sabato, 27 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Malesia, il Sultano salva uomo dall’impiccagione
Pubblicato il 28-02-2017


shahrul

Shahrul Izani

Sarà un compleanno meno amaro il prossimo 9 marzo. Quel giorno Shahrul Izani spegnerà 33 candeline ma questa volta, a differenza degli ultimi 13 anni, non lo farà più con l’incubo dell’esecuzione dietro l’angolo. Il sultano di Selangor, Sharafuddin Idris Shah, ha infatti deciso di concedergli la grazia accogliendo la speranza di organizzazioni come Amnesty International e decine di migliaia di persone che dal 2015 si sono mobilitate con appelli e lettere in suo favore.

Shahrul Izani era stato condannato a morte nel 2003 perché trovato in possesso di oltre 600 grammi di cannabis. A nulla valsero i suoi 19 anni e il fatto che fosse incensurato. In Malesia, i reati legati alla droga comportano la pena capitale obbligatoria.

“Questa è una battaglia vinta, perché una vita è stata salvata, ma la guerra contro l’uso della pena di morte continua”,  ha detto Shamini Darshni, direttore esecutivo di Amnesty International Malesia. “Ora che il sultano di Selangor ha accolto la domanda di clemenza di Sharul, speriamo che il governo possa esercitare la sua volontà politica abolendo la pena di morte obbligatoria come primo passo verso l’abolizione totale”.

Lo scorso anno, almeno quattro persone sono state messe a morte. Altre sono in attesa di esecuzione come i fratelli Rames e Suthar Batumalai che rischiano in queste ore l’impiccagione. La vita di Shahrul è salva ma la battaglia per salvarne altre e fermare la pena capitale continua.

Massimo Persotti

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