sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

La probabile fine di
una miseranda fabula
Pubblicato il 13-02-2017


veggenti e slavko02La Chiesa cattolica ha celebrato la ricorrenza dedicata alla Madonna di Lourdes poiché, tra l’11 febbraio del 1858 e il mese di luglio dello stesso anno nei dintorni della piccola località situata nel versante francese dei Pirenei, sarebbe apparsa alla quattordicenne Bernadette Soubirous, una giovane analfabeta costretta dallo stato di profonda indigenza della famiglia a lavorare come cameriera in una taverna e guardiana delle pecore.

La prima visione e le successive diciassette che la giovane avrebbe avuto furono accettate nel 1862, dunque appena quattro anni dopo, come eventi miracolosi dalla Chiesa Cattolica che le riconosce come manifestazioni della Madonna. Il paese di Lourdes è diventato meta di pellegrinaggi anche in ragione delle virtù miracolose dell’acqua che sgorga dalla sorgente della grotta di Massabielle dove ebbero luogo le visioni di Bernadette che, terminate le apparizioni, si trasferì a Nevers in un convento di suore, prese i voti e rifiutò qualsiasi contatto con il mondo esterno. Un comportamento il suo che è stato preso come modello per le attuali investigazioni della Chiesa su chiunque affermi di aver avuto visioni ed esperienze mistiche.

L’ 11 febbraio 2017 è stata diffusa la notizia che Papa Francesco ha deciso di inviare in visita pastorale (l’equivalente di un commissariamento) a Mediugorije,località dell’Erzegovina, un Prelato di sua fiducia con il compito di compiere ulteriori indagini sulla controversa vicenda che ebbe origine nel lontano 1981 quando un gruppo di ragazzi, istruiti dai Francescani locali, che il vescovo di Mostar aveva sollevato dalla gestione della parrocchia, raccontarono che era apparsa loro la Madonna e che seguiterebbe ad apparire ogni settimana lasciando, per loro tramite, un messaggio.

Fino ad allora il paese, di etnia croata, era conosciuto solo per le efferatezze compite dagli Ustascia di Ante Pavelic contro i serbi nel corso della seconda guerra mondiale che, peraltro, trovarono una replica nel corso delle guerre nella ex Jugoslavia,nel 1993 allorché i croati costruirono nelle immediate vicinanze cinque campi di concentramento dove prigionieri serbi e bosniaci furono torturati e uccisi e la collina delle presunte apparizioni di proprietà dei Reverendi Padri Francescani, fu usata come zona per testare lanciagranate.

Nel frattempo i veggenti a tassametro, agit prop mariani, giravano il mondo a fare propaganda giovandosi del sostegno di una vera e propria lobby che in Italia vanta numerosi testimonial vip tra cui i giornalisti Paolo Brosio e Antonio Socci e soprattutto si giova del megafono rappresentato da Radio Maria, quella più invasiva che ci sia.

Tutto questo in barba ai ripetuti pronunciamenti dei vescovi croati e bosniaci che, a più riprese, per 36 anni, con atti ufficiali hanno bollato il fenomeno come “non soprannaturale”, un pietoso eufemismo per dire che a Medijogorije la Madonna non è mai apparsa e i presunti veggenti e i loro protettori Francescani altro non sono che degli imbroglioni.

Ciononostante il borgo dell’Erzegovina e la similmadonna continuano a conoscere una popolarità tale che grazie ai pellegrinaggi dei numerosissimi boccaloni che seguitano a credere a Brosio e C, per la gioia di tour operators e dei gestori di alberghi e attività commerciali affluiti nel corso degli anni, attratti dalla prospettiva, realizzatasi, di un vero e proprio business poggiato sulla credulità popolare che ha reso Mediugorije una sorta di Las Vegas dei Balcani.

Papa Francesco, come i suoi predecessori, ha accuratamente evitato di recarsi in loco.

Anzi, in svariate occasioni, non ha esitato a dichiarare il suo scetticismo sul fenomeno se non addirittura la sua ostilità verso i presunti veggenti che offrono l’immagine della Madonna il come se fosse “capo di un ufficio postale” che invia messaggi (“Ma dove sono i veggenti che ci dicono la lettera che la Madonna arriverà alle 4 del pomeriggio?”).

Ora ha rotto gli indugi e ha spedito mons. Henryk Hoser, arcivescovo di Varsavia-Praga, nella malcelata speranza di porre fine dopo quasi 40 anni ad una miseranda fabula.

Il fatto che per diffondere la notizia sia stata scelta la data dell’11 febbraio non sembra proprio casuale.

Emanuele Pecheux

 

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