martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La Marianna e il polo liberalsocialista e ambientalista
Pubblicato il 25-02-2017


Ho ascoltato le relazioni e gli interventi alla convention della Marianna, l’associazione fondata da Giovanni Negri, compresa un’interessantissima tavola rotonda delle donne musulmane laiche che hanno contestato la nascita, ormai prossima, del nuovo Partito islamico italiano, un intervento ironico e pungente del generale Mori sulla sua persecuzione giudiziaria, un prezioso intervento di Baldassarri sugli errori dell’Europa in merito alla sopravvalutazione dell’euro e alla mancata revisione del trattato di Maastricht. Negri, con me, ha avuto l’avvertenza di lanciare un messaggio politico ai radicali e ai socialisti. Un messaggio di unità e di consapevolezza della necessità, anzi del dovere, di intraprendere un cammino insieme.

Sono intervenuto per sottolineare come la Marianna potrebbe diventare il luogo dell’incontro, aperto anche agli ambientalisti, ai laici, ai liberali e ai riformisti, oppure uno dei soggetti dell’incontro e della sintesi politica. Oggi gli scissionisti del Pd si sono dati l’ennesimo nome anonimo, scollegato da storie e da identità: é nato il Movimento dei democratici e dei progressisti, che ricorda vagamente le definizioni di stampo terzinternazionalista. Come quel giornale del Cominform che si chiamava “Per una pace stabile e una democrazia popolare”. Ma in realtà era strettamente collegato al mondo del comunismo reale. Mancano i nomi che rappresentano anime, fedi. memorie. I nomi che non si intendono rinnegare. Dunque è urgente riprendere parole come socialista, radicale, laico, liberale, ambientalista. Oggi é quanto mai necessario.

“Nomima sunt consequentia rerum”, dicevano i latini, e per questo dobbiamo, se vogliamo camminare insieme, dare contenuti al nostro cammino. Dico subito che se nel mondo radicale si é aperto un conflitto tra chi intende continuare l’opera di Marco Pannella e chi intende dirigersi altrove, il mio consenso va ai primi. Non vedo come il mondo liberalsocialista possa dimenticare l’opera di Marco, che insieme a Loris Fortuna, di cui sono stato allievo, ha regalato all’Italia la magnifica stagione delle battaglie vinte sui diritti civili. Penso che dei socialisti oggi ci sia bisogno, perché é l’equità messa in discussione dal riemergere delle vecchie povertà e dalla necessità di una presenza dello stato sui temi della finanza e dell’economia. Ma soli i socialisti non ce la faranno. Penso che dei radicali oggi ci sia bisogno, perché la libertà oggi é messa in discussione dai poteri forti, siano essi di natura giudiziaria, dell’informazione, finanziaria. Ma da soli oggi i radicali non ce la faranno. Penso che degli ambientalisti oggi ci sia bisogno, perché il mondo vive grandi problemi climatici ed energetici, perché la necessità di acqua potrebbe sfociare in nuovi drammatici conflitti e perché l’Italia é sempre più a contatto con fenomeni distruttivi in seguito ad allagamenti e terremoti. Ma il mondo ambientalista da solo non ce la farà.

Invece l’unione di socialisti, radicali, ambientalisti, un soggetto nuovo e capace di fornire risposta ai moderni temi dell’equità, della libertà e della tutela ambientale, é quel che serve non a noi, ma all’Italia e al mondo. Un soggetto che preservi le storie di ciascuno, perché é molto meglio allargare il recinto di ognuno per difendere il singolo territorio senza crogiolarsi in patriottismi che finiscono per non giovare alla causa. Perché per essere vincenti occorre guardare al presente con lo sguardo verso il futuro. Come ci ha insegnato Pannella, e come ha sempre inteso fare un compagno di Bologna che sarebbe stato assieme a noi oggi se non fosse improvvisamente scomparso pochi giorni fa, e che ci ha consegnato il testimone delle sue battaglie per la libertà e la parità di tutti: Franco Piro. Con la passione di Franco continuiamo il nostro cammino.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Mauro, non son potuto venire a Bologna per ragioni familiari, ma ho seguito il dibattito. Sull’argomento che tratti nel tuo articolo condivido i fondamentali, temo però si profili una riedizione della “Rosa nel Pugno”, un esempio datato e da non ripetere in un contesto totalmente diverso. Serve invece un contenitore laico, riformista, ambientalista, orientato ai bisogni ed ai diritti, che sono quelli degli umani e della Terra. Un qualcosa che solo dei riformisti, possono in Italia ed in Europa, affrontare con concretezza e preparazione, oltre gli steccati, i dogmatismi, le rivincite su un passato tramontato, di cui la storia ha emesso i suoi verdetti, riconoscendo vincitori e sconfitti. La socialdemocrazie è in ritardo, ma è viva; dall’Italia iniziare a nuovamente stimolarla. Il prossimo congresso è l’occasione migliore. Avanti Compagno Direttore.

  2. Mah!.. mettere insieme tre forze ‘tradizionali’ ma un pò deboli non fa un insieme forte..Pannella.era in gamba, sì, l’ho conosciuto abbastanza, c’era affetto e forza morale, in lui, ma era anche un grande accentratore piuttosto egoico, che gridava sempre e non rispondeva quasi mai in modo diretto alle domande, nemmeno a Bordin a Radio Radicale, e poi negli ultimi anni non sono state vinte battaglie dai radicali, piuttosto estenuanti scioperi dlla fame e una rissa continua..
    Comunque, se alla base c’è un’idea chiara e possibile, ben venga. Per quanto riguarda il soggetto politico che si è ( per ora) denominato Democratici e progressisti, il nome non è un campione di originalità, ma non sottovaluterei l’operazione.
    Piuttosto perchè i socialisti, i radicali etc, ignorano, o ironizzano sulle professioni olistiche? E’un bacino molto ampio, di persone che portano avamti proposte di benessere integrale, non individualistico, ma aperto agli altri, agli immigrati, ai disabili, agli adolescenti etc..Ci sono centinaia di migliaia di persone, un’organizzazione mondiale, molti esponenti della ricerca in fisica etc. Questo significa guardare al futuro, comprendere che vi sono idee sistemiche che sanno valorizzare la persona con concetti di inclusione tra teoria e pratica e non solo rivolti al passato, che pure ha un suo spazio importante nella vita personale e collettiva.. Quando non si separa la poitica dalla coscienza personale, dalla psicologia, dalla consoscenza delle dinamcihe evolutive etc, si va verso una comprensione del presente, necessaria far passare proposte di socialismo, ecologia, libertà

  3. Mah….non mi dà molta fiducia questo progetto.. il tempo corre…spero che emergano idee concrete e fattibili…Sui Radicali, molto rissosi, c’è da ricordare che negli ultimi anni non sono state vinte battaglie, e dal divorzio, aborto etc sono passati quaranta anni,che, nel mondo attuale, equivale a due-tre secoli nel mondo di ieri.. Pannella, poi, pur con la forza morale che aveva, con il suo anelito alla libertà, gridava sempre, parlava ore e ore, non rispomdeva mai alle domande,(nemmeno a Bordin di Radio Radicale) spesso trattava malissimo i compagni etc..
    Oggi c’è bisogno di persone un pò diverse, inclusive, che ‘ascoltino’ , senza correre a conclusioni e senza distorcere l’intezione dll’altro, senza tradurre tutto in catastrofe ….e proprio l’ascolto mi pare un nodo centrale….l’effettiva intelligenza…

  4. Mi sembra lucida, e anche saggia, la percezione del Direttore, quando ipotizza che oggigiorno taluni filoni del pensiero politico, come quelli “socialista, radicale, laico, liberale, ambientalista”, pur importanti che possano essere, “da soli non ce la faranno”, e devono pertanto unirsi per dar vita ad “un soggetto nuovo”, ma c’è a mio avviso un primo “incaglio”, diciamo formale.

    Al nuovo soggetto politico andrà infatti trovato un nome, e vediamo che stanno nascendo altre sigle, per nuove formazioni in procinto di scendere in campo, col rischio di disorientare ulteriormente un elettorato sempre più “diffidente” e sfiduciato verso la politica, e semmai attratto piuttosto da personalità che si identificano di fatto col partito che rappresentano, e mi sembrerebbe dunque più logico mantenere le denominazioni già esistenti e conosciute.

    Del resto il “liberalsocialismo”, opportunamente citato dal Direttore, ha già la sua storia e la sua espressione politica, ovvero il movimento socialista degli ultimi decenni, che rappresenta di per sé una credenziale, ovviamente per chi ritiene che valga la pena di rivalutarlo e rilanciarlo, come una sorta di “nuova frontiera”, a fronte di come stanno andando attualmente le cose, affidandolo però ai suoi interpreti più autentici e collaudati, ossia rassicuranti.

    Il volervi accumunare altre “culture” politiche, pur prestigiose che siano, può complicarne e confonderne l’immagine, nei confronti del corpo elettorale, mentre a me sembra che al giorno d’oggi vi sia invece bisogno di semplificazione, e i cosiddetti “populismi” ne sono a mio parere un esempio, senza contare che, come scrive Rosalia, in politica non sempre le unificazioni danno le somme sperate, nel senso che due più due non fa necessariamente quattro, come è già stato più volte sperimentato.

    Infine, passando dalla forma alla sostanza, e qui vi vedo il secondo “incaglio”, se occorre “dare contenuti al nostro cammino”, come dice il Direttore, non mi sembra facile, per un “cartello” di culture politiche in fondo diverse, concepire un programma che sia incisivo, e concretamente applicabile, nonché concentrato soprattutto su quelle problematiche ritenute adesso prioritarie, perché se non sbaglio mi pare essere questa l’aspettativa delle nostre comunità, sempre più preoccupate per il futuro anche prossimo, stando almeno a quanto capita quotidianamente di ascoltare.

    Paolo B. 27.02.2017

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