sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

L’industria 4.0, La genesi del linguaggio, Esilio siriano, I padri “cambiati”
Pubblicato il 23-02-2017


La prima cosa che colpisce di due autrici ,Annalisa Magone e Tatiana Mazali,è la dedica di un libro appena pubblicato,”Uomini e macchine nella fabbrica digitale” (Guerini e Associati editore) : ”Ai nostri padri,operai” . Annalisa Magone  è  una giornalista e presidente di un centro di ricerca torinese, sul lavoro e l’ innovazione; Tatiana Mazali è una sociologa dei media ,esperta di culture digitali. Il libro contiene poi contributi di altri esperti del mondo industriale , che ,com’è noto, sta vivendo una fase di grande trasformazione. Al punto che ormai si può parlare, senza reticenze , di “quarta rivoluzione industriale” : una svolta,che ormai coinvolge prodotti,servizi e metodologie di produzione. E ovviamente  i lavoratori e i tecnici . Oggi si parla di fabbrica flessibile,di modello Toyota (anche se di questo modello se ne parla ormai da vent’anni). Ora però,con notevole ritardo ,rispetto agli Usa e Giappone in modo particolare,anche da noi – come documenta il saggio-  si vanno incontrando la tradizione industriale e il futuro digitale .E,ovviamente,emergono vecchi e nuovi problemi per gli imprenditori,i tecnici,i lavoratori e le gerarchie organizzate .In altre parole,l’industria 4.0 comincia ad essere già una realtà che determina spesso minore occupazione e richiede una formazione più elevata. Ricorda Edoardo Segantini,nella prefazione ,che l’alienazione  ,come conseguenza dell’innovazione tecnologica,aveva anche i suoi lati positivi per gli operai .Lo spiegava anche uno studioso notissimo,Georges Friedmann,nel suo saggio “Le travail en miettes” : mentre lavoro- confessava l’operaio medio –penso agli affari miei. A voi do il mio corpo,non la mia mente. Quell’epoca però è tramontata. Oggi l’azienda cerca un operaio più preparato,con una formazione adeguata alle nuove tecnologie,permanentemente in trasformazione ,partecipativo,attivo; una figura professionale più vicina a quella del manager. In altre parole,l’operaio di una volta è definitivamente scomparso o sta per lasciare il campo. Il problema vero è che i sindacati o buona parte di essi non se ne  sono  ancora accorti  e comunque non hanno preso coscienza di una realtà completamente mutata,elaborando nuove e più adeguate strategie di difesa degli interessi dei “nuovi operai”.Come si documenta in questo libro a più voci.

Il processo di evoluzione degli esseri umani è cominciato con la comunicazione e il linguaggio,come spiega lo studioso Thom Scott-Phillips nel saggio”Dì’ quello che hai in mente”(Carocci editore).L’autore,che è un  ricercatore di antropologia cognitiva ed evoluzionistica  alla Durham University (Regno Unito), racconta perche il linguaggio è la capacità che rende,più di ogni altra cosa , a rendere unici gli esseri umani. In questo quadro appare importante studiare la natura evoluzionistica del linguaggio e della comunicazione. Ovviamente queste analisi valgono anche per le lingue ,che stanno subendo profonde trasformazioni ,per via della diffusione dei nuovi strumenti di comunicazione  (a cominciare da Internet ).

Il libro “Esilio siriano”  (Guerini edizioni) è stato scritto da due giovani studiosi  del Medio Oriente : Marina Calculli e Shady Hamadi,che si sono conosciuti a Beirut. Dai loro testi (ma anche quelli di altri autori inseriti nel libro ) emerge un quadro complesso : uno scenario di una guerra,quella siriana,con oltre mezzo milione di vittime e devastazioni immense, a cominciare da quasi tutte le infrastrutture,  la dissoluzione di uno Stato per le gravissime responsabilità della dittatura sanguinaria di Assad  e gli orrori del cosiddetto Califfato Non vengono taciute o minimizzate neppure  le complici indifferenze e interferenze dell’Europa,della Russia e degli Usa. Sembrano evidenti da questo libro,anche se in sintesi,la diversità delle crisi concentrate (regionali,nazionali e internazionali ) che hanno coinvolto il popolo siriano .Con profonda amarezza ancora oggi,non si intravvede ,dopo sei anni di guerra,una soluzione possibile,una via di uscita, che riporti la pace in questa tormentata area del mondo.

Infine,parliamo di un libro di un analista di grande carisma,Luigi Zoja,che è  stato presidente della Iaap (l’associazione che raggruppa gli analisti junghiani nel mondo).Nel nuovo saggio (“Il gesto di Ettore”, Bollati Boringhieri) ,un’edizione aggiornata e ampliata di un testo di alcuni fa,lo studioso analizza la figura del padre,così come è andata evolvendosi negli ultimi decenni. Oggi il “mammo” è una figura di riferimento per i figli ( ed anche per la compagna) diversa da quella tradizionale .L’analisi approfondisce il cosiddetto “genocidio simbolico dei padri” ,con immersioni nei miti classici di Ettore,Ulisse ed Enea. Quello di Zoja è ormai un testo classico della psicologia del settore,tradotto in  quindici lingue. Temo però che si tratti di una materia in continuo cambiamento ,perche l’evoluzione delle epoche più recenti sono molto più rapide di quelle del passato. E di conseguenza anche le relazioni umane ,comprese quelle all’interno  della famiglia,ne risentono  sensibilmente le conseguenze,nel bene e nel male  .

Aldo Forbice

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