quella) tornerà a essere godibile per tutti – nessuno escluso.

Stefano Buso

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento