martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La Camera ricorda Lelio Lagorio, ‘Granduca’ socialista
Pubblicato il 07-02-2017


lelio lagorioIn un momento in cui l’Europa vede affacciarsi il rischio di una frammentazione, la Camera ha deciso di ricordare uno dei socialisti che meglio ha saputo rappresentare non solo l’Italia, ma anche l’Europa.

Lelio Lagorio infatti fu il primo socialista italiano eletto Vice-Presidente dell’Unione dei partiti socialisti della Comunità Europea .

La vicepresidente della Camera, Marina Sereni, ha commemorato Lelio Lagorio nel trigesimo della scomparsa dell’esponente socialista. Erano presenti in tribuna una delegazione del PSI Toscana, i familiari e Riccardo Nencini. Dopo un minuto di silenzio osservato dall’Aula è intervenuta Pia Locatelli. Successivamente sono intervenuti i rappresentanti dei Gruppi parlamentari, Guglielmo Epifani per il PD, Simone Baldelli per Forza Italia, Fabrizzio Cicchitto per NCD e Gianni Melilla per SI-SEL, che hanno ricordato la figura dell’ex ministro socialista.
“Nella vita del socialista Lelio Lagorio la politica ha contato sempre molto e non c’è dubbio che abbia vissuto la sua militanza nelle fila del Partito Socialista Italiano con grande passione, partecipazione e con una profonda e originale elaborazione dei contenuti”. Così esordisce la capogruppo del Psi, Pia Locatelli nel ricordare la grande figura di Lagorio.
“Come primo socialista a guidare il ministero della Difesa lasciò un’impronta decisa che gli valse un unanime riconoscimento, sia nella gestione del dicastero lanciando l’iniziativa delle ‘caserme aperte’ per celebrare la Festa della Repubblica riavvicinando la cittadinanza agli uomini in divisa, sia dando un contributo essenziale alla svolta che portò alla fine della Guerra Fredda”. Dice la deputata socialista che spiega: “Mi riferisco alla vicenda della dislocazione degli euromissili, in Italia, in Gran Bretagna e nella Germania ovest, una decisione che consentiva alla Nato di rispondere efficacemente alla pressione che Mosca stava esercitando con lo schieramento dei missili SS20 ai confini europei”. “Una scelta – precisa Locatelli – che contribuì a riportare i sovietici al tavolo delle trattative fino alla firma del Trattato INF tra Reagan e Gorbaciov nel 1987 a Washington. Una decisione che in Italia, come nel caso della scala mobile, fu aspramente contrastata dal Pci, ma che consentì al nostro Paese, di assumere un più alto e netto profilo internazionale”.
“La storia del Psi è gloriosa e non può essere infangata da nessuno. Rappresenta uno dei momenti più alti della cultura politica e istituzionale della Repubblica italiana”. L’elogio al Psi in aula alla Camera proviene da Gianni Melilla, deputato di Sinistra Italiana, commemorando Lelio Lagorio, ex ministro della Difesa e capogruppo socialista, scomparso il 7 gennaio scorso. Presente in tribuna a Montecitorio la famiglia del ‘Granduca’ socialista toscano.
Anche Fabrizio Cicchitto (Ncd) ricorda che “Craxi e Lagorio furono decisivi per l’installazione dei Pershing e dei Cruise, evitando così la ‘finlandizzazione’ dell’Europa”. Guglielmo Epifani (Pd) rimarca che Lagorio “aderì al Psi nel 1955, dopo essere stato assistente di Calamandrei. Vicino alle posizioni autonomiste di Nenni e Craxi, fu ministro della Difesa durante le vicende degli euromissili e di Ustica”. Lagorio inoltre come ministro inviò l’esercito in Irpinia per soccorrere le popolazioni terremotate. “Ripristinò anche la parata del 2 giugno – prosegue Simone Baldelli (Fi) – e fu un socialista di Governo che appare un gigante rispetto a chi oggi insegue l’antipolitica”.

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