giovedì, 24 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La Centrale Rischi è illegale
Pubblicato il 07-02-2017


La illegalità della “Centrale Rischi” è l’argomento che sarà oggetto di intervento, insieme al tema principale che tratterà della “Commissione d’inchiesta sulle banche”. Le materie saranno dibattute nella Conferenza Stampa di oggi, martedì 7 febbraio, che si terrà alle ore 15,00 presso la Sala “Caduti di Nassirya” a Palazzo Madama. Interverranno il Sen. Enrico Buemi, Commissione Giustizia, l’On. Mauro Del Bue, Direttore Avanti!, e io stesso per “Interessi Comuni”.
Entriamo con determinazione in argomento e mettiamola così: se un paziente ammalato gravemente va in Ospedale per una prestazione sanitaria e non paga il ticket, può essere segnalato dal sistema sanitario nazionale che gli impedirà di curarsi a vita? E se ciò succedesse per una folle decisione del nostro Consiglio dei Ministri, lo accetteremmo passivamente? E, soprattutto, sarebbe giusto tagliare fuori dalla vita una persona ammalata solo perché indigente? Non sto vaneggiando perché nel Paese considerato il più democratico del mondo, Donald Trump, con un tratto di penna ha cancellato l’Obamacare togliendo la possibilità di curarsi a molti milioni di americani. Ho brutalizzato l’esempio per significare il particolare accanimento che c’è in questo momento nel mondo contro le classi sociali in difficoltà: anziché aiutarle le condanniamo a morte certa! Potersi curare o meno è la diretta conseguenza di un benessere economico o, comunque, di poter pagare il ticket con un bancomat. Dunque, il bancomat, nel nostro sistema bancario (oggi privato) a cui lo Stato ha lasciato tutti i privilegi come fosse ancora pubblico, vi è la regola militaresca che se una persona perbene – per una controversia bancaria – ritarda un pagamento viene segnalato alla Centrale Rischi del sistema finanziario nazionale e, da quel momento, l’individuo viene interdetto da ogni possibilità di accedere ad un conto corrente, un bancomat e perfino ad entrare in una banca: fuori i cani e gli ebrei, c’era scritto sui cartelli di molti negozi durante il fascismo! In buona sostanza con questa decisione il sistema bancario ti condanna alla morte economica e sociale esponendoti alla gogna.
Ogni corporazione prende più o meno legittimamente le sue decisioni, ma a me sembra che le serrate siano vietate dalla legge, e se le banche possono decidere motu proprio di tagliare fuori dalla vita la gente a simpatia, penso che lo Stato debba intervenire per vietare questa tortura finanziaria. Lo debba vietare in special modo in questo momento dove i nodi sono giunti al pettine e si è reso manifesto il fallimento del sistema bancario italiano, al punto che sempre lo Stato dovrà intervenire, come già è intervenuto, per salvare, acquistare, le banche in difficoltà. Lo Stato dunque, tutti noi cittadini italiani, non ci possiamo permettere di rifiutare aiuto a chi ne ha bisogno. La discrezione, quella privacy che viene richiesta per legge con le firme che poniamo a margine di ogni documento non può essere una ipocrisia, ma la parola privacy deve avere quel piglio di serietà di chi è stato suo custode, il Professore e giurista Stefano Rodotà, ed essere applicata severamente negli ospedali e soprattutto nelle banche che non hanno ricevuto nessuna deroga pubblica per lo sputtanamento dell’uomo. Al limite, l’istituto di credito con cui hai aperto un contenzioso può non volerti più come cliente, ma non può e, soprattutto, non deve comunicarlo ai suoi concorrenti con la benedizione di una Banca d’Italia sempre e costantemente girata dall’altra parte, e silente.
Angelo Santoro
locandina
bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento