martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ius soli. Italiani senza cittadinanza in attesa della Legge
Pubblicato il 27-02-2017


bambini-stranieriNati e cresciuti in Italia, eppure non hanno la cittadinanza italiana. In Italia infatti non esiste la legge sullo ius soli, cioè l’acquisto della cittadinanza in base al luogo di nascita, ma vige il principio dello ius sanguinis che la conferisce in base alla nazionalità dei genitori.
Il testo per una legge in tal senso è fermo da mesi, dall’aprile 2016, in Commissione Affari Costituzionali e, dopo ripetute sollecitazioni da parte di vari parlamentari, era stato calendarizzato per l’esame dell’Aula del Senato per il 21 febbraio “ove concluso dalla Commissione”. In Commissione tuttavia pendono 8.700 emendamenti, il che ha fin qui impedito la conclusione dell’esame. Se il governo ponesse la questione di fiducia, tutti gli emendamenti decadrebbero. Proprio per questo è intervenuto il presidente del Pd Matteo Orfini: “Resto convinto della mia opinione: sullo ius soli si può e si deve mettere la fiducia, se necessario”, ha scritto su Twitter rilanciando un articolo di “Avvenire” secondo cui Papa Francesco ha firmato un manifesto per la cittadinanza ai bambini stranieri che sono nati o hanno studiato in Italia. Immediata la replica della capogruppo di Ap in Senato, Laura Bianconi: “Orfini su ius soli e fiducia ricorda che errare è umano ma perseverare è diabolico”.
Nel frattempo però è partita la mobilitazione, domani infatti alle 15:30 partirà il flash mob in Piazza del Pantheon perché il Senato approvi il testo sulla riforma della Cittadinanza.
La Cisl e l’Anofl Cisl parteciperanno domani, insieme ad altre associazioni laiche e di ispirazione cattolica, alla manifestazione che in piazza del Pantheon, a Roma a partire dalle 15, per sollecitare il Senato ad approvare subito la riforma della legge sulla cittadinanza, che consentirebbe a un milione di giovani di seconda generazione di essere finalmente riconosciuti cittadini italiani a tutti gli effetti. “Da anni la Cisl insieme all’Anolf conduce una campagna per la riforma della Legge sulla Cittadinanza, con l’obiettivo di raggiungere un traguardo di civiltà e consentire a migliaia di giovani nati e cresciuti in Italia, figli di immigrati che hanno scelto di vivere nel nostro Paese, di essere riconosciuti come cittadini italiani”, sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “La nostra organizzazione, portatrice di valori di integrazione e di coesione per l’intera società – prosegue Furlan – è stata ed è ancora oggi un punto di riferimento per gli immigrati e per le loro famiglie. Le istanze di tutela e di promozione richieste dai nostri giovani di seconda generazione non possono essere disattese. Siamo convinti che i tempi siano ormai maturi affinché la riforma della Legge 91/92 possa e debba compiersi”. “Questo progetto di riforma – conclude – è ormai ampiamente sostenuto dalla società civile e da altre componenti dell’associazionismo cattolico e laico che, condividendo queste sensibilità, hanno a loro volta dato vita ad altre campagne a favore della riforma della legge”.
“Il Senato deve approvare quanto prima in via definitiva la legge sullo Ius soli perché l’Italia non può perdere l’occasione storica di riconoscere e includere un milione di ragazzi nati o cresciuti in Italia da genitori stranieri. Per questo domani 28 febbraio alle 15 saremo tutti in Piazza del Pantheon per sostenere la battaglia di questi giovani ‘nuovi italiani’ e dire con forza che chi nasce o cresce in Italia è italiano. Riconoscere la cittadinanza a chi ne ha diritto è il modo migliore per disinnescare ogni tipo di odio ed estremismo; l’inclusione e le politiche di integrazione e convivenza sono alla base della pace sociale, per questo le forze politiche che si oppongono a questa legge di buon senso sono proprio quelle che soffiano sul fuoco della paura e raccattano voti sul disagio dei cittadini senza indicare una via per una coesistenza civile”. Lo ha detto Khalid Chaouki, deputato PD e coordinatore dell’intergruppo parlamentare sull’immigrazione.

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